Il nostro impegno dopo le scandalose sentenze
Postato da admin [02/02/2013 10:34]

La DC, partito mai sciolto, che ha ricostituito i suoi organi con il XIX Congresso nazionale del 10 e 11 Novembre 2012, grazie alla partecipazione dei soci DC 1992 i quali, rinnovando l'adesione al partito, hanno eletto all'unanimità Gianni Fontana alla segreteria nazionale, non  potrà partecipare alle prossime elezioni politiche del 23 e 24 Febbraio.

 

I soci DC del 1992, unici eredi legittimi della Democrazia Cristiana, così come definitivamente sancito dalla sentenza n. 25999 del 23 dicembre 2010 delle sezioni civili riunite della Cassazione, hanno deciso di continuare su basi rinnovate l'attività politica della Democrazia Cristiana. Le recenti sentenze del tribunale di Roma e della sezione della Cassazione per la materia elettorale favorevoli alla decisione del Ministero degli interni  sulla "confondibilità" dei simboli dello scudocrociato della DC con quello di Casini, privilegiando quest'ultimo, hanno determinato l'assurda situazione per cui un simbolo di proprietà della DC storica, illegittimamente usato da Buttiglione prima con il CDU e da Casini poi con l'UDC, può essere  ancora usato da Casini, togliendo ai legittimi eredi la possibilità di concorrere alle prossime elezioni.

 

La nostra battaglia dopo il TAR del Lazio, dichiaratosi incompetente per materia, continuerà al Consiglio di Stato e in tutte le sedi giurisdizionali e  amministrative italiane e europee, sino a che non venga riconosciuta la piena ed esclusiva legittimità della proprietà e dell'uso del simbolo dello scudocrociato agli unici eredi della Democrazia Cristiana, così come indicato dalla sentenza della suprema corte.

 

Siamo di fronte a due emergenze: quella della difesa del simbolo e della stessa nostra capacità di rappresentanza della continuità della DC storica e quella della scadenza elettorale di Febbraio, rispetto alla quale la vicenda del simbolo e la conseguente impossibilità di presentazione della nostra lista va valutata come un'opportunità più che una criticità.

 

Abbiamo la necessità di tenere separati, ma non in opposizione le due fasi: quella elettorale di Febbraio e quella strategica generale. Va tenuto presente che obiettivo strategico è quello definito nella relazione congressuale del segretario nazionale Gianni Fontana: concorrere da democristiani alla costruzione della sezione italiana del PPE. Ciò comporta, come ha detto Fontana, l'esigenza di valutare programmi, partiti e candidati coerenti con i nostri valori e scegliere tra i partiti che si ispirano al PPE.

 

Da parte mia, rispetto alle elezioni di Febbraio, quell'indicazione la traduco così: non possiamo che appoggiare quei partiti, movimenti, candidati che si pongono su un progetto politico programmatico coerente con i nostri valori e secondo la prospettiva di cui sopra.

 

Escludo che ciò possa essere ritrovato nel PD, con cui possiamo anche partecipare a governi di emergenza e di larghe intese ( lo fece De Gasperi, dopo la tragedia fascista per rompere non appena la situazione internazionale e interna lo richiese);  lo tentò Aldo Moro ( governo delle larghe intese e politica dell'attenzione e del confronto) rimettendoci la vita. Il nostro elettorato non credo sia finito a sinistra. Analisi sociologico -politiche e dei flussi elettorali ci dicono che i nostri voti sono finiti in larga parte nel PDL, al Nord nella Lega, e  solo in misura modesta ( la vecchia sinistra basista e in parte morotea) a sinistra dove, volenti o nolenti, vale la ben nota regola aurea donat cattiniana per la quale: "è sempre il cane che muove la coda", ossia la vecchia e  nuova dirigenza di estrazione PCI con gli ex popolari ridotti a ruoli subalterni e/o resi inutilizzabili come nel caso Renzi.

 

Aggiungo che non bisogna dimenticare il ruolo svolto dall'UDC e da Casini in particolare contro di noi. Per ragioni di piccolo cabotaggio ha sprecato una grande occasione per la riunificazione della DC, puntando alla divisione e a costringere Monti al rinvio/annullamento dell'incontro fissato con Fontana e alla guerra del simbolo che continua e continuerà.

 

Sono convinto che non sarà il "centrino" a frenare l'arrembante egemonia della sinistra. Il 25 Febbraio si verificherà nel nostro Paese ciò che noi DC di antica militanza mai avremmo pensato di vedere: un presidente della Repubblica comunista che affida l'incarico di governo a un presidente del consiglio comunista. L'antica strategia gramsciana si attuerà all'inizio della seconda decade del XXI secolo, dopo l'avvenuta conquista di tutte le case matte sovrastrutturali ( scuola, cultura, media, arte e spettacolo, magistratura) fatta come efficiente ed efficace talpa nei primi sessant'anni della Repubblica. 

 

In questa situazione disperata, chi come noi cerca di agire moralmente  sulla base dei nostri valori e di perseguire oltre ai propri interessi un bene comune, la scelta da fare è quella di selezionare il male minore. Oggi esso è rappresentato da quello che frena la tendenza disgregatrice principale e prepara una fase in cui si possa costruire il nuovo.

 

Da un lato, va riconosciuto che nel PD con le primarie si è tentato di fornire una base popolare alla sua politica. Un modo intelligente, seppur viziato dagli antichi metodi di controllo centralistici, per frenare le diverse forze esterne che condizionano quel partito: dalla CGIL ai PM sponsor, a Carlo De Benedetti e la sua Repubblica sino ai poteri delle reti prodiane e bazoliane.

 

Dall'altro lato, può anche dispiacere alle anime candide anche di casa cattolica e forse anche fra di noi, ma il centro destra del Cavaliere con tutte le sue contraddizioni resta ancora l'unico baluardo di un'Italia che non vuol cedere a un'incontrastata egemonia della sinistra. Un'egemonia che se non moderata da un'alternativa, finirebbe d'intesa con il chiuso sistema di potere italiano e le influenze internazionali per svuotare la nostra democrazia.

 

Avevamo offerto una grande occasione a Casini con la richiesta di cittadinanza nella lista Monti con l'obiettivo di costruire la sezione italiana del PPE. La risposta è stata il rifiuto e la continuazione di una battaglia iniziata dal fedele servitore Sanza sin dal consiglio nazionale del 30 Marzo e proseguita in quella per il simbolo e le varie citazioni in tribunale.

 

Casini è l'uomo delle occasioni politiche perdute sul piano strategico avendo di mira in via esclusiva e tattica il suo "particulare". Poteva essere l'erede di Berlusconi nella casa della libertà quando Berlusconi si dimise dalla guida del Pdl; poteva esserlo a Dicembre per raccogliere con noi la bandiera del popolarismo europeo. Ha preferito una flebile personale golden share nella compagine montiana e sarà la sua fine. Non avevano torto i vecchi amici DC bolognesi quando lo definivano: " Una Bottiglia di Old Napoleon piena di acqua gassata". Di Fini meglio non parlarne per decenza. Tutte le occasioni sono state perdute e per di più per velleitari disegnini personali.

Ecco perché da parte mia credo che al Nord non ci resta che scegliere tra i candidati del Pdl più vicini alle nostre posizioni o di quelli prossimi della Lega. E anche al Sud obiettivo principale sarà quello di togliere il potere di ricatto al "centrino" montiano supportando partiti e movimenti del centro-destra e, nel frattempo, preparaci al turno delle amministrative di Maggio in tutti i comuni d'Italia.

 

Ettore Bonalberti- Direzione nazionale DC

Venezia, 2 Febbraio 2013

 

 

 

 
Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 4  Commenti: 3
 
Postato da [02/02/2013 10:34]
Caro ettore buongiorno. Ho letto attentamente la tua riflessione e condivido l'analisi e anche quanto in futuro avremo modo di vedere. A presto Giovanni
 
Postato da [02/02/2013 10:34]
Concordo in pieno, non possiamo appoggiare dei partiti che fanno solo il tassa e spendi e del spendi a debito e tassa la loro ragion d'esistere; la salvaguardia dei sudati risparmi della nostra gente c'è lo impone........non c'è problema a dirlo pubblicamente. Un abbraccio a Te e Gianni Carlo Cervini
 
Postato da [02/02/2013 10:34]
Bravissimo Ettore, sei stato esauriente, moderato, ma giustamente pungente nella tua analisi. Il riferimento a Gramsci e' super, il rischio dello stravolgimento del progetto Popolare, Liberale e Riformista della società italiana, se finisce nel potere di Bersani&C. Vendola&Ingroia& Casini&Fini. Fai inoltrare questa nota da Gianni Fontana sul sito DC e al Presidente della Repubblica, al Presidente della CEI. Da Libero e Forte un caro abbraccio Antonino Giannone
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


 
Email:
Password:
 
            
Vuoi commentare gli articoli? Inserisci la tua email e richiedi la tua password premendo sul tasto "registrati"
 
 
    
Alcuni movimenti politici e associazioni stanno tentando di ricomporre su basi innovative l'area dei democratici cristiani e dei popolari, Ritieni la cosa positiva?
 
SI
NO
 
       












Partners
 
 
 
 
 


Dir.Resp.: Ettore Bonalberti - Coordinatore Blog: Giorgio Zabeo
Redazione e amministrazione: C.so del Popolo, 29 - 30172 Mestre (Venezia) - tel. e fax 041/978232 - Email: info@insiemeweb.net
©2008 Associazione Insieme - powered by Enforma Solutions - based on en-press engine - Privacy Policy