Dalla parte della povera gente
Postato da admin [05/05/2012 14:47]

A urne non ancora aperte per le elezioni amministrative che interesseranno oltre 7 milioni di elettori, in una fase delicatissima della vita sociale, economica e finanziaria del Paese e alla vigilia di una direzione nazionale della DC e del consiglio nazionale programmato per il prossimo 1 Giugno, propongo alcuni motivi di riflessione che mi auguro possano suscitare un fecondo dibattito.

Impegnarci, come abbiamo deciso di fare,  al ruolo di traghettatori dei valori e della storia democratico cristiana al prossimo legittimo XIX congresso, per consegnare ad una nuova generazione il testimone politico della Democrazia Cristiana, ha un senso solo se sapremo ricollegare l'attuale nostra esperienza a quella che ispirò i nostri padri fondatori, aggiornandola alle condizioni attuali dello scenario politico interno e internazionale.

La situazione economica e sociale dell'Italia, pur non essendo oggi paragonabile a quella che ereditarono Alcide De Gasperi e gli uomini della prima e seconda generazione democratico cristiana, contiene l'aggravante di un deficit di credibilità politica e partitica evidenziata esemplarmente dal governo dei tecnici, sospensivo del normale funzionamento della democrazia rappresentativa.

 Assistiamo alla realtà di partiti allo sbando e gravati da scandali senza giustificazione alcuna; istituzioni al collasso appesantite da pletoriche dirigenze strapagate a fronte della maggioranza degli italiani sempre più riconducibile a quella "povera gente" di lapiriana memoria. Una maggioranza  che non può più tollerare l'enormità degli sprechi, delle sperequazioni distributive e dei disservizi che caratterizzano la quotidianità di ciascuno.

Difficile adeguarsi al versamento di un'imposta odiosa come l'IMU, in presenza di  un governo guidato da un presidente incaricato senza mandato popolare e da consulenti dell'ultima ora sempre più urticanti alla sensibilità della gente, memore dei loro curricula e degli straordinari privilegi di cui godono.

Insomma siamo ad una condizione di anomia politica e sociale, di totale distonia tra palazzo e società civile al limite della sopportabilità e foriera di un ribellismo sociale senza controlli.

Non possiamo, allora, che ritornare agli esempi della moralità dei De Gasperi, Gonella, Dossetti, La Pira e Fanfani e progettare politiche dalla parte della povera gente.

Passare dalla disperazione alla speranza significa battersi per:

  • proporre l'elezione di un'assemblea costituente con metodo proporzionale per una profonda revisione della Costituzione, accompagnata da un governo di larghe intese senza il quale ogni possibilità di riforme incisive sarebbe preclusa dai reciproci veti, quelli che hanno caratterizzato l'improduttiva e fallimentare seconda repubblica;
  • annullare i  rimborsi pubblici  ai partiti  che dovranno essere sostenuti solo dai militanti ed elettori  (v.la proposta del prof Capaldo) e riformati secondo quanto prescritto dall'art.49 della Costituzione  sulla base di "uno statuto pubblico dei partiti" che regoli e garantisca la vita democratica delle forze politiche sulla scia dei progetti di legge presentati in illo tempore da Turati e da Sturzo;
  • ridurre  gli sprechi nella P.A.;
  • eliminare le  Provincie, accorpare i Comuni e riformare le Regioni da ridurre  a 5-6 macroregioni secondo l'antico disegno del prof Miglio;
  • ridurre le società con partecipazione comunale;
  • ridurre drasticamente le auto blu per i servizi strettamente indispensabili;
  • ridurre sensibilmente i  privilegi delle  Presidenza della  Repubblica,  della  Camera e del Senato;
  • effettuare il dimezzamento dei parlamentari e il superamento del bicameralismo attuale con la creazione del Senato delle regioni;
  • sostenere le famiglie garantendo agevolazioni fiscali in base al numero dei figli  secondo politiche di bilancio incentrate sul "quoziente famigliare";
  • sostenere  le p.m.i. per  partecipare a  consorzi per l' innovazione (tecnologica, organizzativa);
  • incentivare la meritocrazia nei giovani che studiano ed entrano nel mondo del lavoro;
  • eliminare l' IMU bis e tornare a un'imposta sui fabbricati di competenza esclusiva dei comuni;
  • avviare programmi di mobilità nella PA: spostare personale in eccesso in altre sedi dove c'e carenza;
  • applicare norme sulla corruzione dei burocrati  PA con licenziamento;
  • attuare riforma del lavoro e nuovo welfare;
  • eliminare enti inutili dopo 50 anni di improduttive e inefficaci  discussioni;
  • eliminare lacci e lacciuoli nella PA;
  • attuare metodo costi standard nella sanità;
  • non elargire più somme a pioggia alle industrie senza obiettivi;
  • eliminare finanziamenti a editoria fasulla di politici e giornali;
  • privatizzare la Televisione ormai mostro di tanti elefanti e privilegiati pagati e inutili;
  • favorire libertà di educazione;
  • difendere il principio della vita umana dalla nascita alla morte;

Se la DC riuscirà a rendersi interprete di tali esigenze e sostenitrice convinta di questi programmi potrà tornare a rappresentare il partito del popolo italiano capace di interpretare i bisogni della povera gente.

 

Ettore Bonalberti- Direzione nazionale DC

Venezia, 5 maggio 2012

 

 

 
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Postato da [05/05/2012 14:47]
Caro Ettore , non possono che essere d'accordo con te sui temi che tu tocchi. Certo che i nostri padri della DC ,con la corruzione di oggi ,ci sembrano ogni giorno di piu' dei santi da mettere davanti per ricordargli ,per esempio quando mettevano di tasca loro anche il costo dei bolli per gli auguri di Natale . Ciao e sono sempre vicino a te e alla tua azione . Armando
 
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