Simul stabunt, simul cadent
Postato da admin [22/01/2009 09:20]

La strategia della "vocazione maggioritaria" su cui era nata la segreteria Veltroni del PD sembra ormai definitivamente abbandonata.

Quelli che al finto congresso erano stati dei finti competitori, Bersani e Letta, stanno assumendo il ruolo di possibili alternative , dopo che anche gli ex popolari di Marini e Fioroni, assieme a D'Alema, hanno preso le distanze dal leader romano.  Gli ex prodiani, con Parisi e Monaco, continuano la loro solitaria battaglia di irriducibili nostalgici dell'era ulivista. Dalla Sardegna, infine, avanza il padrone de "L'UnitÓ", Renato Soru, sponsorizzato dall'ingegnere De Benedetti e da "La Repubblica". E Rutelli, infine, tuba con Casini sottoscrivendo documenti di programma.

 

Tutto ci˛ comporta l'abbandono dell'idea di modificare la legge elettorale per le europee con alto sbarramento e liste bloccate che sembrava cosa fatta, con la mediazione di Franceschini sul metodo misto di tipo svedese e, se non succede qualcosa di  nuovo, si andrÓ a votare con l'attuale legge che farÓ rinascere a destra e a sinistra ci˛ che con il porcellum e per deliberata volontÓ degli elettori era magicamente scomparso.

 

Ritorneranno partiti e partitini e riprenderÓ quota l'idea di ripristinare alleanze che, nei piani di D'Alema e compagni, sembrano indirizzarsi verso un recupero  a sinistra e, soprattutto, in direzione della disponibilitÓ espressa da Casini e dall'UDC a ricostruire un centro diverso dal vituperato "partito azienda" del Cavaliere. Un centro che volge lo sguardo a sinistra.

 

Resta l'incognita del referendum Segni-Guzzetta sul sistema elettorale per le elezioni politiche che, prima o dopo le europee, ma, in ogni caso entro il 2009, si dovrÓ necessariamente celebrare in assenza di un accordo sulla modifica dell'attuale porcellum.

 

Se si sfarina il PD e la strategia della sua vocazione maggioritaria, anche per l'azione di costante erosione compiuta ai fianchi da un'Italia dei  valori, sempre meno credibile per le vicissitudini permanenti del suo leader, ma ancora in grado di incamerare consensi da quella sponda giustizialista e santoriana, anche sul fronte opposto del costituendo Pdl  le cose si fanno pi¨ difficili.

Simul stabunt simul cadent: nella nuova fase apertasi con le elezioni del 13 e 14 aprile 2008, il bipolarismo emergente poteva affermarsi se i due poli, usciti nettamente maggioritari dalle urne, fossero stati in grado di consolidarsi. Altrimenti niente si tiene.

Troppo disomogenee le culture assemblate nel PD e suicida la scelta di imbarcare Di Pietro, alle condizioni di autonomia da lui imposte, per consolidare una leadership di Veltroni apparsa sin dai primi atti debole e confusa.

 

Ovvio che, indebolendosi quel fronte, anche nel centro-destra si stiano rinfocolando le comprensibili personali ambizioni e sorgano diverse valutazioni strategico-tattiche. Ci˛ accade non solo tra i contraenti del nuovo patto costitutivo di un partito le cui regole non sono ancora definite, ma, soprattutto,  nei confronti di una Lega sempre pi¨ orientata ad incassare la rendita derivantele dalla sua posizione di partito di lotta  e di governo. Essa  le permette di condizionare e raccogliere risultati sul piano dell'esecutivo e mantenere viva la contestazione nella periferia nordista sempre pi¨ inquieta.

 

Nella situazione di grave crisi economica che sta cominciando a mordere sul piano della tenuta delle nostre aziende e dell'occupazione, con gravi conseguenze sul piano sociale, assistiamo ad una confusa ed incerta situazione nel centro-sinistra, privo di una leadership forte e autorevole, mentre nel centro-destra, pur permanendo inossidabile la leadership di Berlusconi, si aprono crepe minacciose, foriere di imprevedibili conseguenze politiche a livello nazionale e soprattutto nelle realtÓ locali (comuni,province e regioni) che nei prossimi mesi saranno interessate dai rinnovi politico-amministrativi.

E' tempo di trovare soluzioni condivise sulle regole con cui costruire il Pdl per non disperdere sciaguratamente ci˛ che con grande saggezza l'elettorato aveva saputo indicare: la volontÓ di dar vita ad un grande partito dei moderati e riformisti, sezione italiana del PPE. A questa prospettiva noi ancora crediamo.

 

Don Chisciotte- 19 gennaio 2009- radioformigoni

 
Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 6  Commenti: 0
 
Postato da [22/01/2009 09:20]

 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


 
Email:
Password:
 
            
Vuoi commentare gli articoli? Inserisci la tua email e richiedi la tua password premendo sul tasto "registrati"
 
 
    
Alcuni movimenti politici e associazioni stanno tentando di ricomporre su basi innovative l'area dei democratici cristiani e dei popolari, Ritieni la cosa positiva?
 
SI
NO
 
       












Partners
 
 
 
 
 


Dir.Resp.: Ettore Bonalberti - Coordinatore Blog: Giorgio Zabeo
Redazione e amministrazione: C.so del Popolo, 29 - 30172 Mestre (Venezia) - tel. e fax 041/978232 - Email: info@insiemeweb.net
©2008 Associazione Insieme - powered by Enforma Solutions - based on en-press engine - Privacy Policy