Censure incomprensibili e saltimbanchi senza ritegno
Postato da admin [30/12/2012 17:37]

E' incomprensibile l'azione di censura pressoche' totale che viene esercitata dai media sugli atti e i fatti della Democrazia Cristiana, partito mai sciolto, come da sentenza definitiva a sezioni civili riunite della Cassazione e rilanciato nella sua iniziativa politica dal XIX Congresso nazionale svoltosi a Roma il 10 e 11 Novembre scorsi. Non si tratta dell'ultimo dei partiti o dei movimenti politici della storia italiana, ma di quello che ha rappresentato per oltre quarant'anni l'architrave della democrazia italiana. La vicenda assume connotazioni tragicomiche dopo la "salita" alla politica del prof Monti.

 

Come ben evidenziato dal documento della direzione nazionale della DC approvato all'unanimita' il 29 dicembre scorso: "Considerato che nell'ultima  riunione del PPE a BXL si era deciso di affidare a Monti il compito di federatore delle componenti politiche, sociali e culturali che si rifanno alla carta dei valori del  Partito Popolare Europeo, la direzione della DC sottolinea che si era  raccolto con favore questa indicazione, da soci fondatori del PPE e dell'Internazionale democristiana, nella speranza che con Monti si potesse avviare l'organizzazione della sezione italiana del PPE che resta l'obiettivo politico strategico della Democrazia Cristiana italiana.

Purtroppo dobbiamo costatare che sull'equivoca "Agenda Monti", di un candidato alla guida di un esecutivo indisponibile a mettersi in gioco in prima persona, si stanno raggruppando persone e movimenti molto lontani dai valori fondanti del PPE."

 

Nessun organo di stampa e dei media ha raccolto questa netta indicazione,  dopo che nella direzione del 19 dicembre la stessa DC confermava "la volonta' della DC italiana rilanciata dal XIX Congresso di partecipare da socio fondatore del PPE alle prossime elezioni politiche e ai rinnovi dei consigli regionali del Lazio, Lombardia e Molise e nelle elezioni amministrative locali  con la lista della DC e con le altre formazioni politiche che intendono costruire la sezione italiana del PPE al Senato", aggiungendo che : "l'iniziativa assunta dal presidente del Consiglio che ha riunito alcune formazioni politiche molto lontane culturalmente dal PPE per una sua eventuale discesa in campo dopo la partecipazione al direttivo del PPE non concorra positivamente al  processo di ricomposizione politica dell'area popolare e liberale, che resta al centro della missione che la  DC italiana, socio fondatore del PPE e dell'Internazionale Democratico Cristiana si e' data nell'ultimo congresso, dando mandato al segretario nazionale di verificare la concreta agibilita' di tale ricomposizione."

 

Cosa era successo? Dopo la conferma di un incontro nella mattinata del 19 dicembre del presidente del consiglio  a Palazzo Chigi al segretario nazionale della DC, On Gianni Fontana, alle ore 9 giungeva una telefonata di rinvio ad altra data.

Considerato che dopo alcune ore si sarebbe tenuta la riunione per l'avvio della lista pro Monti, era ed e' ragionevole pensare che sia scattato il veto del solito Fagiolino-Casini.

 

Ed e' di questo stagionato furbastro della politica italiana che vorremmo ragionare.

Fu presidente del consiglio nazionale dei giovani DC con Follini, segretario nazionale, alla fine degli anni '70, quando Toni Bisaglia li offri' con un contratto di lavoro all'ente delta padano, presieduto dal doroteo Giordano Marchiori, la prima occupazione e, di lý a poco, la candidatura al Parlamento in cui fu eletto nel 1983. Insomma nel 2013, Casini celebrera' i suoi trent'anni di presenza nel Parlamento italiano e dire che non si tratta di un Giolitti o De Gasperi e nemmeno di un De Mita, Marcora o Donat Cattin, ma di un astuto tattico doroteo sino al midollo.

Morto il povero Bisaglia entro' a far parte della squadra di Arnaldo Forlani fino a saltare il fosso con Mastella, Sandro Fontana e altri nel CCD nel Gennaio 1994.

Non passarono molti mesi che si rifugio' nell'alleanza con il Cavaliere, grazie al quale nel maggio del 2001 occupera' lo scranno della Presidenza della Camera dei deputati.

 

Li' ha inizio la sua metamorfosi caratterizzata da sempre piu' alte ambizioni per le quali non esitera' a utilizzare Follini come testa d'ariete contro Berlusconi e l'impalpabile Cesa, gia' portaborse del ministro Prandini,  come uomo dello schermo, rafforzato dalle seconde nozze con la giovane Caltagirone erede del casato che fu gia' al servizio del divo Giulio.

 

Piu' volte l'ho paragonato con simpatia a quella maschera emiliana dell'astuto Fagiolino, sempre pronto a darle in testa al Sandrone di turno: Follini prima, Fini poi e adesso, forse, il professore della Bocconi con cui spera di assurgere a un ruolo istituzionale di rilievo, al di la' del peso specifico elettorale conseguito e conseguibile.

 

Tutto sembrava procedere per il meglio con lo scudo crociato ereditato dal patto scellerato Buttiglione-Castagnetti di Cannes, quel pasticciaccio brutto e illegittimo di cui quanto prima chiederemo conto, quando il 23 dicembre del 2010, giunse inaspettata la sentenza a sezioni civili  riunite della Cassazione che ha stabilito senza altra possibilita' di replica che la DC non e' mai stata sciolta e che gli unici titolari del simbolo e del nome erano gli iscritti al partito del 1992 e che pertanto nessuno era ed e' erede della Democrazia Cristiana e nessuno puo' vantare o ritenere acquisiti diritti derivanti da uno scioglimento della DC mai avvenuto.

 

Di qui il terrore del Pierfurby della nostra ripresa di iniziativa e i tentativi maldestri di investire alcuni suoi inqualificabili  accoliti senza dignita'  nel ruolo di guastatori  in servizio permanente effettivo. Piaccia o no al Fagiolino bolognese se ne dovra' fare una ragione:  lo scudo crociato appartiene a pieno titolo alla DC storica e noi lo difenderemo in tutte le sedi, tanto piu' se, come sembra, Casini imbarchera' nella sua lista il naufrago Fini, squallido erede di una destra missina da lui portata nel fango.

 

La DC e' viva e vive in mezzo a noi a dispetto dei fogli e fogliastri e dei pennnivendoli a libro paga dei potenti che fan finta di non saperlo. Elezioni politiche o meno, noi DC saremo comunque in campo tra la gente che non ne puo' piu' di saltimbanchi  senza ritegno e pronti a ricoprire tutte le parti in commedia, per ricercare con essa le risposte piu' adeguate alla crisi italiana .

 

Ettore Bonalberti

Direzione nazionale DC

Venezia, 30 Dicembre 2012

 

 

 

 

 

 

 

 
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Postato da [30/12/2012 17:37]
Bel risultato, anche nei confronti di casini. Complimenti. E ancora auguri di buon anno nuovo. Cordiali saluti. Aldo M.
 
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