Gocce di verità
Postato da admin [04/06/2012 21:54]

Nei momenti più caldi delle calde atmosfere estive, di tanto in tanto una certa quantità di gocce di pioggia alleviano il disagio e ridanno forza e freschezza agli organismi ed alle capacità di riflessione dei cittadini.

E' quello che sta succedendo, positivamente, in questi giorni con dichiarazioni e valutazioni sino a questo momento inaspettate.

Tutti noi sappiamo (ma non molti nostri connazionali sanno) che, con una decisione dell'allora Ministro del Tesoro, Ciampi, la Banca d'Italia da soggetto terzo ed indipendente nell'agone politico ed istituzionale italiano, diventò un soggetto che fu venduto alle maggiori Banche italiane. L'operazione fu fatta con grande disinvoltura, come se fosse una decisione ovvia e rappresentò, allora, un importante pezzo del puzzle europeo per rafforzare la nascita e l'esistenza della Banca Comune Europea, in arte BCE.

In Italia, dunque (come in Germania, Francia, Spagna e tante altre nazioni europee) i controllati (Banche) divennero i proprietari del controllore (Banca d'Italia).

E' stata uno scroscio di gocce rasserenanti, aver letto  quanto ha affermato il nuovo Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, successore di Mario Draghi (che ha scalato i vertici della Bce).

"La pressione delle tasse è troppo alta per permettere all'economia italiana di crescere".

"Occorre trovare, oltre a più ampi recuperi di evasione fiscale, tagli di spesa che compensino il necessario ridimensionamento del peso fiscale"

"La risposta a questa crisi di gravità eccezionale, che è tornata a colpire la tenuta della moneta unica, non può che essere complessiva a livello europeo e non può che essere disegnata dalla politica e dai governi"

"Serve un cambio di passo per far fronte alla recessione e per sperare di riuscire a far partire una accettabile ripresa economica, allentando le tensioni sui mercati, riducendo la disoccupazione soprattutto giovanile e la crisi nei suoi aspetti più generali".

Visco ha difeso le Banche italiane dall'accusa di dare poco credito alle imprese, ma ha attaccato le stesse Banche per i ritardi nella revisione del modello organizzativo e per gli alti costi sopportati per mantenere in piedi cariche e poltrone.

"I primi 10 gruppi bancari italiani contano complessivamente 1.136 cariche, escludendo le società estere"

"Le banche debbono recuperare redditività e, quindi, debbono ridurre anche i costi del lavoro, non solo quelli relativi ai dipendenti, ma anche quelli degli amministratori e dell'alta dirigenza"

"Ma il timone per uscire dalla crisi è in Europa. La politica monetaria non può sanare tutti gli squilibri. Tocca ai Governi agire anche per orientare i mercati e fare proposte concrete, quali - ad esempio -  l'avvio di progetti comuni europei, cofinanziati dall'Europa, per promuovere la crescita economica; la costituzione di un fondo europeo per la risoluzione delle crisi bancarie e l'istituzione di meccanismi comuni di garanzia dei depositi"

"Infine, Ignazio Visco propone l'istituzione di un fondo dove trasferire i debiti sovrani che eccedano una data soglia, per esempio il 60%, da redimere gradualmente, in tempi e modi ben definiti (e qui un grande scroscio di gocce di acqua generatrice dovrebbe rinforzare le stanche membra di questo Paese).

Con questa proposta, il nostro "debito sovrano" scenderebbe al 60%, dando più forza al Paese.  Ma poiché le bacchette magiche, alla Mago Merlino, non sono ammesse in questi frangenti, occorrerà intervenire rapidamente sui tagli rapidi e forti, relativi ai 300 miliardi di euro che questo Governo ha annunciato di aver individuato.  Questo per tanti motivi, ma anche perché quel 60% di debito "congelato" dovrà essere comunque pagato "in tempi e modi ben definiti".

Poche parole, dunque, ma molta azione.                                                      

E speriamo che Ignazio Visco non ci disilluda nel futuro.

Marcello Di Tondo

 
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