"Pela la gaza senza farla zigar" (spenna la gazza senza farla piangere)
Postato da admin [01/01/2012 10:35]

Recita così un proverbio della mia cara vecchia Ferrara. Un detto contadino che ricalca il più celebre motto del grande Jean Baptiste Colbert, ministro delle finanze di Re Luigi XIV, secondo cui: " L'arte della tassazione consiste nello spennare l'oca in modo da ottenere il massimo delle penne con il minimo di proteste".

 

Altra conoscenza sapienziale e altro gigante rispetto agli illustri accademici bocconiani del governo Monti, più vicini al modello dello sceriffo di Sherwood  che a quello dell'eroico Robin Hood.

 

Si toglie ai poveri e non si toccano veramente i ricchi e con i rincari che scattano da oggi, cambia e di molto la qualità di vita della maggioranza degli italiani, spennati, salvo i soliti evasori, sino al limite del pianto.

 

Rituale il discorso di fine anno del presidente Napolitano, con l'adesione pressoché unanime di tutti gli impotenti partiti che ne hanno permessa l'innovativa discutibile soluzione di governo, mentre appare sempre più confusa e contraddittoria la situazione creatasi  nell' Ottobre scorso dopo un non smentito colloquio con la BundesKanzlerin  Angela Merkel.

 

Se fosse vero ciò che il Wall Stret Journal ha scritto, prontamente smentito dal Quirinale, ciò che è accaduto e accade in Europa sarebbe non solo al di fuori di ciò che gli Stati europei si sono reciprocamente impegnati  a rispettare tra di loro, dal Trattato di Roma in poi, ma aprirebbe uno scenario inquietante sotto il profilo costituzionale e negli stessi rapporti internazionali dell'Italia.

 

 

Mario Monti, autore del trilemma: rigore, crescita, equità, dopo il decreto "salva Italia" di lacrime e sangue, ha solo annunciato i capitoli del prossimo decreto"cresci Italia".

 

Dopo un consiglio dei ministri durato oltre tre ore, rinviata la comunicazione nella  lunga conferenza stampa di fine anno  nella quale, oltre ai professorali riferimenti in inglese e all'esposizione di un grafico per dimostrare che lo spread oltre la soglia dei 500 punti, mostro nel periodo del governo del Cavaliere, non è poi così cattivo come sin qui è stato rappresentato, il presidente Monti  nulla ha saputo o voluto dire nel merito di quegli annunciati provvedimenti.

 

Nonostante tutto l'impegno che il duo Napolitano-Monti ci sta mettendo, stavolta, davvero, la situazione, comunque la si voglia giudicare, è grave e molto seria e , scontati gli auguri per l'anno nuovo, pochi italiani sono propensi a pensieri positivi per il prossimo futuro. Più di tutti i giovani, con sempre meno speranze per il lavoro incerto  e precario, e con prospettive di una vecchiaia quanto mai insicura.

 

Eppure è tempo di esercitare al massimo, gramscianamente, con il pessimismo della ragione, l'ottimismo della volontà.

E lo dovranno esercitare soprattutto le due più importanti forze politiche, Pdl e PD, con il terzo Polo ancora alla ricerca di una propria identità, e una Lega portata all'esasperazione polemica e minacciosa, per imboccare l'unica strada capace di portarci a una discontinuità costituzionale di cui andiamo scrivendo da molti mesi: l'accordo per indire con metodo proporzionale un'assemblea costituente attraverso la quale definire un nuovo patto costituzionale, assumendosi al più presto l'onore e l'onere di guidare il Paese non con un sostituto d'imposta, come il governo Monti, ma con piena responsabilità nell'interesse nazionale, ciascuno portatore dei propri interessi e dei rispettivi valori.

 

Ettore Bonalberti, Presidente ALEF (Associazione Liberi e Forti) coordinatore per il Nord Italia di FEDELEF verso il PPE

Venezia, 1 Gennaio 2012

 

 

 

 

 

 

 
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Postato da [01/01/2012 10:35]
Rif. nota del 1 Gennaio 2012: “Pela la gaza senza farla zigar” Vi è una sofferenza sociale diffusa, palpabile, ma politicamente orfana. Può diventare dirompente nelle mani sbagliate. Vi è “l’esasperazione polemica e minacciosa” della Lega che va raccolta, sgrezzata e concentrata su azioni politiche ben precise: indipendenza nazionale (politica e monetaria) ed economia d’assalto. - Perché una buona parte del nostro debito pubblico non lo scarichiamo sulla Francia (e sui suoi complici), a (parziale) indennizzo dei danni causatici con la guerra di Libia? L’Eretico 3 Gennaio 2012
 
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