Scene di vita pakistana:una storia come tante
Postato da admin [04/12/2008 17:08]


In una assolata ma fredda mattina dello scorso novembre Mrs Malik, una robusta signora di mezza età di origine indiana trapiantata ad Islamabad, guardava tra il perplesso ed il preoccupato il giardino vuoto della sua scuola.

Come ogni mattina si era presentata all'entrata del piccolo edificio che fungeva da scuola materna, internazionale- aveva aggiunto nel bigliettino da visita, per attirare così le innumerevoli famiglie di espatriati che popolavano la capitale- ed aveva accolto l'arrivo dei bimbi: ormai erano quasi tutti pachistani quelli che arrivavano, gli altri,  i figli degli stranieri, si potevano contare sulle dita. Arrivavano tutti alla spicciolata, accompagnati dai drivers o direttamente dai genitori, e il guardiano della scuola, con il fucile spianato, aveva l'espresso ordine di far evitare qualsiasi assembramento.

 L'ultimo attacco terrorista, all'hotel Marriot di Islamabad dello scorso settembre, aveva inizialmente fatto alzare il livello di allerta e, poi, spinto molte ONG ad evacuare le famiglie dei propri lavoratori, così che la cittá ora guardava il vuoto lasciato da questi ed anche la scuola, di conseguenza, ne risentiva.

 E' vero che negli ultimi tempi la sicurezza era diventata la priorità numero uno per la scuola e, grazie ai suoi buoni contatti con le autorità, Mrs. Malik era sempre riuscita a prevedere ed a evitare incidenti. Ma ora? La situazione era fuori dalla sua portata e doveva arrendersi all'evidenza.

Non era la sola a doversi  adattare alle nuove circostanze. Islamabad è una città dove la presenza straniera fa la fortuna dell'economia locale. Per gli espatriati vi sono alloggi e bazaar speciali, ristoranti e luoghi di intrattenimento e le fortune alterne di queste economie si adeguano allo stato di sicurezza del territorio in cui sorgono.

Il Pakistan è un posto "speciale" e lo straniero lo sa. Lo avverte non appena messo piede nel Paese. E' una missione temuta e ambita allo stesso tempo, insidiosa ed affascinante proprio per il "pericolo" che nasconde e per le sfide che comporta.

La realtà spesso si mescola e si sovrappone alla storia, alla letteratura, ai pregiudizi. Tutto è vero e tutto è falso. E'una questione di percezioni, ma anche di fatti reali.

E sempre più reali e pericolosamente vicini sono stati i sanguinosi attacchi di volta in volta perpetrati da gruppi terroristi contro le istituzioni ed i loro rappresentanti, contro le organizzazioni anche straniere che operano sul territorio.

Gli evidenti insuccessi delle azioni del governo nel frenare l'onda terrorista che pervade il Paese hanno fatto sì che la crescita democratica delle istituzioni abbia subito di volta in volta un arresto. Ed i tentativi di ripresa si scontrano con evidenti incapacità di creare nuovi assetti politici e coalizioni che ne garantiscano la realizzazione.

L'instabilità così provocata  ha forti ripercussioni sul tessuto sociale del Paese.  L'incertezza economica, unita alla sfiducia, induce spesso alla fuga ed è facile comprendere come in questo contesto abbiano buon gioco quei movimenti religiosi che contano sullo smarrimento  di coloro che non vedono  sbocchi professionali immediati e/o che non possono permettersi una fuga all'estero.

 In questo clima così fortemente appesantito dai movimenti inibitori delle forze  militari e da quelle religiose anche l'economia stenta a decollare.

Lo sanno gli operatori economici locali, lo sa chi, giovane e con un diploma in mano, tenta un inserimento nel mondo del lavoro, che offre  al massimo un lavoro manuale, quando va bene. Lo sanno le donne che,  nonostante abbiano avuto accesso ad un buon livello di educazione, vedono spesso il loro futuro sbiadirsi entro le mura domestiche. Lo sa Mrs. Malik, piccola imprendrice dalle idee liberali e progressiste , che spera che i piccoli, cui insegna le prime regole di vita, si trasformino, un giorno, in uomini liberi da paure e da costrizioni.

 

F.Q. dal Pakistan

 

fotografia TON WEICHERT

 
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