Notte fonda
Postato da admin [15/03/2017 21:23]

Notte fonda

(di Stelio W. Venceslai)


 

            La Turchia si allontana dall’Europa. Quel pezzetto di terra attaccato alla Grecia non è più Europa. Fa parte di un altro contesto, neppure asiatico, neppure mediorientale. Solo turco.

            Diciamolo pure: la Turchia da almeno un decennio voleva essere Europa. Non l’abbiamo voluta. I Turchi sì, a milioni, purché lavorassero e stessero buoni, il loro Stato no. La Turchia, in quanto tale, ha sempre fatto paura. Ora si tirano le somme di tanta sciocchezza.

            Cerniera del Medio Oriente, unico Paese democratico islamico assieme al Marocco, membro della NATO e non nemico di Israele, baluardo di sempre rispetto all’espansionismo russo, con un’economia vigorosa ed un esercito di tutto rispetto, ora alza la voce con Erdogan e ricatta l’Occidente.

            Quest’uomo è riuscito, nel giro di pochi anni, a velare le donne, a limitare se non a distruggere il tradizionale potere istituzionale che Kemal Ataturk aveva conferito all’esercito, ha compresso la già predominante componente laica, ha fatto un clamoroso giro di walzer con la Russia, con la Siria, con l’islamismo.

            Gli è bastato con un colpo di Stato malfatto per sospendere la democrazia, mettere in galera l’élite del Paese, imbavagliare l’opposizione, strizzare l’occhio all’ISIS e poi attaccarlo per far piacere ai Russi, purché gli diano mano libera nel massacrare i Kurdi e così via.

            L’islamismo gli ha dato alla testa. 

Sventola un nuovo slogan: l’islamismo turco contro il fascismo occidentale. La verità storica non è il suo forte ma forte può essere il potere di suggestione di Erdogan. Già l’ISIS faceva confusione fra Crociati cristiani e Templari, presunti assassini di Arabi, contro i quali non hanno mai combattuto. In Palestina si scontrarono con gli Egiziani, con i Turchi, con i Mongoli, ma non con gli Arabi.

            Ora, che il fascismo fosse nemico degli Arabi e, più in genere, dell’Islamismo, è una grande sciocchezza. Anzi, fu proprio il contrario. Il gran Muftì di Gerusalemme simpatizzava per l’Asse, al punto che fu imprigionato dagli Inglesi. Una brigata araba era in preparazione in Italia e le simpatie arabe andavano proprio verso Berlino e Roma.

            Certo, il loro interesse era quello di liberarsi di Francia ed Inghilterra, ma ci fu un’indubbia e provata confluenza di simpatie verso l’Italia e la Germania. Questa è la storia, povera ancella dimenticata.

            Dal suo nuovo palazzo di 1.500 stanze il nuovo Sultano ha ricevuto la signora Merkel, prima d’insultarla, assiso su un trono. Neppure Bokassa aveva fatto tanto.

            Ora Erdogan propone una riforma della costituzione turca che gli darebbe tutti i poteri: un re assoluto. Ne avrebbe più di Trump, alle prese con un Congresso diffidente e con una stampa ostile, ne avrebbe più di Putin, che ha comunque un’opposizione.

Gli manca solo il potere spirituale del Papa, ma forse ci proverà in futuro. Il nuovo Sultano potrebbe realizzare quell’unione islamica che non è riuscita a nessuno.

            Erdogan fa la voce grossa con l’Olanda. Per fortuna non hanno confini comuni, altrimenti muoverebbe l’esercito. Il fatto è che deve avere il consenso del popolo al suo referendum per approvare la nuova costituzione che ha ritagliato sulla sua figura. I sondaggi dicono che non è sicuro che vinca. Gli servono voti. Ci sono milioni di Turchi in Europa, con doppia cittadinanza. Allora, vuole fare campagna elettorale anche con loro.

            Il sindaco di Rotterdam, che, fra l’altro, è un marocchino, gli ha detto di no. Tuoni e fulmini. Un’offesa alla sovranità internazionale del nuovo Sultano. Danimarca e Germania si sono allineate con l’Olanda. Solo la Francia ha ceduto. Ma non importa. L’Unione europea è fascista e nemica.

            La nostra Mogherini balbetta di negoziati diplomatici per abbassare i toni. Ha ragione, una volta tanto. I toni bassi sono consueti in un’Europa allo sfascio per colpa di governi incapaci di un colpo d’ala. Ora si raccolgono i frutti di decenni di tolleranza e d’incapacità. Abbiamo pagato la Turchia perché si trattenesse i profughi. Erdogan ci ricatta. Si è preso i soldi ma ora minaccia di aprire le porte e far emigrare in Europa milioni di profughi. Sua Maestà non tollera offese, tanto qualcun altro pagherà ciò che perderà dagli Europei.

            In realtà, la Turchia è allo sbando, in una situazione pericolosa per tutti. Se vince il referendum, farà sempre di più la voce grossa. Se perde il referendum ci saranno tragedie per tutti.

            Per contro, va detto che Erdogan ha scelto il momento giusto.

            L’Olanda è sotto elezioni. La politica di Erdogan ha dato fiato all’anti islamismo locale e, allo stesso tempo, ha dato una spruzzata d’orgoglio agli Olandesi. Certo, i fatti di Srebrenica pesano e il governo olandese non ha fatto nulla per cancellare quella vergogna.

            In Francia ci saranno a maggio le elezioni presidenziali: quattro candidati di cui tre inquisiti (compresa la Le Pen). Sembra di stare in Italia.

            In Germania cresce l’ondata “populista” contro la Merkel. Cosa accadrà alle prossime elezioni? La soluzione europeista preconizzata dalla Merkel è la vecchia idea dell’Europa a due velocità, deprecata a suo tempo da tutti.  Secondo Gentiloni va bene, perché è convinto che saremo nella prima. Mi sembra un’illusione.

            In Italia, solo Dio sa come andranno a finire le elezioni future. Per il momento si parla di evitare il referendum contro i voucher e tutela di diritti civili, un tema che appassiona al punto che la Camera era pressoché vuota quando se ne discuteva. Sulla legge elettorale, invece, silenzio. Solo le primarie del PD fanno testo. Tra scandali e silenzi (inquisiti perfino il Sole24Ore, perfino il comandante dell’Arma dei Carabinieri) tutto scorre tranquillo, aspettando gli eventi degli altri.

            Intanto, continuano gli sbarchi. Se può essere consolatorio, qualcuno ci guadagnerà.

 

Roma, 15 marzo 2017.

           

 

 


 
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