E' tempo di ricomposizione
Postato da admin [11/10/2010 21:44]

Cari amici
con i colleghi prof Giannone e Zabeo abbiamo partecipato al convegno di St Vincent organizzato dagli amici del ministro On Rotondi e nel quale le conclusioni sono state tratte  unitariamente dall' On Giovanardi e dallo stesso Rotondi.
A commento del convegno vi invio l'allegata nota di sintesi che trasmetterò anche nel pomeriggio da radioformigoni:www.radioformigoni.it
L'appuntamento unitario per costruire il gruppo dei Democratici cristiani nel Pdl è fissato per fine novembre a Salerno dove non ci saranno più gli amici di Rotondi e di Giovanardi, ma  nascerà il gruppo dei DC nel Pdl.
E' una prima decisiva tappa che va esattamente nella direzione indicata dal nostro documento di Lonato del novembre 2009 in base al quale abbiamo deciso di dar vita alla nostra Associazione.
E' ancor più necessario indicare i riferimenti di gruppi, circoli, associazioni omogenei ai nostri valori per concorrere tutti insieme alla costruzione della sezione italiana del PPE, obiettivo che lo stesso presidente Berlusconi intende perseguire per suggellare significativamente questa lunga stagione di transizione dalla Prima alla Terza Repubblica.
A St Vincent con gli amici Giannone e Zabeo abbiamo anche presentato il libro intervista: " ALEF- un futuro da Liberi e Forti- La passione dei Cristiano democratici nell'edificazione di un PPE italiano- Mazzanti editori".
Eventuali vostri commenti e proposte saranno quanto mai apprezzati e, se autorizzati, pubblicati sul nostro blog www.insiemeweb.net che nei giorni scorsi ha superato le 1000 visite giornaliere.
Un saluto cordiale.
 
Nota di riflessione

 

A St Vincent si è tenuto il primo di una serie di incontri con cui i democristiani del Pdl intendono riaffermare il valore della tradizione politico democratico cristiana all'interno del Popolo della libertà.

Organizzato dal ministro Gianfranco Rotondi il convegno ha visto la partecipazione dei ministri Fitto, Brunetta, Ronchi e Giovanardi, degli onn. Quagliariello, Cicchitto e Gasparri e dei componenti del governo Onn. Pizza e Giachino.

Sono intervenuti anche gli Onn. Lillo Mannino, Paolo Cirico Pomicino, Emerenzio Barbieri, Mauro Cutrufo, Domenico Fisichella,  Stefano Caldoro, Tommaso Zanoletti e Vito Bonsignore.

A far gli onori di casa l'assessore regionale lombardo, Domenico Zambetti.

Da tutti è stata affermata la necessità di portare avanti con determinazione i cinque punti presentati dal presidente del Consiglio Berlusconi, il quale è intervenuto con il suo messaggio, letto nella giornata di domenica 10 ottobre, evidenziando soprattutto il suo disappunto per le difficoltà attraversate negli ultimi mesi, non già nella politica del governo, quanto piuttosto nella vicenda interna del partito. Se ci sono stati errori politici ha detto Berlusconi non sono stati fatti nel governo, ma nel partito.

L'avvenuta costituzione del nuovo gruppo parlamentare dei finiani, di fatto, la terza gamba della maggioranza  di governo, impone una seria riflessione sulla strategia e la tattica sin qui seguita dal Popolo della Libertà, che dovrà ancor di più riaffermare il suo carattere di autentico di partito del centro riformatore aperto alla collaborazione della destra democratica.

A St Vincent l'On Mannino, intervenuto all'indomani della  partecipazione al convegno dell'On Saverio Romano, segretario regionale  dimissionario dell'UDC siciliano e cofondatore del nuovo gruppo dei Popolari per l'Italia, ha esposto le ragioni dell'avvenuta rottura con il partito di Casini, nel momento in cui il leader bolognese ha deciso di abbandonare la linea di un centro equidistante dai due poli, per assumere quella di un'alleanza con la sinistra per lucrare la possibilità di una fittizia leadership, come già fece l'on Prodi.

Ricordato che nel recente dibattito alla Camera e al Senato il neonato gruppo dei Popolari per l'Italia ha espresso fiducia al governo, Mannino ha affermato che il nuovo gruppo, pur non entrando nel Pdl, manterrà un atteggiamento di vigilante attesa interessato a costruire il partito dei moderati con quanti si riconoscono nel PPE.

Posizione quest'ultima affermata con grande determinazione anche dal sottoscritto, a nome degli amici di ALEF,l'Associazione dei Liberi e Forti, nella convinzione che sia giunto il tempo di affermare ancor più nettamente il carattere di centro del Pdl, nel quale la tradizione, la cultura e i valori del popolarismo sturziano e degasperiano dovranno essere quelli prevalenti. Ciò vale per un partito che voglia concorrere alla costruzione della sezione italiana del PPE, in cui possano confluire le altre tradizioni popolari, del liberalismo politico e dei riformisti laici e socialisti anticomunisti, con quelli della destra democratica che intendono riconoscersi nei programmi e negli obiettivi del Partito Popolare Europeo.

Precondizione essenziale affinché questo processo possa svilupparsi è il superamento della diaspora democristiana che ha caratterizzato la lunga stagione della transizione dalla Prima alla Terza Repubblica, partendo  dal superamento delle divisioni fra le conventicole interne ad personam esistenti nel Pdl, avendo  piena consapevolezza che la nostra maledizione è stata e continua ad essere, se non viene superata, la frammentazione.

In questo senso gli interventi di tutti gli esponenti di ispirazione democratico cristiana sono stati concordi nell'affermare questa necessità. Scelta ribadita nel recente incontro degli Onn Rotondi e Giovanardi con il presidente del consiglio, durante il quale è stata confermata l'esigenza di dare visibilità alla componente democristiana a tutti i livelli del partito.

Si tratta ora:

a)      di passare dalle parole ai fatti, a cominciare dal superamento dell'ormai conclusa  fase della regola del 70-30, penalizzante per la nostra presenza politica;

b)     di dar seguito alla volontà di  concludere il tesseramento e di fissare nuove regole per la convocazione immediata dei congressi a livello locale, provinciale  e regionale.

Senza una profonda riorganizzazione del partito sul territorio non è pensabile di poter contrastare efficacemente la concorrenza della Lega al Nord e l'avvio  di una pericolosa frammentazione di liste e listini nel meridione.

Il tempo, pur necessario e positivo, della sola leadership carismatica, durato straordinariamente per quindici anni, se non è scaduto, sta fatalmente per scadere. Al carisma del Cavaliere, fortunatamente ancora forte, , bisognerà accompagnare la realtà strutturata di un Partito destinato ad assumere il ruolo di capo fila della costruenda sezione italiana del PPE.

Come Aldo Moro trentacinque anni orsono, tra le elezioni amministrative del 1975 e quelle politiche del 1976, comprese che erano ormai maturate le condizioni per il passaggio alla "terza fase", così oggi si impone al Cavaliere e al gruppo dirigente del Popolo della Libertà di definire una nuova organizzazione del partito, in cui le diverse espressioni culturali di provenienza trovino un comun sentire, al di là della pur decisiva capacità di attrazione  carismatica  del leader, nella carta dei valori del PPE. Dal troppo di prima dei partiti non si può restare fermi al troppo poco di adesso.

Se ciò vale per tutto il Pdl, deve valere ancor di più per coloro che si riconoscono nei valori e nella tradizione politica democratico cristiana.

Non è più tempo di conventicole e di gruppi di riferimento personali. Dalla diaspora e dalla scomposizione bisogna passare a quello della ricomposizione senza aver paura di nominare quella parola da molti disprezzata, ma inevitabile in un partito che abbia la giusta vocazione maggioritaria; ossia la nascita della corrente dei democratici cristiani nel Pdl, pronta a dialogare con quanti intendono, dentro e fuori del partito, concorrere alla costruzione della sezione italiana del PPE.

Incontri regionali sono già stati annunciati a tal fine dagli Onn Giovanardi, Pizza e Rotondi. A Novembre  ci si ritroverà in Campania e a Dicembre  a Roma. In attesa che si dia finalmente il via alla celebrazione dei congressi in sede locale. A Salerno, alla fine di Novembre, non ci saranno più i gruppi degli amici dell'On Giovanardi e di Rotondi, ma nascerà il gruppo dei Democratici cristiani del Pdl.

 

Don Chisciotte, radioformigoni, 11 ottobre 2010

 

 

 

 
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