La sovranità appartiene al popolo .......
Postato da admin [27/11/2009 21:57]

È la base del nostro ordinamento democratico, da nessuno mai messa in discussione.

Dalla Costituzione in poi il popolo è l'insieme di tutti i cittadini. Anche per la Chiesa Popolo è l'insieme di tutti i credenti: "popolo di Dio", "il Tuo popolo in cammino".

Una volta invece il popolo era categoria sociale distinta dai nobili, dagli aristocratici, dal re. Il popolo era subalterno e tutti gli altri lo comandavano.

Ora tutti siamo popolo, da Napolitano e Berlusconi a me. Mi piace.

Ma allora perché dal termine popolo discendono una caterva di vocaboli a cui si da significato negativo. Populismo, populista… persino il termine popolare ha assunto l'accezione di "basso valore". Ovvio che chi usa questa terminologia non si considera popolo e imputa a questo o quel politico di essere populista, cioè di fare quello che piace al popolo, quindi di fare quello che i suoi padroni (la sovranità del popolo) l'hanno messo lì a fare.

La nobiltà è ormai un residuato perché frutto di un potere che discendeva dall'alto, ma l'aristocrazia, cioè il governo dei migliori, è autonominata, migliori ci si sente.

Quanti, in questo periodo, parlano e scrivono di democrazia ma fanno trasparire che intendono aristocrazia. Qualcuno ha persino coniato il termine "aristocrazia operaia".

Io sono e mi sento popolo, sono un popolano, uso il linguaggio popolaresco e voto per quei politici che sento come popolo con la speranza che facciano i populisti. Quelli che si vergognano di fare quel che il popolo vorrebbe, fanno quel che vogliono le lobby, i poteri forti. Quando sento un politico dare del populista al collega capisco che costui è stato messo lì non dal popolo ma dai poteri forti.

È stata quindi una amarezza sentire, in una cena di amici che si accingono a formare un gruppo che si richiama ai valori del popolarismo, che una deputata viene scarsamente considerata perché non appartiene ai politici di professione, perché non usa un linguaggio da convegni, perché non ha una formazione politica.

Per me tutte virtù. È mai possibile che in parlamento debbano essere rappresentati i sindacati, gli industriali, le categorie, i gay, i trans, le prostitute e non una donna che ha sempre fatto l'operaia tessile, una (come si dice nel linguaggio popolare polesano con un termine che racchiude in se: donna, lavoratrice, casalinga, madre di famiglia, vicina, amica) sposa. Una sposa che si è fatta le idee politiche non sui libri e giornali, ma "vivendo" la fabbrica, il paese, la famiglia, le amicizie. È vero, non usa il linguaggio della maggioranza dei nostri politici, ma sono questi che hanno un linguaggio sbagliato, non lei. Sono gli altri che hanno rinnegato la loro appartenenza al popolo.

Ben volentieri mi impegnerò in questo costituendo movimento solo se saremo popolo, non la guida del popolo, il popolo sa guidarsi da solo. La storia ha già sofferto abbastanza per le  avanguardie operaie.

Auguri.

Renato Maggiolo

 

 

 
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