Che cosa dicono gli uomini delle Istituzioni e i politici di Francesco Cossiga
Postato da admin [20/08/2010 19:49]

Con la morte di Francesco Cossiga scompare uno dei più grandi statisti del nostro Paese. Uomini delle istituzioni e politici hanno rilasciato in queste ore messaggi di cordoglio, che qui sotto riporto. Vi invito a soffermarvi sui contenuti che ognuno di loro ha voluto esprimere.  Riflettere, specialmente nei momenti tristi, ci aiuta a capire la sincerità e la sensibilità delle persone.

Giorgio Zabeo  

 

Giorgio Napolitano "La molteplicità dei contenuti che Cossiga ha dato allo sviluppo della Repubblica e la ricostruzione della sua complessa vicenda umana, meritano attenti e obbiettivi approfondimenti che non potranno mancare".

 

Renato Schifani  " Con Cossiga l'Italia perde una parte della sua storia, ma la sua figura rimarrà sempre viva nel nostro ricordo e continuerà ad esserci di esempio".

 

Gianfranco Fini "In oltre cinquant'anni di attività al servizio delle Istituzioni, Cossiga ha interpretato con vigore e coerenza i principi della Costituzione".

 

Silvio Berlusconi "Piango un amico carissimo, affettuoso, generoso. Mi mancheranno il suo affetto, la sua intelligenza, la sua ironia, il suo sostegno. Ai suoi figli l'impegno della mia vicinanza".

 

Roberto Maroni "Ha servito il Paese con intelligenza e passione fino all'ultimo e non mi ha fatto mancare la sua vicinanza e i suoi consigli".

 

Guilio Tremonti  "I politici si distinguono in due categorie: gli uomini e gli altri. Francesco Cossiga era un uomo".

 

Pier Luigi Bersani "Se ne vanno una persona singolare e straordinaria e una parte della nostra storia. E' una notizia molto triste".

 

Antonio Di Pietro " L'Italia dei Valori si associa al dolore della famiglia per la scomparsa del presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga".

 

Pier Ferdinando Casini "Scompare con Francesco Cossiga una personalità anticonformista, coraggiosa e anticipatrice. E' stato un grande democratico cristiano e ha picconato come pochi altri la democrazia cristiana, di cui percepiva l'afasia degli ultimi anni".

 

Romano Prodi "L'Italia perde uno dei protagonisti della storia repubblicana. Si è trovato ai vertici della politica del nostro Paese in momenti complessi: ha saputo ricoprire ogni incarico con forte personalità e con grande rispetto delle istituzioni".

 

Massimo D'Alema "E' stato tra gli uomini politici della prima Repubblica quello che più di altri intuì che con la fine dell'89 sarebbe entrato in crisi tutto il sistema. E lui spinse per il cambiamento, ma ci parve che lo fece anche forzando i limiti costituzionali, del suo ruolo di Presidente della Repubblica, ma anche dimostrando lungimiranza".

  

 

   

 


 
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