A che gioco giochiamo?
Postato da admin [06/11/2010 14:34]

Pare che  le file  del PDL si stiano assottigliando. Un altro paio di deputati  hanno raccolto le proprie carte dagli uffici del Gruppo Parlamentare  e se le sono portate  in casa FLI. Il che, tra parentesi, vuol anche dire che si son portati dietro il contributo per le attività di segreteria e  analoghe, che il Parlamento riconosce ad ogni singolo deputato. Ma questo è sicuramente l'aspetto minore  di questa vicenda. Riconoscendo, almeno temporaneamente, ai due ultimi transfughi l'onestà di intenti e  che la loro decisione sia stata presa sulla base di valutazioni realmente politiche, e etiche, ci si deve chiedere   quale attrazione può esercitare la posizione assunta, presumibilmente, dal Presidente della Camera, on. Fini che possa far si che  personaggi di buon livello, e comunque divenuti tali quali espressione di una politica berlusconiana, abbandonino il Premier  per accasarsi  nella nuova casa politica che è la  vera  centrale di opposizione a Berlusconi.

Un aspetto può essere  quello degli atteggiamenti del Premier, non sempre gradevoli e accettabili. Un altro aspetto  può trovarsi  nella scarsa democraticità dell'impianto partitico del PDL. Un terzo aspetto può essere ritenuto quello della  forte  presenza  della Lega nella alleanza di governo. Ma al di là  delle  accentuate esternazioni  del Premier,  che ritengo  personalmente poco piacevoli, gli altri due  aspetti sono presenti fin dall'inizio di questa  legislatura  che ha consentito, certamente al Premier ma anche a Fini, di guadagnare non poche posizioni e che se ha consentito al primo di governare  ha concesso al secondo di assumere una carica di altissimo livello e a tanti altri di portarsi a casa la fatidica "medaglietta". Allora  è possibile che le ragioni dell'allontanamento da parte di questi nuovi adepti finiani possa essere ricercata altrove. Con  qualche probabilità  di doverla cercare nel futuro. Un futuro che  ha pochissime alternative ma che  per i finiani, al di la  del fatto che "non stacchino la spina"  (come ha suggerito l'on. Bersani con una frase molto infelice e che non fa credito al suo  esternante) come hanno  dichiarato,  si può realizzare, a questo punto, solo fuori  dal Centro Destra così come è impostato oggi : PDL, Lega , Destra nazionale e i gruppi nati dalla DC e dal PSI . Ma se a Destra non vi è spazio rimane un Centro in costante  fibrillazione e una Sinistra  dai contorni incerti e con forti contraddizioni ideologiche . Il Centro si sta affollando, ma soprattutto di generali o aspiranti tali. La Sinistra si sta logorando e, va riconosciuto, non tanto sulla occupazione  di poltrone ed affini, quanto, ed è più  importante e interessante, su principi, valori e la loro traduzione in programmi. Se, per ipotesi, uno, o ambedue queste coalizioni,  accettassero di riconoscere la  leadership  di Fini, lo farebbero esclusivamente, a mio parere, strumentalmente e assai temporalmente.  Se avvenisse questo ritengo anche che  potrebbe causare un terremoto  politico. A riprova  vi è il tentativo, pur con tattiche diverse,  che un po' tutta, vecchia e "nuova" opposizione,  di giustificare  l'anomalo  cambiamento, come un  tentativo di salvare il Paese, di andare verso un governo  di salute pubblica. Ma alla fin fine  la ragione più vera sembra proprio essere la cacciata, al di fuori delle urne, di Berlusconi. Tornando  ai deputati del PDL che abbandonano la barca che affonda e, per un momento sospendendo il giudizio espresso sopra della onestà politica e intellettuale,  ci si domanda perché se qualcuno  va verso le fila di Berlusconi questi  sta  facendo un campagna acquisti, il mercato delle……, se avviene il contrario si parla di maturazione, di valori recuperati ecc.-  In ogni caso quale futuro  ha attratto i  due ultimi transfughi ?- Quello di partecipare alla salvezza del Paese, quello di liberarsi di un vincolo con il Premier che li soffocava moralmente ? quello di garantirsi un futuro spazio operativo di  buon livello ?.

Per il terzo caso, sempre che  gli sviluppi vadano nel segno sperato dal Presidente della Camera, la strada seguita dai due parlamentari è certamente utile a loro. Le  altre due ipotesi per essere credibili dovrebbero essere precedute  da un gesto  che so essere assai difficile  da farsi ma  che garantirebbe la vera onestà di intendi : le dimissioni. Ma questo vale anche per la Presidenza della Camera.

 

Mario Giulianati, 4 novembre 2010

 

 

 

 

 

 


 
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