Venti di guerra in Medio Oriente. E l'Italia ?
Postato da admin [14/08/2012 22:36]

Non passerà ancora molto tempo prima che il governo israeliano prenda una decisone  militare sulla questione del sito che da tempo l'Iran sta organizzando sul suo territorio e sulle sue potenzialità nucleari ; un sito che Israele percepisce come un grande pericolo ,non senza ragioni, per la sua sicurezza .

Già il governo di Gerusalemme ha  mandato un ultimatum a Teheran dicendo di bloccare qualsiasi iniziativa ulteriore che aumenti la pericolosità nucleare del sito in questione .

Conoscendo la determinazione degli  ebrei e sapendo che si muovono molto all'oscuro e senza dire niente , sia nei casi di uccisioni individuali sia nei casi macro politici , forse tra qualche settimana in silenzio ci sarà l'attacco  di Israele all'Iran contro la base nucleare iraniana  .

Se ciò avviene ci sarà anche la reazione dell'Iran e sarà la guerra .

Non sarà una delle solite guerre  tra arabi e palestinesi contro  Israele dal 1948, dopo che la diplomazia internazionale ha deciso di dare un territorio in Palestina agli ebrei come indennizzo dello sterminio, in parte riuscito,  degli ebrei tentato da Hitler  .

Come sempre accadrà che  gli Stati Uniti ,che sono gli unici che potrebbero mettere pace tra i due contendenti, saranno costretti a mettersi a fianco degli ebrei in quanto negli USA  questa comunità e' molto potente per  i  finanziamenti alla campagna elettorale e  per il numero dei  voti ai candidati alla Casa Bianca .

Se Obama rifiutasse di appoggiare l'attacco  la comunità ebraica non appoggerebbe più il Presidente e a novembre  Obama non sarà rieletto .

In questo quadro l'Italia cosa fa ?

Facciamo il punto della situazione dei risultati del nostro ministero degli esteri negli ultimi mesi col governo tecnico .

Finora i risultati più importanti dell'attuale ministero è essere riuscito  a portare a casa   qualche rapito, in giro per il mondo  , concedendo il solito riscatto  e aver addolcito  la questione  dei due marò italiani accusati dagli indiani di aver ammazzato due pescatori di quel paese in acque internazionali .

Ai nostri occhi, per la posizione che l'Italia ha nel mondo, questi risultati sono troppo poco .

Ci risulta, poi, che da tempo ,ormai da decenni, la politica estera italiana sia fatta di niente ,di piccolo cabotaggio. Anche quando al ministero c'era  Frattini e quelli di prima, tra cui Gianfranco Fini,  non si è mai concluso niente di importante.

(Ricordo a titolo di confronto che i due punti alti dell'Italia in politica estera  in cui l'Italia ha contato qualcosa in sede internazionale  risalgono  al 1965 quando A.Fanfani ha avuto l' incarico di presidente dell'assemblea al Palazzo di Vetro e il fatto di Sigonella nel 1985 quando Craxi presidente del consiglio con ministro degli esteri Spadolini, fermò l'iniziativa USA di  Reagan ).

Per il resto ci siamo chiusi tra le Alpi e Lampedusa, senza occuparci del nostro spazio vitale che va da Gibilterra a Suez e oltre. 

Viene naturale la domanda: a cosa serve la Farnesina se non riesce a dare una linea e una posizione da protagonista all'Italia sia pure di media potenza mediterranea?  

Di fronte comunque agli  scenari mondali non basta  che il ministero degli esteri si pavoneggi  in televisione per parlare bene dei suoi risultati come detto sopra ,ma deve  muoversi a livello globale   con incontri con Israele e con l'Iran  per  avvicinare i due nemici.  

E' necessario che l'Italia si muova immediatamente in Europa (Parigi, Berlino e Mosca) con consultazioni per arrivare a una posizione comune  sul tema .

E se non si riesce a fare qualcosa insieme l'Italia può andare avanti anche da sola: il Medio Oriente e' troppo vicino a noi e fa parte del nostro spazio politico -commerciale .

In seguito si potrà anche  andare negli Stati uniti e parlare con la loro diplomazia.

Ministro Terzi , lasci  i piccoli problemi del suo ministero a un suo sotto segretario e si muova con determinazione per evitare un conflitto che ,visto il peso dei  contendenti ,le forze in campo e le finalità perseguite, potrebbe essere importante anche per noi italiani .

In fondo si tratta di decidere con le atomiche chi è più forte militarmente nel M.O..

Pio XII nel 1939 diceva la guerra si sa come inizia e non si sa  come finisce, perché nella fattispecie si sa come si attaccherà il sito, ma non si sa come e di che tipo sarà la risposta.

Si può dire che anche oggi siamo come nel '39, assai peggio considerata la presenza dell'atomica, e  quindi non si lasci passare altro tempo .

 

Armando TODESCO

Inzago, Milano 15.8.2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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