EDUCAZIONE CIVICA - MOMENTI DI VITA, CONVIVENZE, CONFLITTI, REAZIONI, INCOMPRENSIONI
Postato da admin [29/04/2015 23:41]

Auspico che lo "scorrere" di queste note e considerazioni siano di facile lettura poiché le argomentazioni trattate, sembrano, a seconda degli sviluppi epistolari, di non facile interpretazione considerando, fra l'altro e nel loro insieme, l'esternazione e la non poca difficoltà dimostrativa dei proponimenti espressi che, di per sé, hanno caratteristiche d'impegno culturale, di socialità, di civile convivenza soprattutto con le diverse etnie residenti e domiciliate nel quartiere.

            La presente trattazione ha lo scopo di volere coinvolgere tutta la cittadinanza del quartiere e veneziana sollecitandola, in questo contesto, a riflettere sulle situazioni conflittuali di vita quotidiana tra residenti "storici" ( italiani )  del Quartiere Cita e i" nuovi"residenti; conflitti visti in relazione al fenomeno immigratorio ( che nel quartiere è abbastanza sviluppato),ma considerando gli aspetti comportamentali negativi, delle cattive consuetudini dei nuovi residenti, perché cause in prevalenza dei  reali problemi dei conflitti condominiali e quindi sociali, che a questi sono connessi.

            Si enunciano talune particolari e specifiche situazioni conflittuali che, in considerazione del vasto fenomeno immigratorio, devono essere "studiate" e "risolte", con particolare attenzione relativamente agli aspetti socio-culturali-ambientali-educativi e, con maggiore impegno, poterli disciogliere, anche con la dovuta obbligata formazione e capillare informazione, proprio laddove permangono problematiche zonali negative come il quartiere Cita di Marghera, che caratterizzano la difficile convivenza fra le etnìe di diversa estrazione. Necessari, quindi,  all' inserimento dei nuovi residenti nella comunità cittadina preesistente ,sono l'abitudine all' uso di buone pratiche  di vita, secondo una coscienza del proprio e dell'altrui decoro, un valore acquisito da un' educazione civica precedentemente impartita nel suo complesso, determinandone e facilitando, in tal modo, il "buon vivere" quotidiano in tutta la comunità.

            Si vuole mettere in risalto il fallimento delle strutture comunali competenti per le politiche sociali che, relativamente a questi specifici problemi ed, in generale su tutta la materia dell' immigrazione, rimane tuttora inefficace e priva di reali provvedimenti di sorta.

            Non si vuole "polemizzare", ma queste "riflessioni" ( almeno così oso sperare!) devono essere di stimolo, di solerte partecipazione e/o compartecipazione di tutti, alle attività ed alle azioni educative pratiche onde realizzare efficaci modalità ed efficienti strumenti per la risoluzione dei contrasti, per quella maggiore "coscienza costruttiva", per l' integrazione degli stranieri e non il deleterio, passivo "lassismo" che tuttora persiste su tutto il territorio comunale.

            Non più fasi e metodi già sperimentati, ma seri obiettivi, strategie innovative e nuovi ed efficaci mezzi e progetti per il loro raggiungimento. Si stabiliscano efficienti modalità per la partecipazione degli enti, delle associazioni di volontariato, di organismi sociali e non, che, con il proprio contributo ad ogni livello (soprattutto quello politico ed istituzionale!), affermino e confermino valori della socialità, la salvaguardia delle tradizioni locali ed, infine, l'educazione civica a tutela della dignità morale della persona  e dei cittadini in generale, che assicurino, come dovere primario, il benessere, la sicurezza, il valore della solidarietà  inteso come partecipazione  cioè il reciproco rispetto dell'uomo-cittadino residente e/per l'ambiente in cui si vive.

 

GIOVANNI SAVARISE

Consigliere della  Municipalità di Marghera

 

 

 

 

Alcuni fatti,  in "cronistoria"  

            Dal 2006 il flusso dell' immigrazione, con tutte le sue problematiche, ha "invaso" e coinvolto tutte le attività del Quartiere Cita sviluppandosi in forme più che consistenti fino a questi momenti.

L'Etnia del Bangladesh assomma il 48,8% ; quella Cinese il 16% );  le Moldave e le Rumene il 6-7%.

            Le convivenze italo-straniere, soprattutto nei condomini, non sono delle più idilliache per il perseverare, da parte di queste comunità straniere, non solo dei loro usi, costumi e tradizioni (in netto contrasto con quelle degli altri còndomini), ma per il fenomeno dell'illecito sovraffollamento dovutoalle numerose presenze dei Bangladesh in vani incapienti, (a volte, anche di ulteriori parenti ed affini privi di regolare permesso di soggiorno!) in appartamenti sia di proprietà che locati.

            Per questi motivi, sorgono irreparabili conflitti in maniera preponderante ed, in particolare, quelli condominiali (inosservanza di regolamenti, evasione e morosità di spese condominiali, rumori e schiamazzi diurni e notturni di vario genere, "disattese" e preoccupanti azioni di natura igienico-sanitaria,) per i  quali sono necessarie immediate risoluzioni.

            Nel passato (anni 2010-2011) il Servizio all'Immigrazione del Comune, ha promosso il "Progetto Altrimenti nella Città", con il cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo e nel 2012 il " Mediare.com" con tema la cosiddetta mediazione abitativa  sul modello praticato dal Comune di Padova (ideato e sperimentato in particolare per Via Anelli ! ), ed esteso anche a Marghera ( nel Quartiere Cita in particolare ) che, però  non hale stesse peculiarità padovane per l'assenza nel quartiere (e fortunatamente!) di microcriminalità e spaccio di droghe collegati al fenomeno immigrazione, per esempio.

            Ma quali i risvolti pratici delle azioni Comunali previsti dai Progetti? Si è voluto risolvere la problematica condominiale con la "Mediazione Interculturale" tra i nuclei familiari italiani e stranieri con l'intervento di un mediatore linguistico per la risoluzione e/o sanatoria anche dei singoli casi controversi, ma i risultati, malgrado, sono stati negativi perché le stesse situazioni, rapporti, casi e conflitti si sono ripresentati più complessi e più incisivi tra i medesimi nuclei.

            A nulla è valso inoltre, ad esempio, l'aver redatto in un opuscolo il regolamento condominiale in multilingue, infatti data la "voluminosità" delle norme trascritte, queste non vengono tenute in debita considerazione anche perché sappiamo bene della difficoltà dei nuovi arrivati a non saper parlare e soprattutto a non sapere leggere l'Italiano ; mentre, invece, sarebbe più consono ed efficace immediatamente, quale scopo formativo-informativo primario, l' utilizzo di immagini e/o vignette (molto significative particolarmente per gli adulti) affisse nelle bacheche condominiali,(odori molesti: aperture di finestre e/o azionare l'aspiratore in dotazione in ogni cucina; rumori molesti: immagini o vignette rappresentanti le " turbative " dell' altrui vita domestica); per la problematica delle morosità delle spese condominali, potrebbe essere efficace l' istituzione obbligatoria e mensile di un apposito "fondo spese", con la funzione educativa di incentivare al senso di responsabilità individuale al pagamento e quindi  "alleggerire"dal peso della morosità, gli altri inquilini ).

            Necessitano istituzioni di nuovi processi di comunicazione pratica per le nuove identità sociali eterogenee; informazioni non basate su linguaggi tecnici dai contenuti complessi e burocratici,ma, per esempio, l'utilizzo di significative "parole" ed "espressioni d'italiano" comuni , che possano facilitare non solo l'apprendimento ma, soprattutto, la buona ed essenziale pratica delle norme civiche consuetudinarie, eliminando, in tal modo, non solo la  pauradel " diverso " (riferimento allo straniero) ma degli inevitabili conflitti susseguenti ad abitudini diseducate dei nuovi residenti.

            Suscitare in questi, lo spirito ed i valori  del "cittadino", della "famiglia", della vita associativa e partecipativa in particolar modo, di quelle corrispondenti agli usi, consuetudini e tradizioni italiane, soprattutto nelle feste quartierali, religiose, nelle feste ricreativo-culturali, soprattutto con la partecipazione attiva di personalità politiche, delle personalità di culto ( Imam ), di associazioni di parte linguistica , quindi è necessario darsi da fare, iniziando a pensare i momenti di socialità multiculturale, non solo come "pure" situazioni di convivialità ma  strumenti atti  all' istruzione civica collettiva dei "nuovi " residenti; affinandone i comportamenti di convivenza sociale,  coinvolgendoli attivamente in un'integrazione reale. 

 

 

 


 
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