Una gabbia di matti
Postato da admin [08/07/2011 22:11]

Così sembra ridotta l'Italia alla vigilia di scelte, come quelle sul decreto per la sistemazione dei conti pubblici, con comportamenti assurdi al limite della schizofrenia politica.

Un ministro esperto giuridico, superdotato  di un ego  irraggiungibile, che dà del "cretino" sulla spiegazione dei conti a un collega ipersensibile e riconosciuto esperto in materie economico-finanziarie.

Lo stesso solito ministro superdotato che dà del furbetto al Presidente del consiglio, al quale non gli resta che replicargli di stare,piuttosto,  "attento ai cretini consulenti suoi".

Un decreto che sul caso del lodo Mondadori sembra non avere né padri e né madri, ma che, intanto, per il modo e i tempi in cui è stato redatto serve a creare ulteriore discredito al Cavaliere e ai fantaccini sui.

E, su tutti, incombe la spada di Damocle di una parte rilevante della Magistratura militante che, da diciassette anni ha assunto Berlusconi quale oggetto privilegiato delle proprie attenzioni, e che, refrattaria a ogni pur timida modifica dei privilegi e delle comodità acquisite, si mette di traverso a ogni minima riforma da qualunque parte politica avanzata.

Una classe dirigente oramai priva di ogni affidabilità agli occhi di un elettorato stanco e sfiduciato che sembra fatta da un gruppo di squallidi smemorati o parenti stretti delle tre scimmiette.

Da D'Alema a Fini, da Scaiola e adesso a Tremonti, la casa sembra essere il tallone d'Achille di questi apparentemente fieri combattenti che, come tutti gli italianuzzi, tengono pure loro famiglia e quando si tratta di lucrare qualche benefit, oltre a quelli già pesantissimi garantiti loro da una legislazione pro politici tra le più vergognose al mondo, non si tirano certo indietro.

Fosse possibile un'alternativa il governo sarebbe già defunto.

Ma cosa volete, al Cavaliere, allo stato degli atti, subentrerebbero Bersani, Vendola e Di Pietro, tre personaggi che non godono certo dei favori e del consenso della maggioranza degli italiani.

Il Cavaliere, si vede anche dalla sua faccia sempre più tirata e meno disponibile al sorriso, alla vigilia di una stangata economica insensata e volta a favorire l'eterno rivale assai poco commendevole nella storia d'Italia, dichiara la sua stanchezza e di essere pronto a ritirarsi. Se non ora, certamente non ricandidandosi nel 2013, dove ha in serbo le due carte di riserva: Alfano alla presidenza del consiglio e Gianni Letta a quella della Repubblica.

Un bingo che non è mai riuscito nemmeno alla DC dei tempi migliori. Auguri!

Noi continuiamo a pensare che senza una profonda rigenerazione culturale e morale prima ancora che politica, nubi oscure si presentano all'orizzonte.

E' tempo che la cultura cattolica batta un colpo e attorno ai principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa avvenga il fatto nuovo della costruzione di un partito autenticamente democratico, sezione italiana del PPE.

Un partito aperto all'adesione di quanti sono interessati a mettere insieme le culture riformistiche cattolica, liberale, socialista e nazionale con regole democratiche di partecipazione e di selezione della classe dirigente.

E, intanto, auguriamoci che il Parlamento possa procedere a quegli aggiustamenti strutturali di una manovra che, sino a oggi, ha suscitato solo forti critiche e preparato dosi massicce di ingiustizia sociale.

Sarebbe ora che il signore troppo intelligente e avvezzo a considerare gli altri come poveri stupidi, scendesse dal suo olimpo dorato e ascoltasse la voce dei suoi colleghi.

Ne conoscevamo un altro al tempo della Prima Repubblica che sosteneva che erano sempre gli altri che non avevano capito, e mai una volta che avesse avuto l'umiltà di affermare che, forse, non si era spiegato.

Anche lui, come adesso molti esponenti ostili al Cavaliere, era portato in palma di mano da Scalfari, La Repubblica e i soliti salotti dei poteri forti. Era un irpino, "filosofo della Magna Grecia", che ebbe la sfortuna di accompagnare miseramente la fine della DC e con essa  della Prima Repubblica.

Osiamo sperare che il professore della Valtellina sappia ravvedersi in tempo e di rimettersi a praticare il gioco di squadra, fuori del quale, c'é solo una sicura "ruina" per tutti.

Don Chisciotte- Venezia, 8 Luglio 2011

 
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Postato da [08/07/2011 22:11]
Caro Savino che sia la squadra a non funzionare lo so bene da quel dì che all'interno del Pdl e ancor prima nel Polo delle libertà, non si riuscì a costituire una forte componente di ispirazione cattolica e democratico cristiana. Darsi una mossa oggi è l'invito da rivolgere a tutti coloro che sentono forte la necessità di riorganizzare la presenza politica di cattolici ispirati ai valori del popolarismo sturziano e degasperiano declinati secondo gli orientamenti pastorali della caritas in veritate. Contenitore naturale, stante questo sistema elettorale, e anche con quello a me sempre caro e difeso della proporzionale alla tedesca ( sbarramento al 4-5 % e sfiducia costruttiva), sarà la sezione italiana del PPE. E' un ritornello che canto dal 2001, dieci anni di attraversata solitaria e donchisciottesca nel deserto dove ne sono successe di tutti i colori e da parte di molti di coloro che consideravo i miei campioni. Ora qualcosa si sta per muovere e non coglierla sarebbe da colpevoli ciechi.... Un abbraccio. Ettore Bonalberti
 
Postato da [08/07/2011 22:11]
Non ti viene il dubbio che sia la squadra che non funziona, e che serve qualche cosa d'altro. La rivoluzione morale non puo' nascere da chi ha predicato l'edonismo e da coloro che , direttamente o indirettamente l'ha sostenuto. Molti cattolici o dchiarati tali e' ora che la smettano di battere il "mea culpa" sul petto degli agli altri, si diano una mossa. Buona Notte. Savino Pezzotta
 
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