Riporre l'ascia di guerra
Postato da admin [28/09/2010 19:27]

Ultimo, in ordine cronologico e per il momento, atto della  tragicommedia  consumatasi  nel mondo della politica (si fa per dire) italiana, la dichiarazione dell'on. Gianfranco Fini  di sabato 25 settembre  u.s.- Un sabato non privo di colpi di scena, vedi ad esempi l'uscita  sui mas media della dichiarazione del vicentino avv.to Ellero, delle  affermazioni audaci dell'on. Bocchino,  del teatrino consumato la sera prima  ad Annozero. Tutto incentrato sulla cosa assai  meno importante  di quante non ne siano state gettate sul piatto degli italiani : la casa di Montecarlo. Una faccenda  al limite del buon gusto e, forse, al limite della legge penale, ma  che al pi¨  Ŕ una faccenda  liquidabile in parte in famiglia e, per  quanto riguarda il buon gusto liquidabile  nelle urne future, ma per quanto riguarda la Legge, ci penseranno i giudici e il Fisco italiano. Sul terreno politico  rimane solo, appunto, la  questione del buon gusto e della eventuale leggerezza di comportamento dell'on. Fini, accusabile di  essere stato un po' distratto. Ma  a mio avviso la questione vera Ŕ  quella politica, quella strutturale  di un centro destra di straordinaria potenzialitÓ, costruito, dal predellino, con troppa fretta e soprattutto  fatto calare dall'alto  su masse eterogenee e  non sempre   disposte a condividere  idee e prospettive. Il PDL nasce con un colpo di mano anche di  notevole effetto mediatico ma,il cosi detto patto sindacale 30/70  non  viene  accolto  con soddisfazione piena da  alcuni settori coinvolti. In primis molti  ex AN, altri appartenenti a piccoli o piccolissimi gruppi che, praticamente, salvo qualche  eccezione, vengono ignorati. Il risultato Ŕ tale che, nel breve il PDL vince a mani basse le elezioni, almeno quelle nazionali e regionali, perde nelle realtÓ minori dove le tensioni si fanno sentire  sulla pelle, ma poi iniziano i problemi. Vi Ŕ chi, nelle periferie si mette alla finestra, vi Ŕ chi inizia qualche balletto strano dettato magari da aspirazioni deluse e da frustrazioni, vi Ŕ chi, e questo Ŕ il riferimento che si crea attorno al Presidente della Camera, non  digerisce la  formula  che di fatto relega  intelligenze, energie, speranze e progetti, ai margini del dibattito politico. Quello con la P maiuscola. Fini, ci si domanda, che cosa  stia cercando, che  meta si Ŕ data, che cosa  esige realmente al di lÓ delle  richieste  legate al diritto di espressione, di costruzione della condivisione, della partecipazione alle scelte. Credo  che l'intervento di sabato  sia  chiarificatore, almeno in parte. Al di lÓ del contenuto specifico, dell'appello morale fatto a tutti e in primis a se medesimo, vi sia  il grido di un personaggio, nato nella politica, allattato dalla politica, che avverte che la possibilitÓ stessa di nutrirsi di politica gli sfugge, come a tanti altri. Il sale della politica  Ŕ  la possibilitÓ, piccola o grande, di prendere decisioni, di poterle esprimere e tentare di farle condividere e magari  realizzare le proprie idee. Essere non tanto attori quanto registi. Il patto sindacale 30/70 pu˛ essere un momento, breve, il pi¨ breve possibile, in una unificazione  ma  poi diventa, in modi diversi, pi¨ morbidi in certi casi, pi¨ dirompenti in altri, un elemento destabilizzante  e distruttivo. Se a mettere in piedi un marchingegno di questo genere Ŕ un partito che non esercita azione di governo, la conclusione sarÓ la  rottura del patto di unificazione o l'espulsione dei dissidenti o comunque  una scissione. Se  il neo partito esercita azione di governo a farne le spese sarÓ proprio il governo e quindi il Paese tutto. Perci˛  necessita non sottovalutare l'appello della signora Marcegaglia che  richiama tutti, gli uni e gli altri contendenti, ad occuparsi del Paese. Personalmente ho colto nell'intervento di Gianfranco Fini  la consapevolezza di  quanto pu˛ accadere di negativo, ancora, per l'Italia. In questa circostanza tacciano  i falchi ma tacciano anche le colombe. Parli solo  l'amore per la gente, per il  Paese, il senso del dovere verso la res publica. Si esprimano i sentimenti nobili  e si torni a pensare, e ad agire, con lo spirito di servizio  che ha animato nel passato, i nostri padri. A qualsiasi  parte politica  appartenessero.

 

Mario Giulianati   27 settembre 2010

 

 

 


 
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