ACCORDO FEDERATIVO FRA MOVIMENTI DI ISPIRAZIONE CRISTIANA
Postato da admin [05/09/2014 19:40]

  

A Roma il 29 agosto scorso tra gli amici Mario Mauro (Popolari x l'Italia), Maurizio Eufemi ( CDU), Gianni Fontana ( Associazione Democrazia Cristiana), Ettore Bonalberti ( ALEF- Associazione Liberi e Forti), Luigi Baruffi ( Federazione delle DC regionali)  Publio Fiori ( Rinascita Popolari ) è stato raggiunto l'accordo per dar vita alla confederazione dei popolari  e dei democratici cristiani italiani.

Ecco il documento base aperto al contributo di quanti vorranno unirsi per concorrere alla ricomposizione dell'area popolare e democratico cristiana in Italia e in Europa.

Esso contiene larga parte delle conclusioni cui eravamo pervenuti con la tre giorni di Sant'Anselmo a Roma ( 3-4-5 Gennaio 2014).

Nelle prossime settimane saranno organizzati incontri in tutte le regioni italiane per aggregare movimenti, gruppi, associazioni, al fine di offrire indicazioni e proposte per la " nuova Camaldoli"  dei cattolici e laici cristianamente orientati  e per preparare la grande Assemblea nazionale dei Popolari e dei Democratici Cristiani che si terrà entro fine anno.

Saremmo onorati di ricevere le vostre adesioni al documento allegato con eventuali osservazioni, integrazioni e proposte.

 

 

Accordo Federativo

 

 

 

 

premesso che

 

 

i soggetti sopracitati si collegano all' esperienza storica dei cattolici democratici italiani, la cui  assunzione di responsabilità nel governo del Paese, ha assicurato all'Italia indubbi e giganteschi risultati di crescita e sviluppo per alcuni decenni dopo la seconda guerra mondiale

e  condividono una base di valori ed esperienze sinteticamente identificabili nel programma del Partito Popolare Europeo e che questi valori ed esperienze riguardano:

 

- il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dei diritti fondamentali inalienabili. Consideriamo l'essere umano con la sua naturale dignità e come centro della nostra azione;

 

- la promozione di una governance efficace che persegua l'obiettivo del bene comune. Sosteniamo la costruzione di politiche adeguate per ridurre la povertà e la disuguaglianza;

 

- la promozione di politiche che favoriscano  la coesione sociale, affinché attraverso il loro diretto contributo alla formazione della cittadinanza, contribuiscano alla costruzione di una società di cittadini tutti uguali davanti allo stato;

 

- la solidarietà e la sussidiarietà come strumenti  principali della giustizia sociale. La solidarietà deve assicurare una cittadinanza piena per tutti, intesa cioè come l'insieme dei diritti civili, politici e sociali e la sussidiarietà  deve essere una guida per l'azione sociale, che, riportando il processo decisionale  al livello sociale, con particolare rispetto per il potere degli enti locali e per il livello comunale della società, ne aumenti l'efficacia;

 

- l'economia sociale di mercato, che attribuisce uguale dignità  alla protezione e all'inclusione sociale combinati con le leggi di mercato. L'economia sociale di mercato rappresenta un valore aggiunto per superare la crisi e per incrementare lo sviluppo sostenibile;

 

- la famiglia come fondamento principale della Comunità, non come una questione privata ma come un risorsa vitale per la società, luogo privilegiato di crescita e sviluppo della persona, per la sua educazione permanente nei valori civici, per la connessione e il confronto tra generazioni; la famiglia è il fulcro della solidarietà e della generosità, è il punto di partenza per la produzione di attività economica, sociale e culturale per la Comunità;

 

- la realizzazione di riforme che garantiscano la flessibilità del mercato del lavoro combinato con la protezione dei diritti dei lavoratori e chiediamo il rispetto del lavoratore concepito come persona e non come strumento.

 

 

Considerato inoltre che

 

 l'art. 17 dello Statuto dei Popolari per l'Italia prevede esplicitamente la possibilità di stipulare patti federativi con soggetti politici e civici, nonché con associazioni di natura culturale e sociale, così come  previsto dagli statuti delle altre associazioni, movimenti e gruppi organizzati che qui sottoscrivono,

 

si conviene nelle seguenti conclusioni:

 

1.. La esperienza storica dei cattolici democratici, e la loro assunzione di responsabilità nel governo del Paese, ha assicurato all'Italia indubbi e giganteschi risultati di crescita e sviluppo per alcuni decenni dopo la seconda guerra mondiale;


 

2. La stessa esperienza ha manifestato, nella sua ultima fase, e sostanzialmente dalla tragica scomparsa di Aldo Moro in poi, anche debolezze e limiti, dei quali riteniamo onesto non solo prendere atto ma anche chiedere con umiltà, perdono al paese, valutando eticamente doveroso, ancor più a motivo della nostra ispirazione cristiana, sia il sentirci eredi morali del grande bene realizzato dai nostri padri sia l'essere chiamati a superarne i limiti e gli errori;

 

3. Oggi, peraltro, la medesima coscienza di tali meriti e di tali limiti ci spinge con forza non più eludibile verso una nuova assunzione di responsabilità, la quale ponga attivamente e positivamente fine ai risultati negativi, soprattutto, di questi ultimi venti anni di diaspora politica e sociale dei cattolici, per restituire al paese un impegno di concorde e unitario rinnovamento che concorra decisivamente ad assicurargli, di fronte all'attuale gravissima situazione, rinnovati riferimenti valoriali, efficaci principi di sviluppo, affidabili testimonianze di moralità gestionale, tanto nella vita pubblica quanto in quella privata, tanto a livello organizzativo quanto a livello personale;
una nuova responsabilità che dovrà essere affidata a una nuova generazione di politici motivati da autentica passione civile ai quali intendiamo consegnare il testimone della migliore tradizione popolare e democratico cristiana;

 

4. Conveniamo a tal fine, fra l'altro, su una necessaria rivitalizzazione urgente della democrazia italiana, da fondare su una legge elettorale che rispetti il pluralismo e affermi inderogabilmente il principio che i cittadini siano chiamati ad eleggere in ogni caso singole persone e non semplici liste di persone;


 

5. Come pure, conveniamo sull' indispensabile e urgente semplificazione organizzativa dello Stato, sia attraverso la diminuzione numerica degli eletti nelle istituzioni, a cominciare dal parlamento nazionale, sia attraverso la semplificazione dei livelli di autonomia territoriale e funzionale, a cominciare dall'abolizione, rispettivamente, delle province e del Cnel, come è gia avvenuto e la riforma delle aziende e società pubbliche partecipate ai diversi livelli istituzionali secondo il principio della sussidiarietà ;


 

6. Conveniamo inoltre sul radicale e centrale bisogno di riorientamento della politica economica dal predominio di banca e finanza al predominio di impresa ed economia reale;


 

7. Conveniamo su un' interpretazione precettiva del diritto e dovere al lavoro costituzionalmente sancito per ogni cittadino, con la conseguente esigenza di radicale riforma urgente degli uffici di collocamento per farne strutture dedicate alla politica attiva del lavoro;


 

8. Conveniamo sulla ormai maturata inderogabilità di attuazione della norma costituzionale relativa alla partecipazione dei lavoratori nell'impresa;


 

9. Conveniamo sulla necessità di riacquisire alla collettività almeno un istituto bancario pubblico e, con esso, appropriati strumenti di valorizzazione esplicita del risparmio collettivo dei lavoratori e dei cittadini-utenti;


 

10. Conveniamo sull'equità di una più rilevante, giusta ed urgente tassazione delle transazioni puramente finanziarie e speculative;


 

11. Conveniamo sull' importanza centrale, per la politica economica, di sostenere e incoraggiare attivamente le forme di economia civile e sociale di mercato, e le capacità innovative e di ricerca e intrapresa tutt'oggi manifestate amplissimamente soprattutto dai nostri giovani nonostante la crisi in atto;


 

12. Conveniamo sulla necessità della presenza attiva ed irrinunciabile, e ad accesso universale con costi sociali, dello Stato nel campo dei fondamentali servizi della scuola dal livello materno a quello universitario,  garantendo il primato della famiglia nella scelta educativa e scolastica dei figli, della sanità, della previdenza, e delle risorse fondamentali per il bene comune e la dignità della persona, come l'acqua, l'energia, l'ambiente, la sicurezza;


 

13. Conveniamo sulla effettiva tutela e garanzia da assicurare a un mercato libero per la libera iniziativa privata, assistito da una burocrazia pubblica semplificata e ricondotta alla sua funzione di servizio e di tutela della libertà e della iniziativa dei cittadini per ogni attività produttiva e trasparente, civile e d'impresa;


 

14. Conveniamo sulla necessità di rendere drasticamente più semplice ed equa la fiscalità generale in carico a imprese e cittadini, ponendo a carico dello Stato la giusta funzione di assistere attivamente i cittadini stessi e le imprese nell'adempimento dei loro doveri fiscali e no soltanto, e non soltanto il diritto di esigerli;


 

15. Conveniamo su una politica della famiglia che, fondata sui valori della tradizione cristiana e civile del nostro paese, abbia al centro della sua azione la missione formativa nei confronti dei figli, da favorire sia con politiche abitative socialmente sensibili, sia con politiche lavoriste che consentano la redistribuzione del tempo di lavoro fra coniugi, sia con il riorientamento dei programmi scolastici a una formazione a dominanza valoriale,  la libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata da rendere realmente garantita, sia con una effettiva e non più tradita parità di dignità, diritti e doveri dei coniugi anche nei casi di separazione familiare;


 

16. Conveniamo altresì che nei confronti della evoluzione del costume e degli istituti del diritto familiare, cui andiamo assistendo in Italia e nel mondo, caratterizzati difformemente dalla citata tradizione civile e cristiana del nostro paese,  vada confermata la centralità della persona, la difesa costituzionale della vita dal concepimento alla morte naturale,  così come  sia giusto e doveroso esprimere una comprensione aperta al dialogo ed al riconoscimento di tutti i diritti intrinsecamente propri della persona umana e della sua dignità, secondo lo spirito di fraternità evangelica chiesto e testimoniato dallo stesso Papa Francesco;


 

17. Conveniamo sulla necessità che l'immenso patrimonio di beni culturali e ambientali del nostro paese, il più imponente patrimonio culturale del mondo, venga fatto oggetto, oltre che di custodia gelosa come motivo di prestigio civile unico dell'Italia nel mondo, e di conseguente potenzialità inestimabile di politica estera, anche di decisivo investimento della politica economica;


 

18. Conveniamo che la politica europeista debba essere sollecitamente rifondata attraverso un deciso ritorno culturale e istituzionale agli ideali dei padri fondatori De Gasperi, Adenauer e Schuman, i quali la pensarono come costruzioni di una comunità solidale di popoli con messa in comune delle risorse, non come mercato più vasto a disposizione dei poteri finanziari, economici e lobbistici forti;


 

19. Conveniamo che il Mediterraneo, nello spirito del "nostro mare di Tiberiade" inculcatoci dall'indimenticato maestro La Pira, debba essere vissuto dalla politica estera italiana come luogo di una comunità non meno pregnante di quanto sia quella europea;


 

20. Conveniamo che entrambi gli spazi, Europa e Mediterraneo, non debbano essere che componenti parziali e preparatorie di una più vasta e più incisiva comunità mondiale solidale, da costruire attraverso una Organizzazione delle Nazioni Unite fatta evolvere in autentico parlamento democratico dei popoli, ponendo fine all'ingiusto e distorcente equilibrio scaturito dall'ormai lontana e nefasta guerra mondiale;


 

21. Conveniamo che, a livello mondiale, i valori dell'italianità, quelli culturali innanzitutto, ma insieme quelli economici, politici, civili, demografici, debbano essere oggetto di cura costante, attentissima, valorizzatrice di quanto di positivo esprimono le comunità italiane e italofone nel mondo;


 

 22. Conveniamo che la Pace nel mondo sia conquista che ha le sue premesse nella pace interiore dell'uomo e nella pace civile interna della comunità nazionale, da estendere ai rapporti fra individui di tutto il mondo e fra Stati; e che al suo consolidamento sia doveroso e giusto concorrere attivamente, e ove occorresse anche onerosamente e militarmente, nel solo quadro finalizzato alla tutela effettiva della vita umana e della sua dignità;


 

23. Conveniamo infine che autentica forma di promozione di una duratura pari dignità ed uguaglianza fra tutti i cittadini sia costituita da una politica generale e pervasiva orientata a una elevata cultura della persona e della comunità, aliena dal creare o riconoscere prevaricazioni o privilegi o riserve di genere, di gruppo o categoria, di territorio, di cultura o simili.


 

24. E che il sopra descritto quadro di condizioni per il rinnovamento del nostro Paese debba trovare nella solerzia ed efficienza di un sistema giudiziario improntato a snellezza, non onerosità per i cittadini, separazione fra carriere magistratuali, affidabilità e certezza della esecuzione delle sentenze, struttura di garanzia non più soggetta a sofferenze e incertezze, e sostegno di un sistema e di una cultura di dialogo e mediazione che ne qualifichi l'alto livello di civiltà.

 

 

Concordi dunque su tali fondamenti quanto a contenuti, riteniamo necessario che essi vengano anche tradotti in un coerente Programma politico unitario che pertanto fermamente ci proponiamo, e che riteniamo debba essere con immediatezza inderogabile non solo avviato a realizzazione, ma caratterizzato da un contestuale impegno morale e statutario a comportamenti anche personali di assoluta coerenza per quanti aderiscano al progetto, secondo il chiaro codice etico proprio della tradizione del movimento dei cattolici democratici e dell'insegnamento della Chiesa in materia di morale ed etica della politica .

 

Al fine di assumere pienamente la responsabilità di tale nuova missione di servizio cristianamente ispirato per il nostro Paese, noi decidiamo unanimemente oggi e con effetto immediato :

a)     di utilizzare i prossimi convegni già programmati dai diversi partiti e movimenti di ispirazione popolare, quali occasioni di preparazione della grande assemblea dei Popolari e democratici  cristiani da tenersi entro la fine del 2014 (Camaldoli 2014);

b)     di costituire un tavolo di consultazione permanente con dibattiti e confronti nelle diverse realtà territoriali: delle Regioni e dei Comuni, che sia orientato a favorire un Patto Federativo delle Comunità territoriali, popolari, delle associazioni, movimenti e gruppi e dei Partiti che consenta il superamento della diaspora per una riaggregazione in un nuovo soggetto politico di cattolici, di popolari e di quanti si riconoscono nei principi del popolarismo sturziano e dell'azione sociale e politica democratico cristiana.
Un soggetto politico  che concorra alla costruzione della sezione italiana del PPE, alternativo al Partito Democratico renziano e alle componenti estremiste di destra e di sinistra.

 

Per la pratica attuazione di ciò decidiamo conseguentemente che ciascuna delle organizzazioni firmatarie del presente documento, aperto a quanti vorranno aderirvi accettandone pienamente lo spirito e gli intenti, concorra alla costituzione immediata di un coordinamento operativo e politico per elaborare e decidere modalità e tempi del progetto definitivo.

 

A quanti, italiani di cittadinanza o di affezione, sentano di condividere l'orizzonte valoriale qui proposto e abbiano a cuore il futuro del paese e delle generazioni che salgono sul proscenio della storia, noi rivolgiamo un appello caloroso e fraterno perché vogliano concorrere con noi a tale rinnovata missione.

 

 

 

Decidono

 

1     Di proseguire l'iniziativa di realizzare una grande aggregazione della vasta area di moderati, di popolari, di democristiani non pentiti, di cattolici senza aggettivi, di laici liberali cristianamente ispirati. Tale obiettivo sarà ricercato attraverso un ampio dibattito nelle diverse realtà territoriali  del Paese che coinvolgerà i cittadini, le Associazioni e i Movimenti  impegnati  in diverse attività produttive, sociali, culturali, di volontariato, sia d'ispirazione cattolica che laica, interessati a ricercare insieme il massimo di condivisione su una piattaforma culturale, sociale, economica con un programma di priorità per il paese e con i riferimenti di sostenibilità finanziaria. Unitamente alla piattaforma/programma sarà definito e condivisa l'etica politica e il codice etico;

 

2     Di sostenere ogni azione atta a favorire la sottoscrizione in un' Assemblea Nazionale di una Piattaforma/programma e codice etico di una Confederazione di Popolari democratici Cristiani propedeutica alla costituzione di un soggetto politico, laico, democratico, popolare, liberale, riformista, europeista, trans-nazionale e ispirato all'umanesimo cristiano, in particolare alle Esortazioni apostoliche di Papa Francesco (Evangelii Gaudium)

 

3     Di non assumere vincoli di alleanza con altri soggetti politici, ma dibattere tale tema senza pregiudiziali verso le tradizionali collocazioni di destra e/o di Sinistra, ma basandosi sulla condivisione dei valori fondanti la Visione e il progetto della Società, del Manifesto/Programma, del Codice Etico che saranno elaborati e ai quali avranno concorso i partecipanti e sottoscrittori;

 

4     Di coinvolgere e costituire un comitato di esperti in diverse e fondamentali discipline sui vari temi del dibattito socio-culturale economico e politico: Diritto, Informazione, Economia, Lavoro, Salute, Ricerca, Innovazione, Sistemi industriali, Formazione, Etica che intendano offrire il loro contributo intellettuale e di esperienza senza oneri

 

5     Di ricercare le possibilità di sostenere finanziariamente con l'apporto volontario e libero dei cittadini interessati  le iniziative per la  preparazione della grande Assemblea Nazionale dei Popolari Italiani  (Camaldoli 2014)

 

Seguono le firme:

 

 

di  tutte le ass.ni, gruppi e movimenti che intendono sottoscrivere il presente documento e partecipare al processo di ricomposizione dell'area popolare e democratico cristiana italiana ed europea

 

 

 

 

                                                                

 


 
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