Ma domani é un altro giorno
Postato da admin [07/03/2013 20:54]

 

Questo bellissimo finale del popolarissimo "Via col Vento" sta ad indicare la necessità e la volontà di una cesura, di una "rupture", lo sforzo di voltare finalmente pagina.

Sarebbe l'habitus mentale più adatto e più utile per tutte le forze politiche, per tutte le élites del Paese dopo i risultati elettorali, anziché crogiolarsi confusamente e convulsamente, all'infinito, in una estenuante campagna elettorale che non finisce mai.

È troppo sperare che si lascino alle spalle i veleni, i populismi, i massimalismi, il rutilante spettacolo virtuale dei talk show?

È troppo sperare che prevalga la realtà, la consapevolezza dello smarrimento del Paese, della sua rabbia, delle sue paure, delle sue delusioni?

È troppo sperare che prendano forma e forza analisi lucide, ragionamenti pacati e responsabili, mettendo da parte le derive fondamentaliste e le tentazioni di demonizzare l'avversario politico?

Ecco qualche modesto contributo a questo sforzo indispensabile di lucidità, di realismo, di coesione.

In primo luogo Grillo e il M5S non è in alcun modo omologabile alle altre forze politiche consolidatesi durante l'arco della Seconda Repubblica: sia perché rappresenta il coagulo in effervescente crescita, quasi da "Statu nascenti", di un malessere e di una rabbia profonda del Paese; sia perché la sua organizzazione e le sue forme di manifestazioni mediatiche rispondono a moduli ed a modelli culturali del tutto contrapposti alle vetuste liturgie mediatiche del sistema dei partiti; sia perché non vi è un substrato di interessi e di blocco sociale che faccia da contenitore dell'azione politica; sia perché le pulsioni di rabbia partono da grumi emotivi contraddittori e contrapposti (la delusione per l'impotenza della politica; la paura della crisi; la rabbia per l'esosità dello Stato e la sua burocratizzazione; la disoccupazione dilagante; il declino del ceto medio); sia perché la nervatura ideologica portante del movimento è una sorta di deriva verso la filosofia della «decrescita felice».

In secondo luogo il PD: stordito e furente per la "Grande illusione" fallita; a metà del guado tra rinnovamento e richiamo della foresta; senza strategia e senza amalgama culturale; paralizzato dal mito unificante dell'antiberlusconismo.

Quindi è un arrogante velleitarismo intellettualistico rifugiarsi nell'illusione del Governo di minoranza, sorvolando sulla fragile legittimazione popolare, soprattutto al Nord, e sui rischi della situazione internazionale.

Quindi è un tic vetero-marxista, del tutto fuori dalla realtà inseguire ogni radicalismo, come se fosse una costola della sinistra da riassorbire: Grillo non è omologabile e lavora per il definitivo collasso di questo sistema dei partiti.

Quindi il problema prioritario e cruciale per PD, PdL, Monti è quello di dare risposte concrete ed emblematiche alla rabbia del Paese, evitando l'accelerarsi della crisi che le elezioni anticipate provocherebbero.

Quindi, rimuovere le cause e le ragioni che danno fiato al "grillismo", attraverso una soluzione realistica, solida, duratura; attraverso un programma coraggioso e lucido.

Ad esempio: lo Stato e le Amministrazioni Pubbliche paghino rapidamente, secondo le direttive europee, i debiti con le aziende fornitrici di servizi, così da riattivare la vitalità delle PMI; tagliare i costi della politica (numero parlamentari, rimborsi, cancellazione del finanziamento pubblico dei partiti, ecc.); drastico alleggerimento dello Stato Leviatano (meno burocrazia, meno funzioni, meno partecipazioni, meno proprietà immobiliari, accorpare province, accorpare regioni, accorpare enti locali, privatizzare municipalizzate); abbassare la pressione fiscale sulle famiglie e sul lavoro; costruire un'Europa federale tutta orientata sullo sviluppo; una nuova legge elettorale che privilegi la volontà dei cittadini. Infine un'Assemblea Costituente che riorganizzi radicalmente lo Stato, riequilibri l'armonia dei poteri, superi il bicameralismo nel segno di un Senato delle autonomie.

Il violento irrompere del futuro nello scenario politico ormai comatoso obbliga a decisioni rapide, coraggiose, concrete.

Solo così calerà la febbre del Paese.

Invece le elezioni anticipate sono mortifere per il sistema politico ed anche per il Paese.

 

     Gianstefano Frigerio

     Membro dell'Ufficio Politico del PPE

 

On. Gianstefano Frigerio

European People's Party

Political Bureau

Bruxelles

 

 
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Postato da [07/03/2013 20:54]

 
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