Un errore storico
Postato da admin [03/05/2013 13:33]

  Le vicende che stanno caratterizzando in negativo il Partito Democratico che sta attraversando uno dei momenti più critici della sua vita, decisamente contrastata, colma più di spine
  che di rose , ripropone, tra le altre cose, l'errore storico commesso da quei popolari, in gran parte provenienti dalla disciolta D.C.prima e dal Partito Popolare poi che, dopo la breve
  parentesi nella Margherita, optarono, con grande faciloneria, per la fusione "a freddo" con i d.s.dando vita all'attuale Partito Democratico.
  Molti commentatori politici convennero che si trattò di un'operazione rischiosa perchè "immatura" orfana di un dibattito propedeutico, priva di una preparazione culturale e
  politica in grado di considerare la bontà di un progetto che, per la permanenza all'interno dei democratici di sinistra di solide tossine dell'antica ideologia comunista, avrebbe
  provocato, in itinere, problemi di difficile convivenza.

  Prevalsero, dopo il fallimento dell'Ulivo di matrice prodiana, ottimistiche valutazioni rivelatesi completamente sballate.
  Si ritenne che quella fusione "affrettata" favorisse e consolidasse quel sistema bipolare tanto esaltato da alcuni incalliti politolighi assertori di un sistema che nel nostro Paese
  non avrebbe mai potuto "attecchire".
  Insieme a questa errata valutazione,si pensò che il modo migliore per contenere prima e sconfiggere poi il fenomeno Berlusconi fosse quello di dasre vita ad un fronte unico degli
  "anti": il gioco valeva la candela per cui si poteva tranquillamente rinunciare tranquillamente  ad una seria analisi culturale ed ideologica.
  Il fallimento di questo esperimento, che cocciutamente si è voluto procrastinare nel tempo, ha portato ad accentuare una crisi nella sinistra apparsa, lungo questi ultimi
  anni, senza sbocchi  ma densa e piena di crescenti contraddizioni.
  E' rimasto forte il convincimento nella dirigenza del PD il concetto del  "nessun nemico a sinistra". Da qui gli errori clamorosi e ripetuti delle alleanze nel 1996 e nel 2006 con
  Rifondazione Comunista, IdV, Verdi,ecc. e nelle ultime elezioni con SEL di Vendola che, addirittura, ha partecipato alle primarie indette dal P.D.
  Nel frattempo il variegato mondo della ex Margherita si è "sparpagliato" nelle varie branche (le correnti della D.C avevano una "nobiltà" ed "uno stile" difficilmente copiabile -sic!),
  contribuendo così a seminare confusione e contraddizioni  in un partito privo di una linea politica e programmatica seria come è chiaramente emerso.
  Non è sufficiente l'elezione al "supremo soglio" del governo di Enrico Letta, a cui naturalmente auguriamo lunga vita, per ritenersi soddisfatti ed in pace con le loro scelte
  rivelatesi sbagliate.
  Anch'essi, gli ex esponenti della Margherita, insieme ai  Follini ed ai Casini e compagnia di ventura, hanno concorso al disfacimento di una componente di centro
  che forse avrebbe potuto evitare "il miracoloso ripescaggio" di Berlusconi dopo che si era ritenuto di averlo definitivamente distrutto.
  Si pone nuovamente la riproposizione di un movimento politico di laici e cattolici che potrebbe, ancora oggi, rappresentare un'alternativa per la partecipazione alla guida
  di un paese in pericolo di sopravvivenza: forse, se una alternativa del genere fosse stata presente, si sarebbe potuto evitare il sorgere spontaneo ed
  incontrollato di un movimento di matrice "anarchica" come i "5stelle" , capace di produrre ulteriori guai al nostro paese.



  Enrico Dello Sbarba - Il Centro -

 
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Postato da [03/05/2013 13:33]
Caro Enrico ottima analisi. Unico punto critico: continui a pensare in una logica, che è anche la mia, di tipo proporzionale. Il centro come lo intendi tu e vorrei anch'io non tornerà più, dato che il sistema elettorale e lo stesso sistema istituzionale, non favorirà la sua formazione. Dal sistema di governo parlamentare si sta scivolando verso quello presidenziale o semipresidenziale ( da Pertini in poi, ultimo caso quello di queste settimane di Napolitano il ruolo del presidente della repubblica è sempre più attivo e si attende solo la sua definitiva formalizzazione, compresa l'elezione diretta, dopo lo spettacolo triste dei giorni scorsi) e la legge elettorale pende sempre più verso il maggioritario a doppio turno. A quel punto, come vado scrivendo da anni, anche il nostro sistema si orienterà verso lo scenario europeo: un grande partito popolare e un grande partito di ispirazione socialdemocratica così come nelle democrazie mature occidentali. Potrà anche sopravvivere qualche minoranza ma senza ruolo se non quello di accasarsi in uno dei due poli. Compito nostro di "DC non pentiti" sarà quello di favorire la costruzione della sezione italiana del PPE, partito democratico a norma dell'art.49 della Costituzione, in cui dovrà valere la regola aurea: una testa un voto. E le contraddizioni che giustamente tu sottolinei nell'errata fusione del PD salteranno, così come sono già saltate. E i Letta, Franceschini, Boccia, e, forse, anche lo stesso Renzi, da che parte staranno? Ai posteri l'ardua sentenza....Ciao Ettore Bonalberti
 
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