Stop al finanziamento esagerato ai Partiti
Postato da admin [14/04/2012 18:26]

"La pancia dei partiti politici cresce mentre la gente muore di fame"
Una questione, quella del finanziamento pubblico ai partiti politici, che richiede serietà e urgenza in un periodo di crisi nera come questo. Bisogna dar voce ai tanti che protestano sottovoce
Non è moralmente possibile più stare zitti. Decine di migliaia di persone del mondo dell'associazionismo, del volontariato, elemosinano aiuti per gli interventi, mentre i partiti italiani incassano il triplo delle spese sostenute e l'Europa boccia il sistema dei rimborsi. Eppure i partiti sono delle associazioni, e allora perché non vivono con i sistemi del volontariato?
Bisogna riflettere, soprattutto alla luce dell'ultimo terremoto che si è abbattuto su Bossi e la Lega, senza dimenticare i milioni di euro di contributi pubblici che sono stati dissipati dalla Margherita di Rutelli e della Bindi e il caso di Penati del PD di Bersani
Proponiamo una forma di finanziamento attraverso il meccanismo del 5 per mille che consentirebbe di abolire i finanziamenti pubblici ai partiti, che potrebbero così essere utilizzati per altri servizi. 
Si tratta di adottare un modello all'americana, in cui i sostenitori contribuiscono direttamente alla vita dei partiti politici con le loro donazioni volontarie. Un'inversione di rotta, quindi, rispetto al sistema dei rimborsi fuori controllo - nelle regionali del 2010 le liste hanno ricevuto rimborsi pari al 1900% della spesa - e un modo per riallacciare un rapporto tra politica e cittadinanza che si può eufemisticamente definire logoro. 
Si chiedono grandi sacrifici alla gente, ai poveri, agli operai, ai lavoratori che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, a coloro che perdono il lavoro e per finere alle strumentali forme dei sistemi finanziari che tengono l'economia quasi bloccata. Il malessere è grande, le povertà aumentano ma i partiti, i soldi li vogliono tutti, ogni anno, pur avendo bilanci sempre in attivo. Le associazioni ogni anno devono andare alla ricerca del 5 per mille per poter mandare avanti le attività sociali e caritatevoli  e allora che facciano sacrifici anche loro. Si sono messi d'accordo sui controlli dei bilanci, dicono di aver fatto norme più severe, ma non è questo il problema. L'Europa scrive a Roma e boccia il sistema dei rimborsi perché i partiti incassano il triplo delle spese sostenute, visto che in Italia l'erogazione dei fondi è legata al numero di voti ottenuti e non alle spese realmente sostenute. E' questo un paradosso inaccettabile, la situazione ormai è compromessa, e una riforma delle modalità di finanziamento ai partiti non è più rinviabile, è una rivoluzione necessaria per il bene delle famiglie italiane che non possono più sopportare ulteriori sacrifici e prese in giro così vistose,ma ignorate, da chi rappresenta le Istituzioni.
Antonino Giannone 
Vice Presidente di ALEF (Associazione dei Liberi e Forti)

 
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Postato da [14/04/2012 18:26]

 
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