Buon Anno - Presidente ALEF
Postato da admin [01/01/2011 19:45]

Buon Anno!

Il 2010 ci ha lasciati con due bruttissime notizie: la morte in Afghanistan del 35░ soldato italiano in missione all'estero, il caporal maggiore Matteo Miotto, di 24 anni da  Thiene e "l'incomprensibile", come l'ha definita il presidente Napolitano  e aggiungiamo noi, inaccettabile, decisione del capo dello stato brasiliano, Lula, di negare l'estradizione dell'assassino Cesare Battisti, condannato a quattro ergastoli dalla Giustizia italiana.

E' continuato anche nella giornata di ieri l'attacco degli estremisti musulmani alla comunitÓ cristiana di Baghdad, con l'esplosione di bombe davanti alle case dei nostri fratelli e l'uccisione di due persone e il ferimento di almeno altre 17.

Attacchi  replicati anche nella notte del 31 dicembre, ad Alessandria d'Egitto contro la comunitÓ cristiana copta, riunita nelle celebrazioni del Te Deum di ringraziamento, con la morte causata dai soliti kamikaze fanatici di decine e decine di fedeli. Insomma una triste fine e un difficile inizio del nuovo anno.

Superata, almeno per il momento, la grave crisi dell'euro che poteva concludersi con la fine della moneta e la rottura della stessa unitÓ europea, ci troviamo di fronte alla sfida dell'estremo Oriente, in crescita costante demografica e di potere economico finanziario. Una sfida alla quale dovremo abituarci a convivere e a inventarci nuove soluzioni.

Un aiuto ci Ú offerto dalla decisione assunta dai sindacati riformisti di siglare l'accordo con Marchionne, dopo Pomigliano giÓ recepito dagli operai, anche a Mirafiori. Un accordo che, cambiando le stesse regole di contrattazione con la centralitÓ di quella a livello aziendale, Ŕ destinato a mutare profondamente gli stessi rapporti economico-sociali, in sintonia con le cose nuove che la globalizzazione ha determinato a livello internazionale.

Restano le resistenze conservatrici della FIOM-CGIL, almeno nella parte pi¨ estrema della dirigenza dei metalmeccanici, con l'ex operaio Landini in testa. L'augurio che facciamo  alla nuova dirigenza del  pi¨ grande sindacato italiano, Ŕ che sappia cogliere il senso di ci˛ che sta avvenendo e non si sottragga alla responsabilitÓ che la nuova situazione reclama per tutte le parti sociali in causa. Lo stesso che rivolgiamo a Emma Marcegaglia e alla Confindustria che con l'uscita della newco della Fiat, dovrÓ ripensare seriamente al nuovo ruolo di quella importante organizzazione degli imprenditori italiani.

Bene ha fatto il presidente Napolitano a rivolgere il tradizionale messaggio di fine d'anno, soprattutto, ai giovani. Un messaggio di speranza nel momento in cui, tra precariato e disoccupazione, crisi dei valori e scarse possibilitÓ di mobilitÓ sociale, si rischia di passare dalla disaffezione alla frustrazione, con scariche di aggressivitÓ  di cui, gli ultimi episodi dei giovani universitari, sono le prime manifestazioni  di un sentimento giovanile diffuso.

E non aiutano, come ben ha evidenziato, l'amico V.presidente di ALEF, Antonino Giannone, nella nota che abbiamo pubblicato, le vuote e disperate parole di Vasco Rossi, nella sua ultima canzone, inno al nichilismo e al  vuoto assoluto esistenziale. Su quella strada, se non si incassano i quattrini di una star come il cantante emiliano, restano solo la droga, l'abbandono e, con l'anomia distruttiva  permanente, il suicidio.

Resta un vasto compito per noi cattolici impegnati in politica per l'anno che oggi si apre. Dovremo tenere sul comodino sempre aperta l'enciclica "Charitas in veritate" e leggerci l'ultimo libro-intervista di Papa Benedetto XVI: " Luce del mondo"-Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi."

Guai a perdere la speranza e noi vorremmo essere testimoni di speranza e favorire la partecipazione dei giovani alla vita politica, a partire dall'impegno nelle prossime elezioni amministrative locali e per sostenere l'iniziativa del comitato per l'assemblea costituente, unica strada per uscire dalla crisi di sistema in cui si ritrova l'Italia.

Guai se prevalessero i  calcoli miopi di chi pensa che la soluzione possa venire da elezioni anticipate. Si tratta di ridefinire le condizioni  e i modi del nuovo contratto sociale, dopo quello sottoscritto con la Costituzione del  1947, in molte parti superata e da riformare.

Questa Ŕ la nostra sfida che proponiamo ad una classe politica sempre pi¨ esterna ed estranea dai sentimenti e dai bisogni della gente.

Forte Ŕ il rischio che corre il Paese anche sul piano della tenuta della sua stessa unitÓ. Sta alle componenti  pi¨ responsabili dentro e fuori le forze politiche oggi in campo assumersi la responsabilitÓ di non sbagliare.

Anche noi, nel nostro piccolo, cercheremo di fare la nostra parte. Ed  Ŕ con questo impegno che auguriamo a tutti i nostri lettori un Felice 2011!

Ettore Bonalberti-Presidente di ALEF (Associazione dei Liberi e Forti)

Venezia, 1 Gennaio 2011

 

 


 
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