Oltre la Kermesse di Milano
Postato da admin [16/09/2016 23:13]

 

Parte domani la kermesse di Stefano Parisi a Milano. Avevamo chiesto agli amici firmatari con me del patto di Orvieto ( Carlo Giovanardi, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello) di parteciparvi come delegazione: nessuna risposta. Anche la richiesta inviata direttamente a Parisi è stata disattesa. Preso atto del fallimento del tentativo di ricomposizione dell’area popolare e liberale riformista che abbiamo perseguito dalla fine della DC e del fatto che non sarà la riunione dei nostalgici forzaitalioti, peraltro divisi, a ricomporre ciò che nella realtà sociale italiana risulta profondamente diviso  tra la casta, i diversamente tutelati, il terzo stato produttivo e il quarto non Stato, riserviamo le nostre ultime energie a quella che abbiamo definito “ la madre di tutte le battaglie”, ossia l’impegno al sostegno del NO nel prossimo referendum sulla riforma costituzionale e per la difesa della sovranità popolare.

 

Curiosi, come “osservatori partecipanti”, di valutare l’evoluzione dell’interessante tentativo avviato dai tre governatori del Nord: Zaia, Maroni e Toti, è, tuttavia, dal nuovo “vento del Nord” a difesa del patto costituzionale che riteniamo si possa ricostruire un nuovo soggetto politico laico, democratico, popolare, liberale e riformista, alternativo allo pseudo socialismo renziano, quello che ha ridotto “ un partito senza popolo e un popolo senza partito”, e agli estremismi populisti senza prospettiva.

 

Ecco perché partecipiamo fiduciosi al tentativo di costruzione della Confederazione di sovranità popolare, che nasce dal concorso unitario delle diverse culture democratiche alla difesa del patto costituzionale, contro i tentativi ispirati e sostenuti dai poteri forti interni e internazionali di distruggere ciò che rimane della democrazia nel nostro Paese. Noi vi concorreremo forti della nostra cultura politica, ispirati ai valori del popolarismo e dell’umanesimo cristiano, convinti come siamo che, come negli anni migliori della storia unitaria e repubblicana dell’Italia, il contributo dei principi ispiratori della dottrina sociale cristiana, anche nell’età della globalizzazione, siano indispensabili alla ricostruzione di una rappresentanza politico istituzionale capace di offrire risposte adeguate “alle attese della povera gente”.

 

Scomparsa ogni velleità di ricostruire ciò che storicamente appartiene ormai al passato, siamo convinti di poter offrire un ultimo contributo, utile a superare il clima di disaffezione e di sfiducia che pervade un’Italia in cui lo stato di diritto è diventato sempre più debole e nella quale ha finito col prevalere una condizione di anomia, intesa come un’assenza di regole e un progressivo venir meno del ruolo di mediazione dei corpi intermedi.

 

Una condizione nella quale una casta domina e utilizza senza legittimità il potere, contro, soprattutto, le classi popolari e il terzo stato produttivo e  che si presta a possibili sbocchi autoritari di ogni tipo e colore. Essa reclama l’unità di tutte le forze autenticamente democratiche, quelle unite attorno al NO al referendum e contro il tentativo di rottura traumatica del patto costituzionale su cui si è retto sin qui l’equilibrio sociale e politico istituzionale dell’Italia.

 

Ettore Bonalberti


Venezia, 15 settembre 2016

 

 

 


 
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