Lettera dell'amico Gianni Arslan
Postato da admin [06/11/2009 07:34]

""Eravamo una classe di mariuoli, di quelli che De Amicis avrebbe voluto avere come ispirazione per il suo "Cuore". Facevamo diventare pazza la prof. di Ragioneria, che era buona come il pane e noi … come riconoscenza facevamo rotolare i ciottoli nel corridoio fra i banchi finché sbattevano contro la pedana della sua scrivania. Lei era un po' sorda e chiamava il bidello, chiedendogli cos'era successo. Mamma mia che discoli! Poi finì per accorgersene e la sua reazione fu quella dei buoni, una valanga di tre e quattro nel registro, voti pessimi in condotta etc etc. Ci terrorizzò tutti.

Poi, come capita ai buoni, fece pace con noi ed iniziò a confidarsi. Ci disse allora che lei era atea, romagnola sanguigna, socialista e mangiapreti. Ma siccome non poteva materialmente mangiarseli, ci disse che la sua bara doveva essere avvolta in una bandiera rossa, e passare davanti alle chiese per far dispetto ai preti e poi avviarsi al cimitero, nella zona degli scomunicati, l'unica dove le sua ossa potevano stare in pace. Raccolse il consenso di mezza classe e riuscì pure a farci litigare: aveva involontariamente consumato la sua vendetta ai mariuoli (una giustizia in agguato c'è sempre).

Oggi noi compagni di classe abbiamo la bella abitudine di vederci una volta all'anno. Una di quelle volte apprendemmo che lei era molto malata, ed allora  decidemmo di mandarle i fiori a casa. Ricevemmo in risposta una lettera commovente che fu letta l'anno seguente, quando lei ormai era trapassata nel mondo dei più. Ci volete credere? Ci scriveva che tutto sommato i preti non li poteva vedere ma che poi non erano tutta questa feccia, e che una preghierina per l'aldilà tutto sommato non le avrebbe guastato. Concludeva che lei restava fedele al socialismo ed alla bandiera rossa, ma che il tempo del giro davanti alle chiese era passato, e che quindi aveva ritirato queste sue ultime volontà. Aggiungeva che noi eravamo stati i migliori allievi che avesse avuto, ed alla fine tutti noi avevamo gli occhi lustri ed ora ce la portiamo volentieri nei nostri pensieri.

 

Ora mi auguro, con questi brutti tempi, che l'anima di taluno di quei giudici possa subire questo dolce trattamento, e modificare il suo atteggiamento e farcelo sapere. Sarà una grande vittoria, quando arriverà non lo so, ma arriverà: un simbolo di pace e di tranquillità (sì, di tranquillità, anche se immensamente tragico) non può non penetrare nel cuore degli uomini retti.""

 

Gianni Arslan

 

 


 
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