Un suicidio fa sempre notizia
Postato da admin [02/12/2010 07:40]

Un suicidio fa sempre notizia purtroppo e lo fa soprattutto quando a compiere questo atto è un personaggio pubblico, noto e anche ammirato. In un'epoca dove tutto fa rumore, anche la morte lo fa. Purtroppo non vi è più il pio sentimento del silenzio e della preghiera, unici atteggiamenti veri di fronte alla morte violenta di una persona. Il silenzio è capacità di riflessione intorno al destino dell'uomo e al significato della vita e della morte stessa. La nostra cultura bi millenaria, che ha rifiutato la morte e ha costantemente affermato il valore-dovere della vita è messa in discussione? No, ma lo è quando anziché riflettere si fa rumore, chiasso e ci si serve dell'atto estremo di un uomo per propagandare la propria visione negativa della vita e dell'uomo. Il suicidio di una persona, non deve essere l'occasione urgente per promuovere la legislazione intorno all'eutanasia o al testamento biologico. Sappiamo bene tutti che l'urgenza non è mai buona consigliera e fa compiere errori. Così di fronte ad un suicida il sentimento di pietà deve essere prevalente, non le parole politicanti che non danno né senso né consolazione alcuna. Le istituzioni soprattutto, coloro che hanno responsabilità vaste ed articolate dovrebbero ben saperlo, che non si deve, moralmente e civilmente, dare l'occasione di affermare ciò che non è da affermarsi da parte delle autorità, Così le istituzioni dovrebbero tacere e conservare il vero riserbo, quello che si addice a circostanze di questo genere. Sempre, anche quando il suicidio è per protesta come quello dei bonzi vietnamiti o quello di Jan Palach, se lo ricordano i comunisti di un tempo e di oggi? Dobbiamo chinare il capo, riflettere sul vero senso della vita e del modo dignitoso di affrontarla anche nel suo ultimo istante.

Il suicidio oltre al silenzio richiede la preghiera, quell'atto autentico di ogni uomo, anche di coloro che non credono, che chiedono per l'uomo la pace. Pace nel corpo e nell'anima se credenti. La preghiera, infatti, invita al silenzio e alla riflessione. Di fronte al suicidio questo è il vero atto umano; non la giustificazione dell'atto stesso, quasi a ritenere che esso sia un bene, perché esprime la volontà di qualcuno. Con ciò lasciamo ogni uomo solo e sempre più solo, perché abbiamo costruito una società che pensa solo al benessere materiale e quando questo non c'è, ecco la rinuncia ecco la solitudine. Il suicidio è la disperata denuncia della propria solitudine e della propria impotenza. Da questo solo una visione di vita, di bene e amore del prossimo può aiutare.

Scrivo queste considerazioni, per invitare a non lasciare mai solo il morente, come, temo, sia stato fatto. Non si nasce e non si muore da soli, questo è il nostro grande significato della vita in occidente, ma lo abbiamo dimenticato, si nasce e si muore da soli e solo se si è famosi, si trova chi, dopo, ha sempre qualche cosa da dire. A questa regola non sfuggiamo neppure noi, ma sappiamo che dobbiamo diffondere un messaggio di vita di fronte alla morte. Così alla fine non possiamo che richiamare alla preghiera, a quel modo di essere uomini, che ci porterà ad aiutare il prossimo e a non lasciarlo solo in un'asettica stanza d'ospedale. Ciò che ci manca è l'amore della vita, anche nell'ultimo istante. Colui che si è suicidato ha denunciato non la sua capacità di volere, ma la solitudine di un uomo in una folla di solitudini. Questo è il destino delle nostre genti? Io spero vivamente di no!

Prof. Italo Francesco Baldo

 


 
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