Tassa di scopo sui veneti per la pedemontana
Postato da admin [13/03/2017 21:13]


Pubblichiamo la nota allegata del prof Giuseppe Pace sul tema in oggetto con questo incipit:tassa di scopo sui veneti per la pedemontana

 

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha annunciato la soluzione per il completamento della pedemontana veneta: introdurre una tassa di scopo a carico dei soliti cittadini veneti onesti che pagano le tasse. Un aumento dell'IRPEF che andrebbe ad aggiungersi al già insopportabile carico fiscale dei contribuenti della nostra regione.

Apriamo su questo tema un dibattito con un articolo redatto dal prof Giuseppe Pace di Padova, segretario provinciale del Partito Pensionati.


Giuseppe Pace (Segretario Prov.le Partito Pensionati Padova).

Luca Zaia, da una parte promuove l’Indipendenza del Veneto, e, dall’altra, tartassa i veneti senza pietismi. In Veneto la tassazione del ceto medio è eccessiva e a sottolinearlo sono soprattutto gli stessi leghisti, che oggi vogliono l’indipendenza...potrebbe essere da Zaia però! Un altro punto dolente, dello Zaia pensiero, è che a gestire i pedaggi sia la stessa Regione che paga l’opera pedemontana. Insomma si va verso un’ economia statalista, alla Veneta e non più verso la libera concorrenza che produce qualità e non burocrazia. La necessità di realizzare un asse che congiungesse le città sorte ai piedi delle Prealpi venete è sorta fin dagli anni settanta quando lo sviluppo industriale dell'area pedemontana ha manifestato una crescente richiesta di mobilità. Negli anni Novanta la situazione è diventata critica a causa della progressiva urbanizzazione della campagna veneta e dell'aumento del traffico sull'autostrada Serenissima. Con l'allargamento dell'Unione europea e l'apertura delle frontiere ad est a metà degli anni 2000 la situazione è peggiorata, basti considerare che dal 2004 al 2008 il traffico pesante sulla Serenissima è aumentato del 105% (più che raddoppiato). Con l'attuale congiuntura economica (2009-2015), si registra una diminuzione dei traffico del 5-10%. Nonostante il calo, il Governatore del Veneto decide di fare a spese della Regione l’opera, che i Verdi, i 5Stelle e parte del PD non vuole. La superstrada in questione dovrà essere un'opera che collegherà Montecchio M. a Spresiano passando per il distretto industriale di Thiene-Schio, per Bassano del G. e a nord di Treviso interconnettendosi a 3 autostrade (A4, A31 e A27). Sarà lunga 94,747 km (compresi 4,6 km della  SR 246 e sarà l'unica superstrada italiana soggetta a pedaggio, che Zaia vuol far pagare poco, a gestione regionale e con tassa Irpef a quasi tuti i cittadini del Veneto. La Pedemontana “alla Zaia”, fa ridere non pochi cittadini del Veneto ed in particolare i vetusti pensionati, quando il Governatore dice che chi percepisce fino a circa 1500 euro non pagherà, mentre quelli di 1600 euro pagheranno solo 3 euro a mese. Ma Zaia non dice per  quati anni pagheranno i 3 euro i tartassati e si guarda bene dal precisare anche che sono lordi i valori che dice: con astuzia politichese, deve averlo imparato bene dalla Casta, precisata da G. Stella e che i cittadini rinnegano, veneti compresi. Il supervotato Governatore Veneto dovrebbe anche dire, per onestà d’operare in politica, che bisogna togliere circa 500 euro di tasse mensili sulle pensioni e sulle buste paga per introdurre la sua addizionale Irpef, dunque verranno tassati anche i lavoratori e pensionati da meno di 1000 euro al mese, mancava poco che tassasse anche i sottoccupati. Sempre con la spocchia dell’efficientismo del primo della classe, il leghista Zaia, afferma: «No a nuove imposte». «La strada serve a Treviso e Vicenza, ma costerà a tutti» I mass media locali informano: “Nuove tasse ai veneti per completare la Pedemontana. Lo ha annunciato il governatore Luca Zaia al consiglio regionale, che dovrà approvare l’introduzione dell’addizionale Irpef. Sui social network i cittadini bocciano la decisione dell’esponente leghista e criticano la nuova tassa regionale. Luca Zucconi ricorda che oltre alla Pedemontana stiamo già pagando anche il passante di Mestre; Silvia Benedetti paragona la superstrada al Mose e scrive che «forse a Zaia sono sfuggiti i 9600 chilometri di strade in Veneto»; secondo @Rasando79 la Pedemontana è utile «ma perchè dobbiamo pagarla noi?». Ancora più duro Paolo Marcon che si chiede, oltre ai cantieri, quante altre volte i cittadini dovranno pagare lo stipendio di Zaia; Cristian manda le sue critiche direttamente al presidente della Regione: «Egr. @zaiapresidente leggo della nuova addizionale Irpef per pagare la pedemontana. Ora ci tassa, poi pagheremo il pedaggio? È da vergognarsi». Anche per Antonella Bedin «è una vergogna chiedere sempre ai soliti. E intanto chi evade non paga niente». Sulla stessa linea, ma con molto sarcasmo Juri De Luca: «Avevamo le tasse troppo basse, meglio alzare l’Irpef per la Pedemontana». @mauri64za tocca un altro punto critico: «la Pedemontana attraversa le province di Treviso e Vicenza, che la paghino solo loro!». Pilade tagga invece il profilo di Salvini e sentenzia: «Se Zaia mette l’addizionale Irpef in Veneto avete chiuso». Michele Maran incolpa la Regione di aver sbagliato i conti «e a pagare siamo noi. Per principio non la percorrerò mai, se la finiranno...» e il consigliere Pd di Mestre Giorgio Boato si chiede «Pedemontana? Si usino queste entrate per la sanità del Veneto, che ne ha bisogno davvero!». Boato è sensibile al verde, non da oggi, ma l’accordo per il completamento, sembra essere categorico e indiscutibile per Zaia, forte del consenso regionale avuto. Zaia annuncia: «Dovremo introdurre l’addizionale Irpef». Dunque era vero, come scrisse il Corriere del Veneto il 19 gennaio scorso, che è stata trovata una soluzione per introdurre sbloccare la Pedemontana e che Cassa Depositi e Prestiti, dopo una lunga e faticosa trattativa, ha infine acconsentito a garantire il bond indispensabile per chiudere i cantieri che da Montecchio si allungano fino a Spresiano. Dopo mesi di lavoro matto, disperatissimo e segretissimo del board tecnico capitanato dal segretario della Programmazione Ilaria Bramezza e dall’avvocato dello Stato Marco Corsini, lo ha svelato martedì il governatore Luca Zaia, approdato a sorpresa in consiglio regionale: dopo 8 anni - era il 2009 quando fu abolita - tornerà l’addizionale Irpef, che servirà a ripagare il mutuo che la Regione dovrà accendere, con una rata annua da 16,5 milioni, per concedere ai costruttori del Consorzio Sis un contributo da 300 milioni di euro (che vanno ad aggiungersi ai 615 milioni già sborsati dallo Stato per un’opera che complessivamente costerà 2,2 miliardi). Inoltre, spariranno le esenzioni per i residenti, gli studenti e i pensionati, così da controbilanciare l’abbassamento delle tariffe del 23% per le auto e del 16% per i tir e i camion (il nuovo pedaggio sarà rispettivamente di 0,16 euro e 0,3 euro al chilometro) che si è reso indispensabile per alzare le stime di traffico di Cdp e Bei fino a 27 mila veicoli al giorno, per l’assunto per cui se costerà meno utilizzare la superstrada, la utilizzeranno più persone.Era l’unico modo per far stare in piedi il Piano economico finanziario dell’opera e procedere così con l’agognato closing bancario, vista la crisi che stanno incontrando tutte le autostrade concepite in project financing, dalla Pedemontana Lombarda alla BreBeMi passando per la Asti-Cuneo. Zaia, che in questi 8 anni si è sempre fatto un vanto di «non mettere le mani nelle tasche dei veneti», rimarcando che «il Veneto è l’unica Regione in Italia a non applicare l’addizionale Irpef», la spiega così: «L’alternativa alla “tassa di scopo”, perché di questo in effetti si tratta, era non fare la Pedemontana e avvitarsi in una serie infinita di contenziosi milionari. Si doveva trovare una soluzione e l’abbiamo trovata, con senso di responsabilità». L’exit strategy, che ha già avuto il placet degli altri attori coinvolti (la lista è lunga, si va da Palazzo Chigi ai ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia, passando per Cdp, Bei, Anac e Corte dei conti) attende ora il decisivo via libera del Consiglio, chiamato ad approvare in tempi brevi la modifica al Documento di economia e finanza 2017-2019 e l’accensione del mutuo con Cdp, con conseguente reintroduzione dell’addizionale Irpef che, assicura il governatore, sarà «temporanea, prudenziale e modificabile». Nel frattempo, però,quella è: aliquota base all’1,23%, senza maggiorazioni fino a 28mila euro e un più 1,6% fino a 55mila euro, 2% fino a 75mila euro, 2,1% oltre 75mila euro (con aliquota agevolata allo 0,9% per i disabili o i soggetti con a carico un disabile e un reddito non superiore a 45 mila euro). Tradotto, per finire la Pedemontana i veneti dovranno sborsare dal primo gennaio 2018 un contributo mensile da 3 a 78 euro. «La nostra imposizione resta comunque tra le più basse in Italia - precisa Zaia - e con l’addizionale modulata in questo modo saranno coinvolti solo 622 mila veneti». Che, in buona sostanza, pagheranno la Pedemontana due volte: con l’addizionale e col pedaggio. A questo punto si dirà: ma Sis ci rimetterà pur qualcosa, o no? La risposta è 6,7 miliardi perché l’intesa chiusa con la Regione prevede che sia quest’ultima a incassare i pedaggi, e non più il consorzio di costruzione, che riceverà soltanto il canone di disponibilità. In sintesi: ieri Sis incassava i pedaggi più un canone di 29 milioni l’anno per 15 anni (totale per 39 anni di concessione: 18,8 miliardi); domani incasserà solo il canone, alzato a 153 milioni l’anno, per un totale di 12,1 miliardi in 39 anni, a fronte di incassi da pedaggio che la Regione stima in 13,2 miliardi (Palazzo Balbi conta quindi di guadagnare a fine operazione un miliardo). Ovviamente viene a caderela celeberrima «clausola di garanzia» prevista a carico della Regione in caso di traffico scarso, che secondo i tecnici avrebbe potuto portare in 39 anni ad un salasso da 9,5 miliardi: «In buona sostanza, la Regione sarebbe andata in default. Col canone, invece, sappiamo sin d’ora quanto pagheremo ogni anno». E su quello si farà leva anche per applicare eventuali penali nel caso in cui il costruttore non garantisca adeguati standard di qualità (tradotto: buche e malanni vari). «Resta il fatto - conclude Zaia - che un’opera di questa entità non si sarebbe mai potuto realizzare soltanto con capitale pubblico». Sis avrà 8 mesi dal via libera del consiglio per ottenere il closing bancario (viceversa ci sarà la rescissione del contratto) e Cdp ha già promesso che sottoscriverà una quota del bond di Jp Morgan, che per effetto del nuovo accordo scende da 1,6 a 1,15 miliardi. La fine dei cantieri è (ri)aggiornata al 2020”. In Regione se la Lega impone anche a F.I.  l’accordo folle, significa che il 50% del consenso elettorali la volta prossima, alle elezioni regionali, li prenderà, meritatamente, i 5Stelle. Anche noi del Partito Pensionati-presenti alla scorsa tornata elettorale insieme al Fare di Tosi- possiamo sperare di avere consensi non più a una cifra ma a 2 cifre se ci battiamo per ridurre le tasse e non aumentarle ai pensionati e agli altri, ancora in attività lavorativa. Noi diciamo che se la Pedemontana si deve fare, la deve finanziare il privato e non la regione oppure lo Stato, che certamente non si tirerà indietro se non vuole l’indipendenza del Veneto, che ebbe i suoi martiri con “sul ponte sventola bandiera bianca” nell’epopea risorgimentale.

 

 


 
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