Debito pubblico: l'ultima illusione
Postato da admin [16/03/2017 19:42]

Debito pubblico: l'ultima illusione

16/03/17

Nell'ormai ventennale contrapposizione tra Unione Europea e Italia relativamente alla gestione del debito pubblico italiano una delle argomentazioni a giustificazione del suo continuo e crescente aumento, avanzata dai vari governi italiani a partire dal 2000, riguarda la garanzia che il risparmio privato possa offrire su quello pubblico. In altre parole, si è sempre affermata ‘la relatività’ dell'entità del debito pubblico se raffrontata al risparmio privato quasi fungesse a garanzia del debito stesso. Questo ragionamento ha ovviamente fuorviato tutte le politiche di governo negli ultimi vent'anni le quali hanno continuato ad aumentare il debito e la spesa pubblica che però adesso trova la sua finale perdita di valore e, di conseguenza, di possibile garanzia in relazione alla qualità del risparmio stesso.

Dagli ultimi dati forniti dalla Banca d'Italia infatti risulta che oltre il 55% del risparmio italiano risulta investito in titoli, fondi e altre forme di investimento ad alto rischio supportati da coperture assicurative. Questa situazione risulta essere il frutto della coincidenza di attività del sistema bancario e delle aspettative del consumatore. A fronte del calo delle quotazioni dei beni immobili gli investitori hanno cercato delle marginalità sui propri investimenti che andassero oltre lo 0,5-1% che ormai i titoli pubblici offrono. Parallelamente, in un mercato finanziario in cui il costo del denaro risulta essere nullo se non addirittura negativo gli istituti bancari hanno cercato di convertire i depositi e le polizze assicurative dei propri clienti in fondi combinati ed altre soluzioni finanziarie che assicurassero una marginalità agli istituti stessi, indipendentemente dai rischi ai quali gli investitori andassero incontro. La risultante di questi due aspetti, le aspettative degli investitori e la ricerca di marginalità di tutti gli istituti  bancari, ha determinato il cambiamento dei tratti genetici del risparmio italiano trasformandolo dalla ricchezza investita in Bot e Cct  (quindi assolutamente solvibili e disponibili) in un patrimonio ad alto rischio. Questa diversa connotazione del risparmio privato automaticamente si riverberebbe sulla possibile garanzia che esso potrebbe offrire nei confronti del debito pubblico italiano. Questo cambiamento epocale degli investimenti privati, che espone gli stessi ad alti rischi ai quali i mercati finanziari ci hanno ormai abituato, dovrebbe far riflettere profondamente la classe politica italiana e dirigente che con troppa superficialità ha utilizzato l'argomentazione del risparmio privato nella dialettica con l'Unione Europea. Quella che una volta veniva definita ed interpretata come una garanzia privata fornita alla pubblica gestione della spesa e del debito ha ormai cambiato le proprie caratteristiche perdendo in definitiva i valori di garanzia in quanto troppo esposta alle fluttuazioni dei mercati finanziari. In altre parole, viene meno anche l'ultima illusione che interpretava il debito pubblico come una variabile minimale rispetto alla ricchezza italiana ed al risparmio che questa ricchezza esprimeva. L'illusione, come le favole, quando viene applicata alla dura realtà economica può portare solo ad una crisi sistematica. 

 

Francesco Pontelli

 

 


 
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