Dall'unità dei popolari al nuovo soggetto politico
Postato da admin [02/12/2014 23:35]


Basta con le stucchevoli e inconcludenti pantomime dei galli e galletti romani incapaci di dare seguito ai propositi che da molto, troppo tempo, sono annunciati di unità dei gruppi parlamentari che si rifanno al PPE. Così continuando essi faranno la fine dei "polli di Renzo".

 

Ho esordito così ieri ad Assisi all'assemblea dei Popolari umbri, presenti, tra gli altri, i sen. Mario Mauro, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi, nella quale sono state presentate ufficialmente, con la candidatura a presidente della Regione Umbria, dell'ing Carlo Ricci, Sindaco di Assisi, la Costituente dei Popolari e delle liste civiche dell'Umbria.

 

Se Roma si attarda nei piccoli giochi inconcludenti, saranno le periferie a decidere autonomamente. Già nel Veneto, il 26 settembre a Monteberico, è nata la Costituente Civica e Popolare di quella regione; il 28 Novembre è partita analoga iniziativa per l'Emilia e Romagna, il 29 ad Assisi si è consolidata la realtà dei Popolari dell'Umbria e, a seguire, molte altre regioni si organizzeranno sulla stessa lunghezza d'onda.

 

Si tratta di superare le vecchie sigle e gli attori ormai consumati della scena politica. E' tempo di unità dei popolari aperti alla costruzione di un nuovo soggetto politico laico, democratico, popolare, liberale, riformista, europeista, trans nazionale, ispirato ai valori dell'umanesimo cristiano, inserito a pieno titolo nel PPE e alternativo alla via socialista renziana.

 

Si tratta di ridare spazio e speranza al terzo stato, a quei ceti medi produttivi e alle classi popolari che producono il reddito nazionale, su cui vivono, in maniera assai differente e distorta, le altre tre classi: la casta, i diversamente tutelati, il quarto non Stato. O al terzo Stato siamo in grado di offrire una nuova partecipazione e una credibile speranza o si giungerà a  un inevitabile scontro sociale.

 

E' evidente che, molto di là dalla sommatoria delle vecchie piccole casematte, si intende mettere insieme le forze migliori dell'area popolare, liberale e riformista che si riconosce nel PPE e  alternative al renzismo socialista .

 

Purtroppo il trasformismo introdotto nella politica da " il Bomba" fiorentino sta procurando diversivi incomprensibili nelle alleanze che si sono realizzate e si stanno realizzando, in questi giorni, nella formazione delle liste  per i rinnovi  dei consigli regionali e comunali.

 

In questo clima di grande confusione e di complessa transizione accade che UDC, NCD, CDU,  finiscano con l'assumere le più opportunistiche alleanze, animati solo dalla volontà di raggiungere e/o conservare piccole o grandi posizioni di governo o di sottogoverno.

 

Non è con queste miopi scelte di basso profilo che si potranno riportare al voto quel 60% di elettori ormai disgustati dalla politica e frustrati da una situazione economica, finanziaria e sociale disperante.

 

Anche il ping pong delle ultime ore dei contraenti dello sciagurato patto del Nazareno ( prima l'accordo sul nuovo presidente della Repubblica e poi la legge elettorale, come sostiene Berlusconi, o, viceversa, come replica Renzi) è la dimostrazione della strumentalità di un accordo fatto sulla testa degli italiani e che si intendeva imporre a un Parlamento di nominati illegittimamente sino al punto di ipotizzare una super legge truffa elettorale.

I fatti e le dichiarazioni di questi ultimi giorni fanno segnare il barometro della politica verso i valori di pressione più bassi e si annunciano un possibile forte temporale e elezioni politiche anticipate.

 

Una ragione in più per finirla con le scaramucce impotenti dei capetti romani e procedere senza indugi a mettere insieme, partendo dalla base, laici e cattolici, popolari, liberali e riformisti.

 

Si tratta di  "rovesciare la piramide", come ha giustamente sottolineato l'amico Ricci ad Assisi: candidati nelle liste non più indicate dai capi e capetti senza più consenso, ma scelti dagli elettori e elezione del nuovo Parlamento con il "consultellum" con la concomitante elezione di una legittima assemblea costituente per riformare il nostro assetto istituzionale, al di  fuori dalle pericolose  e improvvisate scorciatoie nelle quali hanno tentato di condurci il duo del Nazareno.

 

Ettore Bonalberti

 


 
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