Prandelli se ne deve andare
Postato da admin [03/07/2012 15:06]

L'amico Todesco, sociologo laureatosi a Trentoů.qualche anno fa, ci invia la nota sulla recente finale dell'Italia con la Spagna, finita rovinosamente per gli azzurri.

Si sa che ogni italiano si sente allenatore della squadra nazionale. In questo caso Todesco formula alcune opinioni di natura psico-sociologica giungendo a un giudizio estremamente lapidario sul povero Prandelli. Ci sarÓ qualche difensore d'ufficio del Mister?

 

Ho visto quasi tutti i commenti dei giornali sulla sconfitta italiana a Kiev .

Tutti alla fine cercano di addossare la responsabilta' al fatto che la squadra avversaria era la piu' forte.

Tutti a prendere le difese di Prandelli  manco fosse il simbolo intoccabile dell'Italia .Meglio dell'inno nazionale .

Ma che giornalismo e'?

Mi insospettisce  l'atteggiamento positivo anche quando non c'Ŕ ne bisogno ,la copertura di un Prandelli che sembra sia senza colpe ,difeso  a tutti i costi come se di mezzo ci fosse l'avvenire dell'Italia dimenticando che siamo di fronte al risultato pur negativo di una partita di calcio e non di piu'e quindi nessuna liberta' di critica .

In fondo e' sempre uno sport che non crea   il destino storico per i prossimi millenni.

E' vero comunque che quando si perde c'e' una squadra forte e una piu' debole ,ma non e' scritto nelle sacre scritture che  quella piu' debole deve essere quella italiana ,ma lo si diventa deboli nel tempo e in base al materiale umano a disposizione e anche ad aspetti tecnico- temporali .

 In un confronto, in realtÓ,  conta anche la psicologia e l'ambiente di lavoro e il capo: in questo caso c'Ŕ un nome e cognome che e' pagato per fare questo.

Da questo punto di vista bisogna puntare il dito sulle dichiarazioni di Prandelli prima della partita.

Questo suo parlare per mettere in ballo il suo futuro ,questo dire che dopo domenica vi svelero' quello che ho intenzione di fare sul mio futuro ,e' dal punto di vita psicologico un mettere un aspetto di insicurezza e di fragilita' a tutto l'ambiente che un capo prima che inizia la battaglia non fa mai .

Un capo dice : io saro' sempre con voi comunque vada .

E' vero poi che ci possono essere dei programmi personali ,ma questo semmai lo si dice alla fine della battaglia , ma mai prima .

Dire questo e' come uno che non vuole metterci dentro tutto se stesso  in maniera totale ,ma avere sempre la porta aperta per la fuga.

Prima dalla partita ho visto i due allenatori :

ebbene quello della Spagna era uno che aveva in pugno i propri giocatori ,era un uomo anche sportivo ma buono e un buon padre di famiglia senza peli sulla lingua alla bisogna .

Prandelli era solo un allenatore che  pensava a fare il risultato , col tic di andare sempre a bere quando i giocatori non facevano bene ,ma anche con scarsa convinzione .

Ecco allora i giocatori non fare un gruppo di insieme perche' se il capo pensa al suo futuro perche' gli altri non lo devono fare ? E ognuno alla fine  giocava per non apparire all'indomani come il colpevole, ognuno giocava per se'  e  in particolare l'attaccante che nelle settimane passate ha continuato a mugugnare perche nell'ambiente non si trovava  bene per via poi alla fine della pelle nera :ma cosa voleva che gli mettessimo i monumenti come per Garibaldi?

Quindi la responsabilitÓ' vanno elencate cosi:

e' vero che la stanchezza c'era

e' vero che l'organizzazione del gioco dell'Italia era  inferiore a quella avversaria

e' vero che l'Italia quando ha vinto ha vinto perche' era un squadra corsara e randagia

c'e' da aggiungere anche una minore capacita' di esperienza da parte dell'allenatore nei confronti dei mass media in generale .

Una squadra e' forte soprattutto nella gestione dei momenti difficili ,quando si perde e se riesce a tirarsi su .Noi non siamo riusciti a dimostrare nessuna reazione .Non siamo riusciti a  fare cambiare direzione alla storia. E anche qui c'Ŕ un nome e cognome .

Dopo una sconfitta il capo si dimette per onesta'di numeri .

Da Prandelli  abbiano sentito ancora un tentativo di addossare agli altri la responsabilitÓ ,un parlare al plurale e su temi sociologici generali, un Prandelli che diceva che non aveva messo in campo dei giocatori  per non fare del male a chi lo aveva portato li:uno scaricare sugli altri sul modello tipico italiano :sugli altri la colpa .

Ma che discorso criptato e'?

Un allenatore che e' pagato per portare alla vittoria una squadra alla fine dice che la colpa e' del fatto di non essere riuscito a cambiare per non fare del male ad altri al di fuori della squadra .

Ma che discorsi sono?

Perche'non fa i nomi e cognomi ?

Prandelli non deve fare il furbo e scansare le sue responsabilita' ,deve dire che la colpa e' sua e non tentare di sviare la direzione delle responsabilitÓ  sugli altri o su questioni esterne:mi  ha fatto pensare a Schettino.

Questo allenatore  si deve dimettere ,perche ' la responsabilitÓ' e'solo sua e basta .

Per onesta' di numeri e per il comportamento avuto prima e dopo la partita .

Se andiamo avanti cosi far 2 - 3 anni lo troveremmo ancora lý dopo la prossima sconfitta a parlare della colpa degli altri. Questa altra volta di chi?  

 Per questo motivo chiedo che  si dimetta per i numeri , per onesta' dopo  le sconfitte e per dichiarazioni fatte male e nel tempo e poco chiare .

 

Armando TODESCO

 

 

 

 

 

 

 
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