Un "libro bianco"sul nuovo Welfare
Postato da admin [12/10/2009 21:31]

Dopo un anno di tempesta finanziaria sembra che le nubi della crisi si stiano allontanando dal mondo .

A questo punto e' sembrato opportuno al ministro Sacconi riunire  i ministri delle politiche sociali dei 14 stati  piu' industrializzati per ridefinire principi e regole di un nuovo modello di welfare , per dare seguito alla "strategia  di Lisbona"  che ha ideato l'idea di una  nuova "societa' attiva"  .

Il nuovo modello sociale uscito infatti e'  orientato a promuovere  l'autosufficienza  di ciascuna persona ,di tutte le persone  , per ricostruire la fiducia  nel futuro  ,dovra'andranno  coniugati gli obiettivi  tanto di competitivita'  ,quanto di inclusione sociale .

L'incontro e' servito  anche per precisare i valori  del nuovo modello che mette in soffitta il vecchio assistenzialismo .

Ne e' uscito alla fine un libro che e' un po' la pietra migliare come si dice dell'agire  dei governi nel futuro. 

La prima cosa da tenere presente e' la centralita' della persona ,per svilupparne le potenzialita'  e per  promuoverne le capacita' umane. 

Al termine infatti tutti i ministri all'unisono hanno affermato :People first!,persona prima di tutto.

Poi ,la famiglia come nucleo economico fondamentale.Esiste infatti un legame  inscindibile tra benessere della famiglia e benessere della societa' .La famiglia e' un sistema di relazioni capace di tutelare ma anche puo' portare a soluzioni e stimoli .

Di seguito ,la comunita'come  societa' intermedia,una rete cioe' che alimenta il senso di responsabilita' ,la fiducia e la solidarieta' sociale. 

La salute con la necessita' di spostare l'attenzione  dalla fase acuta  alla prevenzione primaria  e secondaria ,alla promozione di corretti  stili di vita ,ai rapporti tra salute ,sicurezza ,ambiente di lavoro e di vita .Si dovrebbe quindi passare da un welfare assistenziale  a un welfare  delle responsabilita' condivise  con l'integrazione socio -sanitaria -assistenziale.

Sul  lavoro il nuovo welfare  si e' detto non puo' manifestarsi soltanto nella tutela  e nella promozione del lavoro dipendente, ma anche le professioni ,il lavoro autonomo,il lavoro in forma cooperativa  e associata ,l'autoimpreditorialita'evono essere riconosciute  come valori di apprezzamento sciale e  sostegno istituzionale .

Per i i giovani l'obbiettivo e' che le istituzioni e le famiglie devono offrire un modello di comportamento fondato sulla responsabilita' per essere utili a se'  e agli altri e opportunita' di crescita e di inclusione.  

Sul problema di attualita' come l'immigrazione esso va declinato oltre l'emergenza innanzitutto definendo  quale sia l'effettiva capacita'  ricettiva del nostro paese ,stabilendo  una precisa strategia  degli ingressi , a partire  dalle attivita'  di formazione  nei paesi  di origine.

Oggi ,il modello che finora abbiamo seguito in Italia e ' stato giudicato un welfare "debole" negli istituti che sostengono la vita attiva ,appesantito  da un onere insostenibile sul reddito , condizionato da una polarizzazione eccessiva sulla spesa per le pensioni ed e' segnato  da un servizio  socio- sanitario inefficiente  e oneroso  nel Centro Sud .

Nel 2050  in assenza di politiche  di correttive  e di riequlibrio  la spesa sanitaria  potrebbe piu' che raddoppiare.

Per non fare collassare il sistema (che accade quando  una quota troppo elevata del reddito prodotto viene prelevata  per finanziare  prestazioni  non pienamente appropriate,  che ingenerano fenomeni  che incidono negativamente  su occupazione e crescita  )e' opportuno che il  sistema sanitario sia legato a un sistema di governance che deve favorire rigorosi principi di efficienza  ed  efficacia . 

Per la sostenibilita' del  modello sociale italiano ed europeo  c'č un primo obbiettivo e cioe' l'incremento  della natalita'  e dei tassi di occupazione regolare

Inoltre per garantire la sostenibilita'  e' necessario  tener conto  delle possibilita' di spesa.

E questo il principio dell'universalismo  selettivo  che ne segnala la distanza dall'utopia  di un universalismo assoluto  che non fa i conti con la scarsita' delle risorse  e con la sostenibilta'.

 Per concludere si potrebbe dire che il nuovo modello di welfare governativo ,che verra' man mano messo in cantiere ,segna il passaggio da quello assistenziale a  quello delle opportunita'.

Piu' semplicemente  andiamo verso un welfare che si puo' cosė descrivere  :una vita buona in una societa' attiva.  

A.Todesco

 

 

 

 

 

 
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