Immigrazione e politica dell'accoglienza
Postato da admin [12/01/2010 19:51]

Durante la discussione della legge sulla sicurezza e il contrasto all'immigrazione clandestina di questa primavera, alcuni preti ed organizzazioni cattoliche facevano girare un appello contro questa legge soprattutto per la parte che riguardava l'immigrazione. L'appello era titolato "onoriamo i poveri".  Anche a me arrivò l'appello per la sottoscrizione. Intervenni con la lettera sotto riportata a cui nessuno mi rispose.  Alla luce dei recenti avvenimenti in Calabria ritengo tornata di attualità la mia richiesta di spiegazioni. Speriamo che questa volta qualcuno mi risponda.

Ringrazio chi mi ha mandato l'appello ritenendomi sensibile, ma vorrei qualche chiarimento in quanto comprendo l'emotività dell'appello ma non capisco le positività all'ostruzionismo a questa legge.

Gli immigrati che arrivano in Italia irregolarmente non sono i più poveri del loro paese: hanno dei soldi per il viaggio clandestino, sono giovani e forti (o belli), hanno coraggio, la mente più aperta, spesso hanno studiato. Senz'altro i meno poveri del poverissimo territorio di provenienza che, privato anche di queste risorse umane è diventato ancora più povero. I cinesi che ho avuto modo di conoscere non sono fuggiti dalla disperazione ma attratti dalla possibilità di fare rapidamente molti soldi (magari sfruttando i connazionali veramente poveri, costretti da costoro ad arrivare in Italia clandestinamente). Nel paese orticolo in cui vivo, Lusia (RO) la quasi totalità degli operai agricoli sono immigrati. Circa 500 persone in un paese di 3.500 abitanti. Dopo la sanatoria del 1995 e l'introduzione delle domande, attraverso le associazioni professionali, di operai extracomunitari, credo non vi sia più nessun clandestino nei nostri orti. Il richiedente operai, prima ancora del loro arrivo, deve trovare per loro una abitazione adeguata ed arredata e il comune vigila sul rispetto dei requisiti. Lavorano con busta paga regolare uguale a quella degli operai locali e l'ispettorato del lavoro visita le aziende più grosse almeno tre volte all'anno. Immaginatevi quindi il disappunto dei nostri agricoltori quando sentono che molte aziende loro concorrenti della Campania e della Puglia si servono di immigrati irregolari e li pagano 20 euro al giorno e lo sconcerto quando vedono per televisione le condizioni disumane in cui questi alloggiano. Se non ci fossero operai arrivati irregolarmente anche le aziende del sud dovrebbero fare richiesta attraverso i canali istituzionali e gli immigrati arriverebbero con i mezzi regolari, infinitamente meno costosi e rischiosi e troverebbero una vita dignitosa. E se davvero c'è   bisogno di lavoro lavorerebbero in maniera regolare tanti quanti lavorano ora irregolarmente.

A me pare che la legge sul contrasto all'immigrazione irregolare miri a questo. Perché opporsi così pregiudizialmente invece che tentare di dare eventuali suggerimenti migliorativi?

Il problema della miseria di tante parti del mondo non lo possiamo certo risolvere accogliendo noi tutti gli affamati. I nostri stati e i nostri volontari debbono aiutare quelle popolazioni a risolversi i problemi in loco, magari aiutandoli a disseppellire quell'unico talento che anche a loro è stato dato.

Ve lo chiedo con umiltà: cos'è che non capisco?

Prego, come si diceva una volta, per il vostro apostolato.   

Renato Maggiolo.

 
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Postato da yee54nh6o5@mail.com [12/01/2010 19:51]
Inconnu Tout d&qrauo;sbord, une fille qui est amoureuse s’intéresse à toi, elle veut savoir ce que tu fais, qui tu fréquentes, elle peut même être jalouse lorsque tu es en compagnie avec une autre fille. Bien sûr il y a le regard, elle te regardera différemment (yeux qui brillent). De plus si ton ami te l’a dit c’est que ça se remarque, ou qu’elle veut te faire comprendre que tu lui plais. 1  0
 
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