E adesso tutti alla stanga
Postato da admin [22/05/2012 14:45]

 

Maggioranza bulgara di una minoranza di votanti per Leoluca Orlando (" il vecchio che ritorna") a Palermo; una maggioranza netta, anche se più contenuta quella di Doria a Genova e fortissima affermazione del candidato delle cinque stelle, Pizzarotti,  a Parma, per il quale, come nella nostra Mira sulla Riviera del Brenta, hanno votato anche molti elettori del centro-destra.

Per il resto: netta affermazione dei candidati del centro-sinistra e crollo della Lega che, in solitaria e dopo gli scandali del tesoriere e  di casa Bossi, esce massacrata dai ballottaggi.

Con un'astensione che sfiora il 50% del corpo elettorale, il centro-destra, tranne in alcuni comuni capoluogo (Trapani, Frosinone), esce battuto su tutta la linea.

Se il governo tecnico Monti ha segnato la crisi istituzionale della seconda repubblica, il risultato del voto delle amministrative segna la fine politica e partitica della stessa e nulla sarà più come prima.

Angelino Alfano da tempo propone un nuovo inizio per il centro-destra. Pierferdinando Casini chiude l'UDC per organizzare il partito della nazione. Speriamo che non cada nell'errore di un altro bolognese di nobile famiglia, quel Luigi Federzoni fondatore del Partito nazionalista triste prologo dell'avventura fascista successiva.

Noi, in un clima di forte affermazione del nuovismo, come già accadde nel 1993-94, restiamo con i piedi per terra, convinti come siamo che dal voto di ieri, se esce forte la richiesta del cambiamento, non viene meno, ma anzi si rafforza la certezza che senza o contro la politica, senza  o contro i partiti, non sopravvive la democrazia nel nostro Paese.

Ecco perché contestiamo le posizioni di coloro che, alla Crosetto, dopo questo voto, scimmiottando lo scatenato Orlando Cascio, reclamano l'immediata crisi di governo.

Guai se i moderati, palesemente e scientemente sconfitti dal voto di Maggio, finissero col pensare che i loro mali dipenderebbero dal governo dei tecnici.

E' una lunga storia, durata molto e gestita peggio, che si è conclusa e adesso si dovrà ripartire garantendo, innanzi tutto, continuità al governo in una fase delicatissima per gli equilibri politici, economici e finanziari dell'Occidente, dell'Europa e dell'Italia.

Abbiamo raccolto l'appello del card Bagnasco all'assemblea plenaria della CEI lanciato ieri secondo cui:" La crisi italiana è molto profonda e soltanto il cattolicesimo può fornire al Paese una risposta adeguata".

Così come condividiamo la sua analisi per la quale: " In una situazione di difficoltà come quella attuale, il Paese deve evitare "ricette minimali" o "precipitose". Un ciclo economico e sociale si è "definitivamente interrotto" ed il nuovo sarà "comunque diverso".

E non a caso nella seconda parte della sua prolusione il card Bagnasco  ha esortato ad un "risveglio della speranza".

Ed è proprio per offrire la speranza alle nuove generazioni di italiani, delusi e frustrati da una situazione occupazionale gravissima, che intendiamo ripartire dai valori fondanti dell'esperienza storica dei democratici cristiani per consegnare loro il testimone della migliore tradizione della DC.

Il nostro primo appello è all'unità di tutti i democratici cristiani per concorrere a costruire insieme con le altre componenti di ispirazione liberale e socialista riformista, un vasto rassemblement popolare capace di affrontare e risolvere i problemi dell'Italia.

E ci rivolgiamo a tutti i movimenti, le associazioni, i gruppi e circoli culturali che a diverso titolo si rifanno all'esperienza storico politica di Sturzo, De Gasperi, Fanfani, Moro, Marcora, Rumor, Bisaglia e Donat Cattin; ai grandi organismi associativi che stanno preparando Todi 2, per dire loro: cari amici superiamo la diaspora che ci ha divisi nella lunga improduttiva  stagione  della cosiddetta "seconda repubblica";  uniamo le nostre forze nel partito mai chiuso della DC e non illudiamoci, nè induciamo altri nell'illusione di chissà quali nuovi organismi partitici tutti da inventare. Guai, d'altra parte, se ci richiudessimo nella rassegnazione impotente o nella nostalgia delle memorie.

Rinnoviamo insieme programma, organizzazione e classe dirigente della DC, nella convinzione che il partito, come seppe far uscire l'Italia dalla grave crisi post bellica, garantendo al Paese oltre quarant'anni di pace e prosperità, saprà ancora una volta essere una delle componenti essenziali per la rinascita del Paese.

Ettore Bonalberti- Direzione nazionale della DC

Venezia, 22 Maggio 2012

 
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