I costi della nostra emigrazione
Postato da admin [19/10/2017 18:48]

Negli ultimi cinque anni si è parlato molto spesso, anzi quasi esclusivamente, delle problematiche relative all'immigrazione dai più diversi paesi anche perché questo fenomeno ha presentato in determinati momenti delle connotazioni bibliche. Successivamente poi alla crisi economica del 2007 da noi ha preso forma un fenomeno inverso rispetto a quello che ancora oggi occupa gran parte dei media italiani, è cioè quello relativo alla migrazione di giovani studenti diplomati e laureati in cerca di un'occupazione, ma soprattutto di una retribuzione adeguata ai  propri titoli di studio e che contemporaneamente possa offrire una minima prospettiva di crescita professionale nel medio e lungo termine. Questo fenomeno che riguarda i giovani italiani, e di conseguenza il futuro della nostra nazione, tuttavia non riscontra un'adeguata attenzione o tensione che invece dovrebbe ottenere per i propri effetti sia sociali che economici relativamente alle prospettive di crescita e di sostenibilità anche dello stesso asset sociale italiano.
Va sottolineato infatti che le migrazioni delle nostre giovani risorse vanno innanzitutto ad arricchire sistemi economici stranieri che traggono i frutti ed i profitti di un sistema scolastico ed universitario italiano realizzato con risorse e finanziamenti pubblici sempre italiani.
Quindi, al di là dell'aspetto politico, che come sempre in Italia, a seconda delle posizioni ed ideologie, riesce a togliere valore e attenzione già dalla semplice analisi di un fenomeno importantissimo e gravissimo in prospettiva futura per il nostro Paese, partendo dall'aspetto economico forse riesce ad emergere in modo più evidente l'insostenibilità di questi flussi.
Prendendo in considerazione l'analisi dei costi, cioè gli investimenti pubblici utilizzati per la  formazione di uno studente che porta a compimento i propri studi, un’istruzione superiore media risulta costare circa 115.000 dollari (fonte Ocse), quindi 97.000 euro circa (al cambio attuale di 1,18). A questi vanno aggiunti circa 30.000 euro per ogni anno universitario per giungere alla laurea. Quindi presupponendo in 4 anni circa il periodo medio di un corso di laurea, la semplice somma dell'istruzione media ed universitaria porta a 217.000 euro. Questo è il costo medio per un singolo studente universitario che emigri all'estero.
Partendo da  questo costo ovviamente medio se noi valutiamo il numero di studenti espatriati tra  il 2015 e il 2016 potremmo ottenere un quadro generale circa il costo degli investimenti pubblici il cui frutto risulti emigrato all'estero. Nel 2015 sono stati 107.000 gli  studenti emigrati all'estero diventati 115.000 nel 2016 (quanto una città come Vicenza): 222.000 in due anni.
Un altro dato molto interessante relativo a questi flussi migratori è quello afferente il tasso di preparazione: circa l'89.9% risulta composto da laureati.
Il passo successivo di questa analisi, sempre relativa al "mero impatto economico dei flussi di emigrazione italiana"  e quindi ai costi che l'Italia sostiene per il traguardo universitario, si ottiene semplicemente moltiplicando 89,9% di 222mila emigrati italiani negli anni 2015-2016. Questo valore percentuale indica la popolazione di laureati emigrati: 197.000. Precedentemente avevamo indicato i costi  della formazione di un laureato unito alla sua formazione superiore: 217.000 euro pro capite la spesa complessiva.
Tornando ora al  riferimento temporale e quindi agli anni 2015/2016, gli  investimenti pubblici per formare questi ragazzi risultano essere complessivamente di oltre 42,7 miliardi nei due anni, una spesa annuale cioè superiore ai 21,3 miliardi solo di investimenti pubblici per portare a compimento l'istruzione universitaria per gli oltre 197.000 ragazzi che emigrano laureati nei due anni.
A destare preoccupazione è anche un altro dato afferente questi flussi migratori. Recentemente Confindustria ha stimato che tale perdita di risorse umane corrisponde a 14 miliardi di mancato Pil che, unito al costo già indicato, pone l'asticella del costo annuale di queste migrazioni delle nostre risorse italiane ad oltre 35,3 miliardi, ai quali vanno poi aggiunti circa 2,3 miliardi che vengono dispersi dai flussi dei "semplici" diplomati. 
Quindi il sistema economico italiano lasciando partire queste giovani risorse rinuncia, o meglio getta al vento, tra risorse in formazione dei propri studenti e mancato apporto alla crescita del Pil  oltre 37 miliardi all'anno. Una cifra assolutamente clamorosa e al tempo stesso insostenibile per qualsiasi sistema economico ed in particolare per quello nostro che vede da una parte il continuo  invecchiamento della popolazione e dall'altra l'incapacità di trovare professionalità anche possano rilanciare la nostra economia.
Come può uno Stato nella totale indifferenza gettare ogni anno o meglio regalare 37 miliardi di investimenti pubblici alla concorrenza (aziende e sistemi economici esteri) la quale  beneficia di investimenti italiani? Questo quadro economico unito a quello politico e sociale esprime chiaramente quello che sarà il futuro declino del nostro Paese, ma soprattutto emerge la assoluta inadeguatezza della classe politica e dirigente italiana. 



Francesco Pontelli - Economista
 


 
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