Padre Salomone - REFERENDUM
Postato da admin [24/10/2016 19:12]

Un editoriale di Padre Quirino Salomone sulla deforma della Costituzione. Un modo per riflettere sulle ragioni del NO, su come orientarsi, sebbene per i puristi della logica teorica, l'osservazione è di parte: quella dei deboli, dei poveri materiali, degli esseri umani abituati alla sottrazione, deprivati di beni materiali, di dignità e di speranza. Un modo di Essere ragionevoli sulle indicazioni del cuore,


REFERENDUM NON MI SEMBRA.
di Quirino Salomone


Un paio di cose per focalizzare la riflessione di fondo su un referendum che si abbatte sulla totale incoscienza della grande massa popolare.
Un si o un no, se non lo si vive come risveglio di coscienza personale e comunitaria, rischia di creare solo una divisione in assetto di guerra civile, il vecchio gioco della guerra fra poveri.
Quale parere popolare dedurre se non è ancora chiaro (perché cosi voluto ad arte) il significato e le conseguenze di un si o di un no?
Il tema di fondo, la posta in gioco, è quella di rimettere al centro l’uomo, con tutta la sua dignità e la sua indiscutibile ed inalienabile sovranità: punto di partenza per ogni possibile progresso civile, sociale, morale, etico e spirituale.
Il silenzio sul non rispetto della Costituzione è la perfida manovra di volerla azzittire in tutta quella luminosa garanzia di difesa dei diritti dei cittadini.
Questo è il vero punto di vergogna di una politica anticostituzionale, color d’inganno, dall’aria maleodorante di regime.
Ognuno può rendersene conto annusando la scuola, la sanità, le pensioni, il lavoro, le banche, le privatizzazioni, le cartolarizzazioni, la vendita dei beni demaniali, l’emissione monetaria, il debito pubblico, il Senato, insomma, il regime.
In questo momento il popolo intero dovrà rispondere concordemente alla chiamata alle armi della coscienza e non cede all’istigazione dei distinguo.Non siamo una parte (partito), una dissidenza, una minoranza, siamo insieme nazione, potenza compatta per l’affermazione di libertà , fratellanza, sovranità. Queste caratteristiche non possono riguardare alcuni, sono per tutti i cittadini, con uguali diritti e doveri, sanciti appunto, dalla Costituzione.

La sapienza giuridica, però, non trova l’interlocutore in un governo non riconosciuto e delegittimato.

Attendo con fiducia il governo vero, quello eletto democraticamente, secondo le norme procedurali della Costituzione.

In questo momento non saprei con chi parlare di tutta quella sequenza di leggi e trattati giuridicamente nulli, ma che hanno devastato la vita della gente.
Ditemelo voi a chi posso chiedere ragione della spudorata truffa del debito pubblico, del risarcimento dei danni provocati dal sistema bancario-finanziario, del risarcimento alle migliaia di famiglie dei suicidati, la vendita dei beni demaniali che sono patrimonio inalienabile della nazione, e, quindi, dei cittadini: si profila un’inesorabile accusa di Alto Tradimento.
Argomenti, questi, che dal grande giurista Giacinto Auriti in poi, non hanno avuto mai risposta. La sovranità popolare si invera nella sovranità monetaria e alimentare. Negato questo esercizio è la barbarie. La dittatura si difende mettendo le mani sulla scuola, sulla magistratura e sulla polizia. L’Arma dei Carabinieri è sciolta e la Magistratura azzittita. Da più parti nel mondo è riconosciuto che l’attuale politica è impegnata a preservare se stessa, asservita com'é ai poteri sovranazionali, collusa con la massoneria, le lobbies e le mafie.
Il fenomeno è definito crimine, (sentite bene, rimanete calmi) è un crimine, sì ma non è reato punibile.
Fuori quindi, la Magistratura dall’intrigo Governativo. Con i media consenzienti, il capo del Governo, da buon incantatore di serpenti, va spifferando richieste di consensi, chiede che il popolo dica un si ad uno stile di Governo che lo ha ridotto in condizioni pietose di miseria e di degrado.
La liberazione non viene mai concessa volontariamente dall’ oppressore, deve essere pretesa dagli oppressi. L’obiezione di coscienza è lo strumento per liberarci e dire NO. La norma è il bene comune attraverso l’attuazione della Costituzione, garanzia suprema delle libertà democratiche.

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