Mercato del lavoro e scuola nel mercato
Postato da admin [20/10/2010 19:37]

Siamo nuovamente ad occuparci di mercato del lavoro, ma attraverso un'altra lente.

Quale mercato del lavoro ci aspetta alla fine del processo di modificazione iniziato alla fine degli anni '70?

Recentemente sono stato alla Biennale di Architettura e mi ha molto colpito l'ipotesi di avere delle oasi cementificate, sia in terreni desertici, sia in spazi acquei in mezzo al mare, denominate più comunemente città del futuro, che hanno come caratteristica uno sviluppo urbanistico verticale, anziché come fino ad ora è avvenuto in orizzontale.

In questi complessi il settore industriale è praticamente assente, in quanto risulta impossibile una sua collocazione su uno sviluppo verticale del territorio.

Si ipotizzano masse di persone che con modalità più svariate raggiungono i loro posti di occupazione, siano essi di lavoro, di svago, di sport, di impegno sociale, ma di sicuro di occupazione deindustrializzata.

Credo che il mercato del lavoro futuro non possa prescindere da una analisi, valutazione e pianificazione del territorio nel quale una popolazione insiste.

E' la natura che ci "condanna" ad una determinata funzione. Questo riguarda il singolo individuo ed il suo ruolo nella famiglia, nel lavoro, ma anche la collettività, che deve comprendere e scegliere qual è il miglior futuro del territorio nel quale vive.

Sconfitti sul piano economico in termini di competitività dei costi, rimando alle precedenti analisi sul tema, da altre nazioni che sono oramai diventate le manifatture dell'umanità, condannati ad una legislazione dell'Unione Europea che per arrivare ad essere media di interessi comuni, non risulta esserlo di nessuno o di pochi, unica possibilità che all'Italia rimane è quella di affrontare il futuro guardando al proprio territorio.

Dal territorio si può capire quello che può essere il possibile futuro occupazionale di tanti giovani.

La pianificazione scolastica, collegata ad una pianificazione urbanistica territoriale può svolgere un grande ruolo, in quanto solo così si può realizzare un collegamento tra studio e futura collocazione occupazionale all'interno di una determinata zona geografica, rimanendo ben inteso che questo ragionamento vale per la maggioranza della popolazione scolastica, che sarà in cerca di occupazione, in quanto le eccellenze come è sempre stato avranno invece altre strade occupazionali non necessariamente collegabili al territorio di origine.

Pensiamo a Venezia, una città che può vantare di ospitare una mostra internazionale di arte cinematografica e di essere stata e di esserlo una sceneggiatura naturale per innumerevoli films; eppure non c'è una scuola superiore di cinematografia in veneto, ma solo, da quest'anno accademico presso l'Università degli studi di Venezia una corso provvisorio e sperimentale in cinematografia.

Questo è un esempio, per comprendere meglio quanto sopra si analizzava, ma di esempi si potrebbero farne a decine, si pensi all'edilizia artistica finalizzata al restauro conservativo di opere d'arte e domandiamoci se nel Veneto esiste una realtà educativa che formi in tale campo.

Un esempio realizzato lo abbiamo ed è la scuola superiore di enologia, che sta riscuotendo un enorme successo in termini di futura occupazione degli studenti e di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti.

Molto spesso le ipotesi di sviluppo occupazionale in molti settori economici sono state disattese, in favore di altri settori, e questo lo possiamo verificare attraverso una analisi delle ricerche condotte negli anni da un progetto denominato excelsior.

L'analisi del mercato del lavoro attraverso il progetto excelsior, che per l'anno 2010 potete recuperarla dal sito web di unioncamere è molto accurate e ben fatte ed è una fotografia storica e presunta dell'occupazione in Italia ed è una sintesi dei profili degli occupati e degli aspiranti tali in Italia.

La sintesi sentenzia che l'Italia non è un paese che ha e che ricerca in maggioranza occupati specializzati, ma  occupati qualificati, e questo determina anche il grado qualitativo delle aziende, pertanto è naturale che altre nazioni abbiano migliore gioco nelle potenzialità produttive.

 

Antonio Asquino

 

 
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Postato da 61kyk6w8li@gmail.com [20/10/2010 19:37]
Uiikkkk boleh tahan mengancam ni Juan AF dah takde try lah masuk mentor Rosk kapak lah plg leleh & menusuk kalbu tau… bEe recently posted..1 Syawal yg He€i
 
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