La misteriosa scomparsa dei consumi italiani al dettaglio
Postato da admin [07/08/2016 18:20]



Pubblicato il 4 agosto 2016 in Economia & Mercato/Italia

 

Altro mese, altro dato italiano fortemente negativo e del tutto deviante rispetto agli altri paesi europei. Riguarda l’indice dei direttori acquisti di imprese al dettaglio, elaborato dalla società Markit. A luglio, mentre l’indice europeo risale, frenando la sua contrazione, e le due maggiori economie dell’Eurozona (Germania e Francia) sono in territorio espansivo, per l’Italia siamo allo sprofondo.

Secondo gli economisti di Markit, i risultati per l’Italia evidenziano un vero e proprio crollo delle vendite al dettaglio, di magnitudine mai vista negli ultimi due anni e mezzo. Per contro, l’espansione di Francia e Germania appare supportata dal “considerevole uso di vendite promozionali”, che inevitabilmente mette pressione sui margini lordi ma sta evidentemente venendo gestita con successo.

È il tema di cui vi parliamo da tempo: la domanda latita, i distributori sono costretti ad abbattere i prezzi per stimolarla; se da un lato (a livello macro) ciò si riflette di solito positivamente sui consumi in termini reali, e quindi sul contributo degli stessi al Pil, dall’altro (a livello micro) ciò induce forte pressione sulla redditività delle aziende della distribuzione, costringendole ad azioni di contenimento dei costi.

Per l’Italia le cose vanno decisamente male, almeno a giudicare dai sondaggi Markit. In particolare, il mese di luglio vede una accelerazione nella perdita di occupazione nel comparto del commercio al dettaglio, ed un’ulteriore marcata contrazione nei margini lordi, in un contesto che è già relativamente a basso costo. I dettaglianti segnalano l’accumulo di merce, come ormai accade da alcuni mesi, e la ridotta affluenza nei punti vendita (footfall). La pressione sui margini dei dettaglianti è stata alleviata, nell’ultimo mese, da sconti dei fornitori. Non sorprende, l’intera filiera è sottoposta a robusta pressione deflazionistica.

Vedremo se i prossimi mesi confermeranno a livello di rilevazioni effettive sulle vendite al dettaglio le previsioni molto negative del sondaggio Markit. In effetti, l’ampiezza della divergenza tra Italia da un lato e Francia e Germania dall’altro è tale da lasciare perplessi, e ci risulta difficile immaginare che il tuffo degli ultimi mesi sia direttamente e decisivamente imputabile all’evoluzione di modelli di acquisto, con aumento del peso dell’e-commerce. Se i dati effettivi confermeranno questa tendenza, e vista anche la ormai tradizionale latitanza degli investimenti, per la crescita italiana sarà un problema non lieve. Ma vedremo di imputarlo alla Brexit o alle macchie solari, non temete.

 


 
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