LA NOTIZIA DEL GIORNO
Postato da admin [21/05/2012 23:40]


TESTIMONIANZE:

Tra globale e locale: prima il terremoto

Si attendevano i risultati del summit del G8 a Camp David e in diretta era arrivata Sabato la tragica notizia dell' efferato attentato all'istituto professionale di Brindisi.

Ci stavamo preparando ai ballottaggi delle amministrative, quando alle 4,04 di domenica una scossa di terremoto ci ha svegliati in un letto che sussultava come fossimo in barca. Accesa la luce il lampadario oscillava come mai visto prima. La stessa sensazione vissuta molti anni fa in strada a Rovigo al tempo del terremoto del Friuli.

Da quel momento un solo pensiero: che fare?

Mettersi al riparo sotto il letto? I letti di oggi,  però, non sono più quelli alti di  ferro battuto della nostra infanzia. Ripasso a memoria i  fondamentali di protezione civile per alcuni anni utilizzati alla guida della direzione delle opere pubbliche e protezione civile di Regione Lombardia, ma, alla fine concludo che l'unica cosa da fare è sperare nella Provvidenza.

Ultimata la scossa che sembrava non avere termine, schiavi ormai del sistema mediatico in tempo reale, cerchiamo di capirne di più.

Mia moglie apre la TV e  raccoglie le  prime informazioni: terremoto di magnitudo 5,6 a 34 Km a Nord di Bologna.

Non faccio fatica a comprendere che deve trattarsi dell'area tra Ferrara-Rovigo-Mantova e Modena.

Il mio pensiero a quel punto si concentra sul Polesine e sul mio amato paesello sulla riva sinistra del Po: Ficarolo.

Non passano molti minuti che giunge la notizia del primo morto a Bondeno, il paese sulla sponda ferrarese dirimpettaio all'antico Vico Ariolo. Non sto nella pelle e cerco di capire cosa possa essere successo ai simboli stessi della mia antica comunità: la bella Chiesa parrocchiale del XVIII secolo e il campanile pendente alto 75 mt.  orgoglio di tutti i ficarolesi nel mondo.

Aspetto un'ora discreta per chiamare qualche amico e parente, con mia moglie che mi diffida di farlo prima delle 8. Alle 7,30, però,  non resisto e chiamo prima mia cugina a Gaiba e poi l'amico Gianni Tessari a Ficarolo, Ferraccioli a Bergantino e il mio vecchio compagno di  banco all'istituto di Ferrara, Gianni Bertazza,  per avere notizie in presa diretta.

Ahimè quanto temevo è accaduto: scoperchiata la cupola dell'abside della chiesa parrocchiale e fortemente lesionato il campanile. E' pronta un'ordinanza del sindaco di evacuazione di tutte le famiglie che abitano nelle case su cui potrebbe cadere l'alta torre campanaria.

Sento un colpo al cuore e trattengo a fatica le lacrime. Tanti, troppi "amarcord" si accavallano nella mia mente legati a  una vita, metà della quale l'ho vissuta in quel paese….

In quella Chiesa ho ricevuto la prima comunione e la cresima ; dall'età di quattro anni e sino all'adolescenza ho servito la Messa ( ho una foto dell'ingresso in parrocchia di Mons Emilio Cecchettin nel 1949, in cui compaio piccolo piccolo vestito da chierichetto con la navicella). 

Lì  sono stati battezzati e cresimati i miei figli e  in quelle scuole elementari anno imparato a leggere e a scrivere.

Pensare che adesso la Chiesa è inagibile, così come a Gaiba e a Bergantino le cerimonie  delle prime comunioni fissate per oggi  dovranno essere celebrate prudenzialmente sul sagrato della Chiesa e, comunque, al di fuori della casa del Signore, mi procura una tristezza profonda, alleviata solo dalle notizie che non si sono verificate vittime tra le persone.

Non penso più al globale, al G8, alle elezioni, alla politica……. Conta solo il locale e il terrore che, data la situazione complessiva economico e finanziaria in cui versa il Paese, e dopo le esperienze dell'Aquila, prima di tornare  alla normalità chissà quanto tempo dovrà passare. Conosco, tuttavia, la mia gente del Polesine e so di quanti sacrifici sia stata capace nella sua lunga storia fatta anche di tragedie e sofferenze indicibili.

Con l'aiuto del Signore supereremo anche questa. E, intanto, mano ai portafogli e diamoci  da fare tutti per la ricostruzione delle case, dei campanili e delle Chiese senza delle quali la nostra stessa vita non avrebbe molto senso.

Ettore Bonalberti

Venezia, 20 Maggio 2012

 

 


 
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