Precarietà e delocalizzazione della politica
Postato da admin [22/02/2012 22:25]

Il dramma per la politica moderna è che i futuri governi nazionali saranno destinati ad essere sempre più tecnici, in quanto gli esecutivi nazionali sono doppioni impotenti dell'unico governo politico importante e che conta in Europa ed è rappresentato dalle istituzioni europee.

 

Da ciò deriva che occorre sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica affinché essa dia alle prossime elezioni europee la giusta considerazione.

 

E' da chiedersi se è finita l'epoca dei politici lanciati in carriere simili alle comete per la loro durata e spessore o se è iniziata l'era delle persone competenti e disposte ad impegnarsi e sacrificarsi, poiché la politica è dura e comporta l'assenza di una vita familiare normale, che non si può sanare con una reperibilità nei dibattiti televisivi e radiofonici.

 

Molto spesso nei dibattiti emerge il seguente quesito: la globalizzazione è un bene, o è un male? Ed ogni volta mi chiedo quale superficiale meditazione abbia permesso di consentire domande di tale natura.

 

L'economia è sempre stata globalizzata, solo che è a differenza del passato non era consentita la delocalizzazione, ma vi era la colonizzazione finalizzata non allo sviluppo dei territori conquistati, ma allo sfruttamento al fine del miglioramento delle condizioni di vita dei paesi colonizzatori.

 

Oggi la delocalizzazione provoca l'effetto inverso, ed a differenza della colonizzazione non è un fenomeno condannabile ed è destinato a svilupparsi sempre più.

 

Sarebbe opportuno però sfruttare questa situazione istituendo una tassa sulla delocalizzazione con effetto retroattivo, prevedendo un sistema di recupero diversificato ed equo, e contestualmente ridurre le accise e le tasse sui carburanti, che oggi hanno raggiunto un prezzo che influenza le prospettiva di crescita economica.

 

Questa tassa compenserebbe il minor sviluppo subito dai paesi delocalizzanti.

 

La globalizzazione può permettere di avere un interscambio di politici, potremmo chiedere a politici stranieri di governare l'Italia e viceversa potremmo collocare nostri politici a governare altri stati europei, in modo che vi sia sempre più un livellamento delle abitudini delle popolazioni finalizzata alla costituzione dello stato federale europeo: gli Stati Uniti di Europa.

 

Antonio Asquino

 

 
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