Monti e i suoi provvedimenti dove ci porteranno ?
Postato da admin [25/04/2012 23:48]

La gente avverte in maniera pesante il peso dei provvedimenti del Governo Monti sia per quanto riguarda il carico fiscale sia per quanto riguarda il lavoro. Le semplificazioni e le liberalizzazioni, che dovevano essere un significativo contributo alla riforma strutturale del Paese e alla crescita economica, si sono rivelate poco significative e con impercettibili effetti di crescita. Eppure il Governo Monti è composto da tecnici di alto profilo professionale, con esperienze non solo universitarie, ma in aziende, banche e organizzazioni europee e mondiali. Con una squadra del genere l'Italia non dovrebbe avere problemi (almeno così ci viene da pensare), ma come in tutti gli organismi pubblici e privati quello che conta sono le scelte che vengono attuate e il momento in cui vengono applicate.

Il Governo Monti nasce e opera in un periodo di crisi economica e di  recessione, il che significa che la percentuale di PIL rispetto all'anno precedente è negativa. Il carico fiscale attuato e futuro sia nelle imposte indirette che in quelle dirette ha provocato una diminuzione dei consumi, un aumento delle utenze, delle tariffe pubbliche e della disoccupazione e quindi una diminuzione della produzione industriale. Non va dimenticato che l'Italia, a differenza di altri Paesi, ha un debito pubblico elevatissimo (circa il123,4% del PIL nel 2012), ciò comporta che gran parte delle entrate correnti servono a coprire gli interessi passivi che lo Stato deve pagare per i prestiti che ha contratto, attraverso l'emissione dei titoli di Stato (BOT, CCT ecc.). Inoltre, il Parlamento, sulla base delle disposizioni europee, ha legiferato sul deficit o meglio sul pareggio di bilancio. Risultato certo non secondario, ma molto rigido in quanto le entrate correnti devono prima di tutto essere utilizzate per la spesa corrente e non per lo sviluppo, pena il non raggiungimento del pareggio di bilancio.

A questo punto viviamo in una fase recessiva, abbiamo un debito pubblico elevatissimo e dobbiamo rispettare un principio costituzionale di pareggio di bilancio, ma per superare la crisi economica dobbiamo crescere.

La ricetta di Monti, nonostante quello che giornalmente afferma, porta ad ulteriore recessione e non aiuta la crescita.

Non sarebbe stato meglio intervenire prima di tutto sul debito pubblico (a casa mia dicono 'i debiti produco debiti'), con la vendita dei beni immobili e mobili dello Stato, portandolo alla media degli Stati europei (99,9% del PIL)? In questa maniera, parte delle entrate correnti, che oggi vengono impegnate per interessi passivi, potrebbero essere utilizzate per lo sviluppo del Paese e, contestualmente, si potrebbe anche rivedere la politica fiscale. Probabilmente il carico fiscale, in prima battuta, non verrebbe diminuito, ma certamente avrebbe una più equa ripartizione fra i contribuenti, che è quello che oggi non si riscontra.         

A questo punto se il Governo Monti non affronterà il tema della crescita con una contestuale diminuzione della spesa pubblica, non andremo molto lontani e quasi certamente la situazione socio-economica si aggraverà provocando degli effetti molto negativi per il Paese, specialmente da un punto di vista sociale.

Ciò è anche dovuto al fatto che in questo momento mancano dei partiti politici credibili, colonne portanti per una politica di sviluppo equilibrata.      

 

Giorgio Zabeo - Presidente dei circoli Veneti - Associazione Insieme

 
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