Il Veneto deve dotarsi di una legge per obbligare le palestre sportive ad avere Dott in Scien Motor.
Postato da admin [21/03/2017 19:01]

(Luigi Pace. Università di Verona). Da tempo vado sostenendo che le società delle palestre sportive, in crescita dappertutto ed in Veneto in particolare, devono  avere obbligatoriamente- non facoltativamente come ora- un laureato in Scienze Motorie. Solo così si promuove una crescita della qualità della pratica sportiva, non più basata solo sull’improvvisazione di tizio e di caio che aprono palestre senza alcun titolo. Né va bene che alcuni accreditano fittizi certificati di valore, non legale, a tizio e a caio che hanno praticato qualche sporadico sport. La laurea in Scienze Motorie è utile alla crescita della qualità sportiva della moderna società, che dà di più attenzione alla salute con il mantenimento del peso forma con l’uso, sempre più in aumento, di palestre sportive e centri di benessere. I principali sbocchi occupazionali previsti dal Corso di Laurea sono individuabili in: insegnamento nella scuola, attività formative e ricreative che richiedano l’intervento di educatori; interventi su soggetti disabili o con deficit funzionali, in équipe con personale medico-sanitario presso centri di assistenza, case di cura, case di riposo o nell'ambito dell'assistenza domiciliare; dell'attività sportiva promozionale, amatoriale e agonistica presso club, associazioni e società sportive; organizzazione e gestione delle strutture sportive. La Regione Veneto riconosce il valore dello sport quale strumento di formazione della persona, di socializzazione, di benessere individuale e collettivo, di miglioramento degli stili di vita, favorendo la pratica delle attività motorie sportivo-ricreative e promuovendone lo sviluppo da parte di tutti i cittadini. Dopo la laurea triennale in Scienze Motorie si può frequentare un biennio di laurea Magistrale. Tali bienni consentono poi di abilitarsi per ‘insegnamento scolastico. Lo scrivente ha frequentato le Università di Padova per Scienze Motorie e Verona per “Scienze e Tecniche dello Sport”. Nel mio recente saggio”Sport e Benessere, edito con leolibri.it, ho già scritto del problema di migliorare la qualità sportiva nelle palestre. Mi preme informare che sul territorio della Regione Veneto, ed anche sui territori delle altre 19 regioni italiane, una palestra sportiva può essere aperta da chiunque, senza che ci sia un responsabile di qualità come un dottore in Scienze Motorie. La Regione e lo Stato paiono solo preoccupati al rispetto delle norme igieniche per il pubblico che le frequenta, come se fossero spettatori passivi di un fantomatico spettacolo sportivo. Ecco alcune preoccupazioni: “Palestre e centri fitness ad esercizio fisico di medio alta intensità. Requisiti minimi richiesti per palestre e centri fitness ad esercizio fisico di medio - alta intensità. Caratteristiche e ubicazione delle strutture, servizi di supporto per gli utenti, caratteristiche tecniche dei locali. Tali strutture di norma devono essere ubicate fuori terra o in ambienti considerati "fuori terra". È consentito, purché situati in contesti consolidati e urbanizzati, applicabili solo per locali al primo livello seminterrati e/o interrati, previo ottenimento della deroga dal servizio Spisal e la valutazione del radon. Le caratteristiche generali sono: altezza utile interna dei locali dove viene svolta attività m 3.00 , nei locali ad uso accessorio (spogliatoio, servizi igienici ecc.) altezza minima m 2.40; per il calcolo della superficie minima dello spazio per l'attività, in termini di sala attività, docce, servizi igienici (almeno 2) e spogliatoi; almeno un servizio igienico per disabili, purché fruibile da spazi comuni; un locale o adeguato spazio di primo soccorso; nel caso di attività collocate in condominio dovrà essere prodotta certificazione a firma del tecnico che attesti la realizzazione di tutti gli accorgimenti necessari affinché l'attività non arrechi disturbi a terzi; inoltre l'attività è soggetta alla valutazione dell'impatto acustico ai sensi dell'art. 8 della legge 447/95; aerazione naturale, ove possibile, preferibilmente pari a 1/20 della superficie in pianta, in alternativa potranno essere prescritti sistemi integrativi e/o sostitutivi dell'aerazione naturale. Solo artificiale rispondente ai requisiti delle Norme UNI 10339 e UNI 13779. Tali impianti devono essere soggetti ai protocolli tecnici di manutenzione; preferibilmente illuminazione naturale, ove possibile, di almeno 1/10 della superficie in pianta, in alternativa artificiale. Nulla dunque sul requisito di qualità sportiva durante gli allenamenti. Nulla ancora dal legislatore nazionale e regionale in merito a tale urgente necessità del mondo della pratica sportiva. Se per aprire una Farmacia serve il titolare con la laurea in Farmacia, analogamente deve essere per una polisportiva. Le diffuse palestre, purtroppo, vengono aperte anche da persone con la ignoranza marcata di teoria sportiva, forse qualcuno ha solo praticato da giovane qualche sport, spesso sono titolari di bassa cultura anche scolastica a cui interessa solo il bilancio societario e, magari, riuscire ad aggirare il fisco chiamando cooperative di soci quelle che sono vere e proprie società di affari. L’Aics, Il Coni, la Fgic, ecc. pur di promuovere lo sport hanno sottostimato che il fenomeno sportivo necessità di qualità anche dove non è previsto l’agonismo, ma solo la cura del corpo come spesso succede nelle palestre sportive, delle quali c’è un vero boom. Se Roma non legifera, forse per insensibilità politica oppure per interessi della “Casta nel Palazzo” (anche sportivo come Coni nazionale e regionale) obbligando le Società sportive ad avere un responsabile laureato in Scienze Motorie, lo faccia la Regione Veneto, che si vanta di essere all’avanguardia, deve dimostrarlo anche per lo sport!

 

 


 
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