Nota di Don Chisciotte. Attenzione: Pericolo!
Postato da admin [30/11/2009 21:36]

Non vogliamo vedere morire per la seconda volta un partito per colpa della magistratura. Abbiamo già sofferto abbastanza per la fine della DC e dei partiti della prima repubblica, annientati dalla furia di Mani pulite, per assistere impotenti a questo ennesimo attacco dell'ordine giudiziario al capo del governo.

E' stata questa, una delle preoccupazioni forti emerse al convegno di  Lonato del Garda di Sabato 28 novembre scorso,  durante il  quale è nata la rete ALEF (Associazione dei Liberi e Forti), la rete, cioè, delle associazioni di Lombardia e del Veneto che si  ispirano al popolarismo sturziano declinato secondo gli orientamenti pastorali dell'enciclica " Caritas in veritate".

Quest'assurda situazione causata dal venir meno dell'istituto dell'immunità parlamentare, unico argine di separazione tra potere legislativo e ordine giudiziario, ha già portato alla caduta di due governi:  quello di  Romano Prodi bis nel 2008, dopo  quello di Berlusconi 1° nel 1994. C'è ancora qualcuno che sta ritentando l'operazione con grave danno per la democrazia rappresentativa del nostro Paese.

Noi vecchi " DC non pentiti" abbiamo la memoria lunga e non dimentichiamo quanto autorevolmente scrisse il Corriere della Sera in un'intervista, ahimè passata nel dimenticatoio, all'allora On Giulio Tremonti, il 23 Luglio 2005, nella quale l'attuale ministro dell'economia, sostenendo il sistema elettorale proporzionale quale strumento in grado di garantire stabilità al Paese, ricordò la crociera sul "Britannia" nell'estate del '92.

Era ed è un panfilo di proprietà della regina d'Inghilterra e del Duca di Kent, capo della massoneria inglese, che ospitò eminenti personaggi dell'establishment italiano.  Chi c'era a bordo, chiede Maria Latella, all'On Tremonti? Ed egli rispose: " Si fa prima a dire chi non c'era. Salirono da Nino Andreatta a Mario Draghi, da Giovanni  Bazoli a Spaventa, più alcuni professionisti, esterni al circuito del potere, invitati in qualità di osservatori". Tra questi un testimone oculare: lo stesso Giulio Tremonti in qualità di avvocato esperto di finanza.

Quella crociera sul Britannia simbolizzò, scrive Latella, il prezzo che il Paese pagava tanto per "modernizzarsi".

E non furono bruscolini quelli che si bruciarono con le privatizzazioni immediatamente successive (governo Ciampi) sull'altare del capitalismo finanziario di rapina: oltre 100.000 miliardi di vecchie lire, più di quanto l'Italia spese per la Prima e la Seconda Guerra mondiale. E la spesa è continuata,  con la BCE (Banca Centrale Europea)che, intervenendo a favore delle banche in crisi nell'anno horribilis della crisi finanziaria internazionale, ha bruciato miliardi di euro a favore ancora di quel capitalismo finanziario che continua  imperterrito a dominare sull'economia reale.

Situazione ben descritta da Angela Merkel nel Dicembre 2008 che, in una dichiarazione alla stampa tedesca alla vigilia delle elezioni politiche in Germania, denunciò che:" la causa della recessione  di cui sta soffrendo tutta l'economia mondiale "……….è figlia del modello anglosassone",  un capitalismo finanziario che trova le sue radici in una visione oligopolistica del governo  delle economie e delle società".

 

E'convinzione della Merkel, come  è da molto tempo anche nostra convinzione, che

"……  mercati non regolati e non controllati finiscano per provocare disastri finanziari, economici e sociali" ed ha aggiunto che  la sua proposizione politica fondamentale è che "l'economia sociale (o solidale) di mercato" sia certamente il miglior sistema di governo  dell'economia, poiché consente di tenere assieme crescita economica ed istanze sociali, attraverso un modello non troppo chiuso, non eccessivamente aperto, ma giusto ed equilibrato.

 

Esiste un nesso inscindibile tra questi fatti che accaddero nel 1992-94 e che si tenta di replicare in questi mesi e giorni. Bene ha fatto il Presidente Giorgio Napolitano a intervenire con una nota formale che, se non ha assunto i toni solenni e ultimativi che avrebbe potuto avere qualora fosse stata fatta in seno al CSM, ha certamente il senso di una sorta di pre- ultimatum affinché la magistratura torni nel suo alveo proprio, confermando che : " nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del parlamento" aggiungendo che questa maggioranza vale se poggia "sulla coalizione che ha ottenuto dai cittadini elettori il consenso necessario".

 

Certo nella situazione in cui siamo, oltre ad uno strumento legislativo che permetta al presidente del consiglio di continuare a svolgere la sua funzione di governo, rinviando a dopo la cessazione del suo incarico  la ripresa di eventuali pendenze giudiziarie, il ritorno dell'istituto dell'immunità parlamentare e la riforma della giustizia sono le scelte fondamentali che non altri, se non questa maggioranza forte nelle due camere, deve proporre e votare, così come ha promesso agli elettori italiani. E, senza altre incomprensibili timidezze, si ridia al Parlamento, espressione della sovranità popolare, il ruolo che gli compete; ossia quello di legiferare in materia di giustizia, tanto più dopo un referendum popolare che aveva sancito in maniera inequivocabile la volontà degli elettori, per quanto riguardava la responsabilità civile dei giudici. Risultato,  ahimè, vanificato dalla legge Vassalli successiva.

 

 Ogni giorno che passa, visto l'andazzo continuo di magistrati politicizzati e che assumono funzioni e ruoli di leader partitici, stiamo accarezzando l'idea della Lega di PM  e del CSM (meglio se due, uno per i giudici e uno per i PM, acquisita la separazione di funzioni e carriere tra i due diversi organi della funzione giurisdizionale) eletti dal popolo sovrano, unico depositario della sovranità, così come sancito dalla nostra Costituzione, al di sopra e contro tutti gli altri poteri palesi ed occulti, compresi quelli della grandi società di rating che, tirando le fila del capitalismo finanziario e di tutte le sue sovrastrutture, fanno pagare il conto sempre e soltanto a quel popolo di formiche operose che costituiscono la spina dorsale di un paese manifatturiero di Piccole e Medie Imprese come l'Italia.

 

Don Chisciotte-radioformigoni, 30 Novembre 2009

 

 

 

 

 
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Postato da donzelli@alice.it [30/11/2009 21:36]
Il monito alla Magistratura di Napolitano E' stato lo scorso venerdi 27 novembre che il Presidente della Repubblica e' comparso in TV esprimere la sua preoccupazione per la situazione del Paese. Conoscendo Napolitano e' lecito pensare che non si sia espresso superficialmente e che si sia avvalso della collaborazione dei suoi consiglieri. Particolarmente chiaro e' stato su due punti: 1) il popolo ha votato per una maggioranza che non puo' essere da qualsiasi intervento estraneo alla volonta' popolare; 2) la Magistratura e' una Istituzione al servizio dello Stato che ha il compito di far rispettare le leggi, non di farle, compito che spetta al Parlamento. La risposta del sindacato dei magistrati e' stata "si, ma dobbiamo difenderci". Detto che la Magistratura va assolutamente difesa e rispettata, non sono certo da ammirare singoli magistrati a cui piace fare polica ed esibirsi in TV. Per questo motivo abbiamo preparato il seguente appello che l'On. Pionati portera' alla Camera per chiedere la firma ai colleghi. Onofrio Donzelli segr. prov. ADC - Rovigo Presidente Circolo Insieme - Rovigo Appello Al Signor Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano Signor Presidente Orgogliosi di essere da lei rappresentati come italiani e come popolo, accogliamo e condividiamo con la massima stima il suo invito alla moderazione rivolto alle forze politiche, sociali e alle Istituzioni, che noi interpretiamo anche come monito e richiamo per tutti coloro che si riconoscono come cittadini di un Paese civile. Abbiamo anche colto la sua preoccupazione nei riguardi della Magistratura Italiana, troppo coinvolta in polemiche e troppo intenta a “difendersi”. A questo proposito le rivolgiamo il seguente Appello Visto il deterioramento della vita civile, il clima di degrado che vede l’accentuarsi dello scontro fra le Istituzioni stesse, la preghiamo di voler Presiedere, in nome e per conto del Popolo Italiano, il Consiglio Superiore della Magistratura, in piena osservanza con il Dettato Costituzionale e secondo la esplicita volonta’ dei padri costituenti della Repubblica Italiana.
 
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