A proposito di magistrati politicizzati e di inefficaci consigliori legulei
Postato da admin [04/10/2010 19:54]

ROMA -"Mettere in discussione, in maniera così violenta, un'istituzione, rischia di sovvertire gli equilibri". Lo ha sostenuto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara nel corso del programma condotto da Paola Saluzzi e in onda su Sky, a proposito degli attacchi alla magistratura.

"E' una situazione che si trascina dal 1992, cioè dall'inizio di Tangentopoli - ha aggiunto Palamara - ma negli ultimi tempi ha raggiunto livelli mai visti:ogni inchiesta giudiziaria viene strumentalizzata".

"Assistiamo a invettive e insulti": lo ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara, commentando le parole del presidente del Consiglio sulla Commissione di inchiesta che indaghi sull'associazione a delinquere che ci sarebbe nella magistratura. "Si vuole una magistratura docile che non disturbi il manovratore di turno", ha aggiunto.

"Questa aggressione continua non è più solo un problema della magistratura ma di tutte le istituzioni", ha detto ancora Palamara, che ha sottolineato la "gravità" dell'accusa di associazione per delinquere rivolta ai magistrati" e ha biasimato lo "stillicidio" degli attacchi alle toghe.

 

Questa la dichiarazione del dr Palamara riportata dall'ANSA oggi alle ore 17,02.

Da parte nostra vorremmo ricordare al presidente dell'ANM che:

i padri costituenti,De Gasperi, Togliatti, Nenni e Saragat, nel momento in cui concordarono di condividere una Costituzione di tipo rigido con l'indiscutibile suddivisione dei poteri, seppero prevedere con somma preveggenza, l'istituto dell'immunità parlamentare a garanzia dei rappresentanti del potere legislativo da possibili incursione della magistratura .

Questo fondamentale istituto è stato abolito, dopo i fatti emersi con Tangentopoli, e da allora il vero squilibrio è proprio rappresentato da un soverchiante potere della magistratura senza più limiti e controlli che non siano quelli autoreferenziali di un CSM, alla mercé delle correnti politiche dominanti al suo interno.

Magistrati scelti sulla base di concorsi pubblici, come funzionari dello Stato chiamati a svolgere l'essenziale funzione giurisdizionale, sono di fatto detentori di un potere  che nasce:

a)     dall'autonomia di cui non dispone in pari misura nessun altro potere, bene prezioso se fosse accompagnato da quello della responsabilità delle proprie decisioni. Una responsabilità  che, votata a larga maggioranza da un referendum popolare, è stata di fatto e di diritto del tutto disattesa;

 

b)    dall'obbligatorietà dell'azione penale che, nelle condizioni attuali, di fatto si traduce in una sostanziale discrezionalità del magistrato inquirente che, di volta in volta, sceglie il tipo di reato da perseguire. Situazione pressoché unica rispetto a tutte le democrazie occidentali. Non a caso su Berlusconi sono state aperte decine e decine di inchieste e di verifiche, mentre su altri autorevoli esponenti del mondo industriale e finanziario, ci si è limitati a qualche buffetto sulla guancia; specie con "alcuni noti" di cui solo a posteriori, post mortem, stiamo scoprendo di quali elevate virtù fossero detentori…specie in materia di fisco e dintorni;

c)     da una perfetta coincidenza delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante non più tollerabile e tollerata da parte della stragrande maggioranza degli italiani, ai quali, spetta, in ogni caso e in via esclusiva, la sovranità nella Repubblica.

Spiace costatare che alcuni dei legulei consigliori del Presidente del Consiglio, in tutti questi anni, anziché avventurarsi in inutili e inconcludenti leggi e leggine ad personam, al fine di  salvaguardare la funzione di governo di un presidente del consiglio votato dalla stragrande maggioranza degli italiani, non abbiano perseguito l'unica strada veramente logica e condivisibile da tutti i parlamentari in buona fede: il ripristino dell'originaria scelta dei Padri costituenti, ossia  quella dell'immunità parlamentare.

Sicuramente non è accettabile l'attribuzione del termine " associazione a delinquere" a carico di qualsivoglia compagnia di magistrati politicizzati, ma, ci aiuti il dr Palamara:  come si possono definire magistrati per i quali, da un capo all'altro dell'Italia, da oltre  quindici anni, sembra che l'unica persona pubblica da perseguire in via sistematica sia proprio il presidente del Consiglio? Una scelta fatta da alcuni magistrati  i quali  ben sanno che ci sono partiti politici e pseudo leader che basano, quasi in via esclusiva,  la loro stessa strategia politica e le loro personali fortune su di essi.

E così,  alla fine, per molti cittadini,  quei politici sembrano collusi con quella parte della magistratura che offre loro lo strumento per battere per via giudiziaria un uomo e un partito che andrebbe semmai  combattuti sul piano della sola contrapposizione politica.

Redazione di Insieme - Venezia, 4 ottobre 2010

 

 


 
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