Chi ha "cospirato" contro Benedetto XVI adesso "cospira" contro il Conclave
Postato da admin [24/02/2013 16:09]

Chi ha "cospirato" contro Benedetto XVI adesso "cospira" contro il Conclave.

 

 

Riflettiamo sui motivi e su coloro che  hanno "cospirato" contro Benedetto XVI e che oggi vogliono pilotare la nomina del nuovo Papa.

 

La Segreteria di Stato del Vaticano ha denunciato che e' in corso un attacco inaudito contro la Chiesa in vista del Conclave:  rappresenta il culmine di quanto è avvenuto durante tutto il pontificato di Benedetto XVI. Una persecuzione inaudita e di estrema gravità, che non si è mai verificata prima. Nel nostro commento sulle dimissioni di Benedetto XVI ci eravamo soffermati di più sulle responsabilità dei cristiani a rimanere "sordi" agli appelli dei Papi sui principi non negoziabili e in particolare dei politici che si dichiarano cattolici, ma che con opportunismo e interessi personali si alleano con chi ha un programma politico che e' contro la dottrina sociale della Chiesa, in particolare contro la sua architrave: i principi non negoziabili. Benedetto XVI, in un brano che sembra scritto per le vicende di questi giorni, nell'enciclica «Caritas in veritate» al n. 75, ha scritto: «Pronti a scandalizzarsi per cose marginali, molti sembrano tollerare ingiustizie inaudite».  E di «inaudite sofferenze», con riferimento alle stragi di cristiani in Africa, il Papa aveva parlato in una lettera al presidente dei vescovi del Kenya nel 2008!! Allora chi «morde e divora»? Chi, con strategie «terrificanti», cerca di coprire le sue «ingiustizie inaudite»? La risposta è complessa, (come lucidamente ci spiega il vaticanista Massimo Introvigne su Bussola Quotidiana:  "certamente non c'è un unico «grande vecchio», un'unica regia. Per capire di più, possiamo esaminare la prima grande offensiva contro Benedetto XVI, che inizia con il discorso di Ratisbona del 12 settembre 2006...").

Avevamo anche noi citato questo discorso del Papa come una delle cause scatenanti contro il Suo Magistero. Si tratta di una citazione giudicata da alcuni offensiva nei confronti dell'islam e dei musulmani. Dopo Ratisbona e' iniziato un processo in più fasi. Prima: un buon numero di media occidentali, con alla testa il solito New York Times, estrapolano la citazione dal contesto e sbattono la notizia della presunta offesa ai musulmani in prima pagina. Poi: al coro si uniscono esponenti cattolici ostili al Papa, compiacentemente intervistati dagli stessi media. Infine: gli ultra-fondamentalisti musulmani diffondono la notizia nelle terre dove operano e si passa alla violenza, con suore e sacerdoti percossi e uccisi e chiese bruciate.

Analoghi e continui attacchi al Papa per i suoi appelli contro la contraccezione e la non liceità morale nell'uso del preservativo.

Gli attacchi sono «inauditi» proprio perché non vengono da una parte sola. Contro Benedetto XVI e oggi contro la Chiesa e il Conclave si sono mossi diversi nemici.

Il più potente e pericoloso, è costituito dalle organizzazioni laiciste, omosessuali, massoniche, femministe, delle cliniche dell'aborto e dell'eutanasia, delle case farmaceutiche che vendono prodotti abortivi, degli avvocati che chiedono risarcimenti miliardari per i casi di pedofilia. Questa lobby odia la Chiesa per la sua opposizione intransigente al relativismo e la sua difesa dei principi non negoziabili in tema di vita e di famiglia, che talora disturba anche affari molto lucrosi. Ed è una lobby che ha un'influenza davvero «inaudita» sui più potenti media mondiali.

Poi l'ultra fondamentalismo islamico che da un lato pretende piu' rispetto dell'islam  in Occidente (eliminazione del Crocifisso e satira su Gesu'), ma considera reato (la satira su Maometto) e scatena stragi di cristiani che vogliono professare liberamente la loro fede cristiana nei paesi a forte fanatismo islamico.

Poi c'e', a nostro avviso il più grande nemico che ha logorato Benedetto XVI: è il progressismo cattolico e l'azione insistita e fastidiosa di quei «cattolici adulti» e teologi i quali hanno visto la loro autorità e il loro potere nella Chiesa minacciato dallo smantellamento da parte di Benedetto XVI di quella interpretazione del Concilio Vaticano II in termini di discontinuità e di rottura con il Magistero precedente su cui avevano costruito per decenni carriere e fortune. In vista del Conclave, questo progressismo - le cui lamentele trovano immediata eco sui media- tenta di aggredire preventivamente i cardinali più attivi e fedeli nel diffondere questi insegnamenti del Pontefice.

A queste più gravi cause si aggiungono:

-gli scandali sulla pedofilia coperti da qualcuno e sui quali il Papa ha aperto pubblicamente la pentola che il Diavolo continua a fare bollire;

-gli scandali sui larghi finanziamenti concessi alle organizzazioni di volontariato che si dichiarano cattoliche, ma che professano una religione laicista e di estremo relativismo nei Paesi dove operano, in pratica contro il Magistrro della Chiesa facendo grandi business (catto-comunisti).

I risultati di questi attacchi «inauditi», lo ha detto ancora il Papa nel viaggio a Fatima, sono a loro volta inauditi. Non solo leggendo i giornali o guardando la televisione ci si trova davanti a «ambienti umani dove il silenzio della fede è più ampio e profondo: i politici, gli intellettuali, i professionisti della comunicazione che professano e promuovono una proposta monoculturale, con disdegno per la dimensione religiosa e contemplativa della vita». Ma la stessa fede è in pericolo di morte. «La fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata». Non ci sono solo i "cantori" del secolarismo, «non mancano credenti che si vergognano e che danno una mano al secolarismo». E il risultato è che la stessa verità naturale viene meno; concludiamo con un'ultima espressione di Benedetto XVI, che il 28 Febbraio 2013, lascia il pontificato "per il Bene della Chiesa": "....ogni popolo, che smette di sapere quale sia la propria verità, finisce perduto nei labirinti del tempo e della storia».

Grazie Santo Padre Benedetto XVI

In Jesu et Maria

 

Antonino Giannone - Vice Presidente ALEF (Associazione Liberi e Forti)

 

 

 
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