Quattro ricette per ridare fiato all'Azienda Italia
Postato da admin [07/08/2012 17:25]

 

IL TEMPO - 4 Agosto 2012

Mario Baldassarri

 

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La proposta

 

Quattro ricette per ridare fiato all'Azienda Italia

 

 

Nel 2012 il PIL italiano diminuir di oltre il 2% e nel 2013 si avr una ulteriore riduzione. Ci significa che stiamo andando incontro a 400-500 mila disoccupati in pi e 40-50.000 imprese in meno. Ci significa anche che il nostro paese torner ad avere il livello di reddito del 2007 non prima del 2017. Tra settembre ed ottobre rischiamo quindi di trovarci in mezzo ad una tenaglia drammatica: titoli di Stato sulle montagne russe dei mercati e piazze calde per la insostenibile condizione di decine di migliaia di piccole e medie imprese, di milioni di famiglie, di giovani, di donne e di anziani.

Rispetto a queste prospettive, la politica deve assumere con coraggio le proprie responsabilit. Certamente l'intelligenza, la capacit e il coraggio di Mario Draghi alla BCE d ossigeno all'Italia e all'intera Europa, ma non possiamo andare avanti troppo a lungo confidando soltanto sulle bombole d'ossigeno europee. Per respirare a pieni polmoni dobbiamo fare fino in fondo i nostri compiti a casa.

Come ben sanno tutti gli esperti di crisi aziendali, un piano di ristrutturazione credibile ed accettabile dai creditori deve basarsi su una azione a tenaglia: da un lato, ridurre i costi e aumentare i ricavi per migliorare il "conto profitti e perdite"; dall'altro lato, ridurre i debiti con la vendita dell'attivo patrimoniale non strategico, n funzionale per l'azienda. Queste due azioni producono anche effetti sinergici virtuosi tra loro: il minor debito riduce la spesa per interessi e quindi libera risorse per il conto economico.

Per questo occorre una strategia a tenaglia che ristrutturi il "Conto Economico" e lo "Stato Patrimoniale" di quella azienda di tutti noi italiani che ha i suoi conti dissestati espressi nel Bilancio Pubblico (dove la Spesa supera il 50% del Pil, con una pressione fiscale che gli corre affannosamente dietro e vola verso il 47% ), e nel Debito Pubblico che sfiora i 2.000 miliardi di euro e richieder nei prossimi anni una spesa per interessi attorno a 100 miliardi all'anno (addirittura 140 se si consolidassero gli attuali spread).

La settimana scorsa, insieme a quaranta colleghi senatori, abbiamo presentato cinque emendamenti al decreto legge spending review. Quei cinque emendamenti non sono stati accolti, ma quei problemi restano e si aggravano. Abbiamo pertanto ritenuto necessario trasformarli in quattro Disegni di Legge, presentati al Senato mercoled scorso. Si tratta di una strategia articolata e puntuale che mira ad incidere sul "Conto Economico" e sullo "Stato Patrimoniale" dell'Azienda Italia.

Il primo mirato a ristrutturare lo "Stato Patrimoniale" con una operazione di valorizzazione di una quota importante dell'ingente patrimonio pubblico al fine di abbattere per un importo  consistente e in tempi rapidi  il Debito Pubblico italiano sotto il 100% del Pil. In sostanza si tratta di mettere a disposizione una quota di circa 400 miliardi di euro di asset non strategici oggi in capo allo Stato, alle Regioni e agli Enti Locali. evidente che nelle attuali condizioni di incertezza e turbolenza del mercato la vendita immediata del patrimonio pubblico non incontrerebbe una corretta valorizzazione. Qui sta il nodo del problema: per vendere il patrimonio senza svenderlo occorrono dieci/quindici anni; il nostro Debito Pubblico va per abbattuto in non pi di tre anni. E' possibile colmare questo gap? L'operazione che lo consente prevede la costituzione di un Fondo Immobiliare Italia al quale trasferire gli asset da valorizzare. Questo Fondo di diritto privato pu poi ricorrere al mercato con l'emissione di titoli obbligazionari con warrant. L'emissione dei titoli obbligazionari avverr in base ai valori effettivi degli asset acquisiti e questi, data la garanzia reale dei beni immobili sottostanti, potranno conseguire un eccellente rating, anche una tripla AAA. Le risorse finanziarie cos ottenute sono destinate esclusivamente all'abbattimento del Debito Pubblico.

Altri tre disegni di legge mirano a riforme strutturali sul "Conto Economico" dell'azienda Italia: due "scambi politici" sul fronte spesa/tasse ed una proposta di concreta lotta all'evasione.

Il primo scambio politico : meno sprechi, malversazioni, ruberie tagliando la spesa per acquisti di beni e servizi a fronte di meno tasse alle famiglie con una deduzione per i membri della famiglia (es. figli e nonni a carico). La voce acquisti di beni e servizi della pubblica amministrazione esplosa negli ultimi cinque anni. Lo dicono chiaramente i dati ufficiali. Si potrebbe applicare a questa voce lo "zero-base-budgeting", evitando di pagare a pi di lista oppure facendo finta di fare tagli sui valori tendenziali futuri come si fatto fino a oggi. Si tratta quindi di procedere subito sulla strada timidamente iniziata sulla base del rapporto Bondi e, come detto dallo stesso commissario, andare subito al "redde rationem".

Si propone inoltre di rendere obbligatoria la prescrizione medica "per dosi" e non "per confezioni". La distribuzione dei farmaci dovr pertanto essere organizzata (come avviene negli Usa, in Inghilterra ed tanti altri paesi) attraverso confezioni monodose oppure maxiconfezioni per farmacia dalle quali il farmacista preleva di volta in volta le esatte dosi prescritte dal medico.  In Italia ci sono circa 21 milioni di famiglie e se ognuna butta via una volta l'anno "soltanto" 200 euro di scatole di medicinali aperte e non usate, questo determina uno spreco di circa 4,2 miliardi di euro all'anno. I risparmi che ne conseguirebbero non hanno niente a che vedere con la salute dei cittadini visto che le medicine vengono buttate e non utilizzate per le cure. Anche questi risparmi sono destinati al Fondo per la riduzione dell'Irpef alle famiglie.

Il secondo scambio politico riguarda le imprese e consiste nella trasformazione di tutti i fondi perduti in crediti di imposta. Si tratta qui di applicare subito i dati e le analisi noti da decenni ed emersi anche nel recente rapporto Giavazzi.

Questi due scambi politici vengono realizzati senza fare nemmeno un euro in pi di deficit pubblico, ma anzi creando le condizioni per contribuire al miglioramento della finanza pubblica attraverso un sostegno dei consumi, degli investimenti, della crescita e dell'occupazione. Al fine di assicurare, dunque, che gli sgravi fiscali previsti nelle due strategie di scambio politico siano completamente coperti sotto il profilo finanziario, vengono costituiti nel bilancio dello Stato due fondi (Fondo per le Famiglie e Fondo per le Imprese) nei quali confluiscono i risparmi realizzati attraverso il taglio della spesa per acquisti di beni e servizi e quelli realizzati tagliando i fondi perduti. Gli sgravi fiscali a favore delle famiglie e delle imprese saranno varati solo in corrispondenza di una equivalente copertura nell'ambito dei due Fondi, la cui consistenza viene annualmente accertata e certificata dal ministro dell'Economia e delle finanze.

Il quarto disegno di legge propone l'introduzione di un "conflitto di interessi" come concreta lotta all'evasione, e consiste nella possibilit data alle famiglie di dedurre dal reddito imponibile ai fini IRPEF, fino a un tetto massimo di 3.000 euro l'anno, le spese per la casa, la famiglia e la cura degli anziani.

Se queste proposte fossero gi oggi leggi dello Stato, il Presidente Mario Monti avrebbe potuto girare l'Europa con ancora pi forza e credibilit facendo dell'Italia la protagonista del risanamento finanziario, dell'equita sociale e della crescita economica in Europa. Inoltre,  il Presidente della BCE, Mario Draghi, avrebbe potuto dimostrare che le sue bombole d'ossigeno sono, oltre che necessarie per l'emergenza, utili ed efficaci per rilanciare il disegno degli Stati Uniti d'Europa, cio di un continente protagonista nel mondo della globalizzazione.

Di fronte a queste responsabilit collettive, le grandi forze politiche, invece di rafforzare Monti in Europa con riforme fatte in Italia e di usare bene e subito il coraggio di Mario Draghi, sembrano avvitarsi sulle tecnicalit di una riforma elettorale volta a garantire miopi interessi di bottega, rischiando cos di alimentare le derive di una protesta senza proposta.

E' positivo che alcune di queste proposte vengano oggi fatte proprie da importanti aree politiche come programmi per la prossima campagna elettorale, dopo averle respinte per anni dai banchi della maggioranza e della opposizione fino alla scorsa settimana.

Sarebbe per ben pi credibile ed utile che quelle stesse forze politiche sottoscrivessero ora e subito quei disegni di legge presentati al senato (magari anche migliorandoli) e quindi contribuissero a trasformarli in leggi dello Stato entro il prossimo settembre, dimostrando cos che non sono semplici bandierine mediatiche-elettorali.

Questa sarebbe la vera barriera contro le proteste senza proposte e soprattutto il binario maestro per portare l'Italia fuori dalla crisi ed evitare l'autunno forse pi caldo della nostra Repubblica.

 
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