La crisi dell'edilizia nel Veneto e le prospettive di ripresa del mercato
Postato da admin [16/12/2010 00:25]

La redazione del BLOG INSIEME ha ritenuto importante pubblicare lo studio sui dati 2009 - 2010 e previsioni 2011 e analisi dettagliata sul piano casa dell'Osservatorio Unioncamere Veneto - CEAV - CEVA.

 

 

Consuntivo 2009 e previsione 2010: due anni negativi per l'edilizia in Veneto

Se il 2008 per il settore delle costruzioni è stato, a livello nazionale, il primo anno di inversione della tendenza e dell'inizio della fase recessiva, in Veneto la crisi era già iniziata timidamente qualche anno prima e nel 2008 ha fatto segnare i primi dati negativi consistenti, replicati, con maggiore e ben più grave intensità, nel 2009 e ancora nel 2010.

I dati a consuntivo per il 2009 indicano una diminuzione del -14,8% degli investimenti, una diminuzione più consistente di quella preventivata lo scorso anno, dovuta a fattori che si sono acuiti nel corso dell'anno. Questo rallentamento segue il -5,3% relativo al 2008, quando i fattori della crisi erano già espliciti, ma non ancora così diffusi in tutti i comparti e in tutti i settori.

La differenza rispetto al passato è che nel 2009 tutti i segnali congiunturali hanno assunto valori negativi, con una diminuzione (per la prima volta da oltre dieci anni) del numero di imprese (-1,4%) e degli addetti (-4,3%).

Nel 2010, le previsioni dell'andamento degli investimenti, secondo il Cresme, sono ulteriormente negative, con una diminuzione degli investimenti del -10,0% in termini reali (pari a -8,5% in termini nominali).

Rispetto alle crisi precedenti alcuni fattori hanno inciso in modo più consistente su queste dinamiche negative: dall'accesso al credito delle imprese, dovuto alla crisi finanziaria internazionale, alla minore domanda di famiglie e imprese, dovuta alla crisi economica.

Il 2009 si configura anche in Veneto (come a livello nazionale) come il vero "annus horribilis" per l'edilizia veneta. Il 2010 consolida ulteriormente questa situazione negativa e porta nel periodo 2007-2010 ad una caduta degli investimenti in valori costanti del -27,5%, pari ad una perdita a prezzi correnti del -22,9%.

 

I riflessi sul mercato e sul sistema dell'offerta

Tuttavia, da tutte le analisi effettuate, in particolare dai risultati delle rilevazioni trimestrali dell'Osservatorio Unioncamere-Casse Edili Artigiane, emerge anche che il segno "meno" si è diversamente riflesso sul sistema dell'offerta.

La crisi del mercato ha infatti colpito soprattutto la microimpresa e la piccola impresa, mentre le imprese più strutturate hanno dimostrato che la loro maggiore organizzazione e capitalizzazione ha consentito di posticipare, e in alcuni casi annullare, gli effetti negativi del mercato.

Per il secondo anno consecutivo, infatti, le imprese più strutturate hanno trovato comunque il modo di restare sul mercato e crescere in quantità, non solo nel settore industriale ma soprattutto in quello artigianale. Un segnale importante per il rilancio del settore in una fase congiunturale delicata.

Ancora una volta infatti è in questa logica che vanno letti i dati relativi alle imprese attive, che nel 2009 sono diminuite complessivamente dell'1,4 per cento, ma con una dinamica di crescita delle società di capitali non artigiane (+4%) e di quelle artigiane (+7,3%), portando il numero complessivo di questa forma giuridica a superare le 9.500 unità, con un peso percentuale pari al 13,2% del totale delle imprese attive. In calo invece le società di persone, sia nel settore artigiano (-3%) che in quello non artigiano (-1,6%), e soprattutto dinamica negativa anche per le imprese individuali artigiane, che con un calo del 2,7% hanno visto diminuire il loro numero di ben oltre 1.300 unità. La crisi ha dunque colpito soprattutto le piccole imprese artigiane, in particolare quelle non specializzate, un elemento utile a ridefinire il quadro strategico di intervento per la ripresa del mercato nel futuro.

 

 

Le aspettative delle imprese

In questa dinamica di forte rallentamento, l'Osservatorio trimestrale sul mercato delle costruzioni ha evidenziato che la crisi è stata percepita in modo più consistente nella prima parte dell'anno, mentre il III° trimestre del 2010 ha iniziato a mostrare una leggera inversione di tendenza, con un rallentamento della crisi. Le dinamiche del fatturato del panel di 600 imprese intervistate ogni trimestre infatti hanno indicato che:

·         nel I° trimestre 2010 il fatturato delle imprese era in calo del -7,5% e gli ordini del -4,7%;

·         nel II° trimestre 2010 il fatturato delle imprese era ancora in calo del -2,3% e gli ordini del -1,4%;

·         nel III° trimestre 2010 il fatturato delle imprese era ancora in debole calo, -0,9%, e gli ordini anch'essi in ulteriore calo del -1,2.

In questa dinamica un altro fattore negativo è la ripresa della dinamica dei prezzi, per ora debole (con valori di crescita dello 0,6-0,9% a trimestre) ma avvertita comunque dalle imprese e in particolare in alcune aree della regione.

Le interviste effettuate sul panel di 600 imprese rappresentative dell'universo (sia in senso tipologico che territoriale) ha mostrato che al crescere della scala territoriale di riferimento cresce anche la capacità dell'impresa di migliorare le proprie performance. Infatti si sono registrate performance significative nelle imprese più specializzate, con un numero più elevato di addetti rispetto alla media di settore e operanti a livello provinciale o regionale. Le imprese meno strutturate, con pochi addetti e con ambiti di mercato più ristretti (comunali) sono quelle che hanno dichiarato le maggiori sofferenze.

 

Le previsioni per il 2011

In questo quadro generale, e con riferimento all'andamento delle domande di ristrutturazione (36%) e soprattutto di quelle relative al "piano casa", fanno intravvedere una ripresa già a partire dal 2011. Le previsioni del Cresme indicano per il 2011 una crescita del mercato in termini reali del 1,7%. In sostanza dopo un triennio di "folle corsa" verso il baratro, il mercato è arrivato alla fine della propria spirale negativa e, grazie alla tenuta del mercato del recupero e alla ripresa degli investimenti in nuova costruzione legata al positivo andamento del piano casa, in Veneto il mercato delle costruzioni ripartirà già nel 2011, a meno che fattori congiunturali imprevisti non ne limitino ulteriormente la dinamica.


VENETO. Dati a consuntivo: investimenti nel mercato delle costruzioni

(milioni di euro in valori correnti)

 

VENETO. Consuntivi e previsionali: investimenti nel mercato delle costruzioni

(milioni di euro in valori costanti 1995)

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Allegati
 Il Piano casa
 Costruzioni Veneto 2011
 


 
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