Io sono in attesa di un "preferendum"
Postato da admin [20/04/2016 21:26]

 

Rif. nota del 16 Aprile 2016: ”Battaglia persa”

                                              

 

 

            Io sono in attesa di un “preferendum”: un governo di uomini capaci, che governi come i governi degni di questo nome.

 

            Libertà, efficienza, onestà.

 

            Al Guicciardini: gli italiani (lui compreso) hanno fatto la Storia. Una grande storia di importanza universale. Possono riprenderla se liberata da coloro (e sono molti) che ne contrastano i valori: sociali, politici, religiosi.

 

            L’Europa “moderna” (quella post-medioevale) ha guastato il mondo e prodotto il peggio del peggio e nel peggio ci siamo!

 

            ... ma Guicciardini non ci sente; la civiltà però rimane e non è quella dei “referendum”.

 

           

 

 

L’Eretico

 

 

 

 

P.S.: Quello di Mario Segni era un “preferendum”, ma ci ha pensato il “Dormiente” a     deturparlo.

 

 

 


L'Eretico: Sicilia, MafiOnda sullo Stretto
Postato da admin [29/09/2015 19:53]

 

 

 

Oggetto: Sicilia, MafiOnda sullo Stretto

 

 

         La grande Opera Pubblica del "Nonponte sullo Stretto", è una vicenda sulla quale forse Impregilo può darci - se vuole - qualche indicativa soffiata. L'Opera si fermò appena in tempo. Qualcuno forse, passato di lì, osservò: Però, come è largo questo stretto; meglio stringerlo e poi "pontificarlo". 

         D'altra parte  gli Antichi Romani (molto antichi) costruirono una imponente rete stradale, ma non ci confidarono mai se costruivano prima le strade e dopo i ponti, o viceversa. Nacque solo il detto che "tutte le strade portano a Roma" e questo vale ancor oggi, ma in un altro senso!

 

         Quel Qualcuno, potrebbe pur dire qualcosa ai concittadini che han pagato, profumatamente per il nulla? Oh no?

 

 

                                                                           L'Eretico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Benedetto XVI ai politici
Postato da admin [22/09/2012 20:33]

Il Papa ai politici cattolici: non cedere su aborto, eutanasia e matrimonio

In udienza a Castel Gandolfo i partecipanti all'incontro promosso dall'Internazionale democratico-cristiana. Il Papa indica i paletti posti dalla Chiesa. Prima di tutto "il rispetto della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino al suo esito naturale con conseguente rifiuto dell'aborto procurato, dell'eutanasia e di ogni pratica eugenetica". "Un impegno che si intreccia con quello del rispetto del matrimonio, come unione indissolubile tra un uomo e una donna e come fondamento a sua volta della comunità di vita familiare". "E' nella famiglia fondata sul matrimonio e aperta alla vita che la persona sperimenta la condivisione, il rispetto e l'amore gratuito, ricevendo al tempo stesso - dal bambino al malato, all'anziano - la solidarietà che gli occorre. Ed è ancora la famiglia a costituire il principale e più incisivo luogo educativo della persona, attraverso i genitori che si mettono al servizio dei figli per aiutarli a trarre fuori il meglio di sé". "La famiglia, cellula originaria della società è pertanto radice che alimenta non solo la singola persona, ma anche le stesse basi della convivenza sociale".
Benedetto XVI - 22 Settembre 2012


Ennesimo richiamo del Papa ai politici cattolici, su questioni non negoziabili: tutela della vita, opposizione all'eutanasia, difesa della famiglia antropologica tra un uomo e una donna; era presente Pierferdinando Casini, tentato da alleanze con il PD di Bersani e surrettiziamente con SEL di Niki Vendola che notoriamente sono contro i principi esposti dal Papa. Come cattolico, anche facendo politica da laico, Casini non può non avere ascoltato e su questi temi deve allearsi con chi condivide e sostiene i principi della Dottrina sociale della Chiesa. Casini deve essere coerente non solo a parole, ma nel merito e nelle scelte in Parlamento. Vedremo presto se Casini si confronterà con la Democrazia Cristiana che e' ritornata nella politica con piena legittimità, grazie a una sentenza inappellabile della Corte di Cassazione
Antonino Giannone - V.Presidente ALEF (Associazione Liberi e Forti)

 

 


Un passaggio del discorso di Mario Monti al Meeting di Rimini
Postato da admin [31/08/2012 19:51]

La redazione del BLOG INSIME pubblica un passaggio del discorso di Mario Monti al Meeting di Rimini e un relativo commento di Antonino Giannone.

I disavanzi pubblici disinvolti del passato pesano oggi. La disoccupazione
giovanile che abbiano é figlia di quegli anni. Oggi l'Europa vuole cambiare
questo''.
"Non abbiamo mai pensato che le riforme fatte con intensità' dal governo in
questi mesi potessero nel giro di qualche mese far salire crescita e
occupazione. Ci vuole più tempo"
…..È una sfida affascinante aiutare l'Italia. Lo dobbiamo fare tutti insieme
per essere rispettati nel mondo. Dovremo fare qualche sacrificio, ma questo
riaprirà il futuro per l'Italia.
Governare l'Italia non é scindibile da co-governare l'Europa. L'Italia ha
esercitato un'influenza che a priori non era facile esercitare'' perché gli
altri partner ''ci vedevano con diffidenza, come un Paese che avrebbe potuto
far precipitare la crisi dell'eurozona
Mario Monti (Meeting Rimini 19/08/2012)

Aldo Moro, prima di essere rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse,
profetizzò: l'Italia si salverà se comincerà la stagione dei doveri e non
continuerà solo quella dei crescenti diritti. Con il Governo di Mario Monti e
dei tecnici stiamo affrontando l'emergenza e i sacrifici, ma é solo l'inizio.
Serve un cambiamento culturale, specie al Sud, ma anche al Centro e al Nord,
contro l'assistenzialismo, i privilegi, gli sprechi, l'inefficienza della
pubblica amministrazione, le assunzioni protette, la corruzione della politica,
la lotta a tutte le forme di criminalità. L'antipolitica con i suoi "grilli
parlanti" e la cosiddetta società civile non possono addebitare il disastro del
sistema pubblico solo ai politici; in moltissime situazioni la società civile è
stata ed è connivente con le scelte spesso scellerate della politica (disastri
economici e ambientali per rifiuti, industrie inquinanti, trasformazioni
esagerate sul piano urbanistico e territoriale). Ora si tratta di ridurre e
rinunciare a questa connivenza e ai privilegi e ridare aria pulita alle
istituzioni. Serve un riscatto delle coscienze per salvaguardare il futuro
delle giovani generazioni e dell'Italia
Antonino Giannone

 

 
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Citazione del Card. Angelo Bagnasco - La famiglia nelle scelte politiche
Postato da admin [30/08/2012 18:16]

La famiglia merita di essere molto di più considerata sul piano culturale, e sostenuta sul piano politico ed economico"  affinché "non sia umiliata e non deperisca". "La gente non perdonerà a nessuno la poca considerazione verso la famiglia così come la conosciamo". ...."il grembo naturale della vita nella sua inviolabilità", la famiglia è "il fondamento affidabile della coesione sociale, baluardo educativo dei giovani, vincolo di solidarietà tra generazioni. Anche per questo merita più considerazione". "Se la famiglia fonda la società, la presidia e le garantisce futuro, com'è evidente da sempre, la società a sua volta deve presidiare la famiglia riconoscendone pubblicamente il valore unico, e ponendo in essere tutte quelle misure necessarie e urgenti affinché non sia umiliata e non deperisca".
Card.  Angelo Bagnasco (GE 28/08/2012)


Sono richiami che vengono ripetuti da anni dal Magistero della Chiesa, dalla CEI, dai Vescovi in difesa della Famiglia. Purtroppo inascoltati dai governi del nostro  Paese, che per la Famiglia hanno veramente fatto poco o niente. Il quoziente familiare deve rientrare tra gli obiettivi dei programmi di quei partiti che hanno tanti rappresentanti che si dichiarano cattolici.
Antonino Giannone

 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Angelo Bagnasco (Pontevico, 14 gennaio1943) è un cardinale e arcivescovo cattolicoitaliano, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovometropolita di Genova, già ordinario militare per l'Italia dal 2003 al 2006[1].

Nato nel bresciano da una famiglia genovese sfollata per la guerra, frequenta il ginnasio e il liceo classico presso il Seminario Arcivescovile di Genova e è ordinatopresbitero per l'arcidiocesi di Genova il 29 giugno1966 dal cardinaleGiuseppe Siri.

È vicario parrocchiale della parrocchia di San Pietro Apostolo e Santa Teresa del Bambin Gesù di Albaro dal 1966 al 1985; della stessa parrocchia è poi aiuto pastorale dal 1986 al 1995 avendo assunto altri incarichi a livello diocesano.

Nel 1979 si laurea in filosofia presso l'Università degli Studi di Genova.

 

 

 


Citazione di Giovanni Falcone - la mafia non é affatto invincibile
Postato da admin [20/08/2012 15:02]

"La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni".

Giovanni Falcone

 

"Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola".

Giovanni Falcone 

 

Rileggere le esperienze della vita di Giovanni Falcone tocca nel profondo dell'animo. Un magistrato, non di parte, scrupoloso, competente, in uomo vero e onesto intellettualmente, una bella persona da fare scoprire ai giovani, perché' siano fieri di non piegare mai la testa alla mafia e di non rinunciare alla propria dignità

Antonino Giannone

 

GIOVANNI FALCONE:

 

Giovanni Falcone nasce a Palermo il 18 maggio 1939. Liceo classico "Umberto" e poi Facoltà di Giurisprudenza e laurea nel 1961. Vince il concorso in magistratura, nel 1964 (pretore a Lentini, sostituto procuratore a Trapani, per circa dodici anni). All'indomani del tragico attentato al giudice Cesare Terranova, avvenuto il 25 settembre 1979, Falcone comincia a lavorare a Palermo presso l'Ufficio istruzione. Il consigliere istruttore Rocco Chinnici gli affida nel maggio 1980 le indagini contro Rosario Spatola, un processo che investiva anche la criminalità statunitense.
Nel 1963 si costituisce il "pool antimafia". Oltre lo stesso Falcone del gruppo facevano parte i giudici Di Lello e Guarnotta, e Paolo Borsellino,
L'interrogatorio iniziato a Roma nel luglio 1984 in presenza del sostituto procuratore Vincenzo Geraci e di Gianni De Gennaro, del Nucleo operativo della Criminalpol, del "pentito" Tommaso Buscetta, è da considerarsi una vera e propria svolta per la conoscenza di determinati fatti di mafia e specialmente della struttura dell'organizzazione "Cosa nostra".
I funzionari di Polizia Giuseppe Montana e Ninni Cassarà, stretti collaboratori di Falcone e Borsellino, vengono uccisi nell'estate 1985. Si comincia a temere per l'incolumità dei due magistrati, i quali, per motivi di sicurezza, vengono trasferiti con le famiglie presso il carcere dell'Asinara.
Attraverso questa serie di vicende drammatiche si giunge alla sentenza di condanna a Cosa nostra nel primo maxiprocesso (16 dicembre 1987) emessa dalla Corte di Assise di Palermo, presidente Alfonso Giordano, dopo ventidue mesi di udienze e trentasei giorni di riunione in camera di consiglio. L'ordinanza di rinvio a giudizio per i 475 imputati era stata depositata dall'Ufficio istruzione agli inizi di novembre di due anni prima.
Giovanni Falcone 2
Il 20 giugno 1989 si verifica il fallito e oscuro attentato dell'Addaura presso Mondello. Una settimana dopo l'attentato il CSM decide la nomina di Giovanni Falcone a procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo. Nel gennaio 1990 coordina un'inchiesta che porta all'arresto di quattordici trafficanti colombiani e siciliani, inchiesta che aveva preso l'avvio dalle confessioni del "pentito" Joe Cuffaro' il quale aveva rivelato che il mercantile Big John, battente bandiera cilena, aveva scaricato nel gennaio 1988, 596 chili di cocaina al largo delle coste di Castellammare del Golfo.
Nel 1990 alle elezioni dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura, Falcone non e' eletto.
Intanto si fanno più aspri i dissensi con l'allora procuratore Giammanco, sia sul piano valutativo, sia su quello etico, nella conduzione delle inchieste.
Falcone accoglie l'invito del vice-presidente del Consiglio dei ministri, Claudio Martelli, che aveva assunto l'interim del Ministero di grazia e giustizia, a dirigere gli Affari penali del ministero, assumendosi l'onere di coordinare una vasta materia, dalle proposte di riforme legislative alla collaborazione internazionale. Si apre così dal marzo 1991 un periodo caratterizzato da una attività intensa, volta a rendere più efficace l'azione della magistratura nella lotta contro il crimine.
Falcone si impegna a portare a termine quanto ritiene condizione indispensabile del rinnovamento: la razionalizzazione dei rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria, e il coordinamento tra le varie procure. Si poneva l'esigenza di un coordinamento di livello nazionale.
Istituita nel novembre del 1991 la Direzione nazionale antimafia, sulle funzioni di questa il giudice si soffermò anche nel corso della sua audizione al Palazzo dei Marescialli del 22 marzo 1992. La candidatura di Falcone a questi compiti fu ostacolata in seno al CSM, il cui plenum non aveva ancora assunto una decisione definitiva, prima della tragica morte di Falcone.
E' il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, all'altezza del paese siciliano di Capaci, cinquecento chili di tritolo fanno saltare in aria l'auto su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.
All'esecrazione dell'assassinio, il 4 giugno si unì il Senato degli Stati Uniti, con una risoluzione intesa a rafforzare l'impegno del gruppo di lavoro italo-americano, di cui Falcone era componente.
Nemmeno due mesi più tardi, il 19 luglio, toccava a un altro magistrato cadere sotto i colpi della mafia. Paolo Borsellino veniva ucciso da un'autobomba a Palermo in via D'Amelio. Si tratta di uno dei periodi più bui della storia della Repubblica Italiana.

 

 


Citazione di Giovanni Paolo II
Postato da admin [18/08/2012 14:57]

tra i principali promotori dell'unificazione del continente,  furono uomini…  quali De Gasperi, Adenauer, Schuman… animati da profonda fede cristiana.  Non fu forse dai valori evangelici della libertà e della solidarietà che essi trassero ispirazione per il loro coraggioso disegno?» 

Giovanni Paolo II

 

L'insegnamento dell'azione politica di De Gasperi, la sua autentica ricerca per il bene comune, i principi ispiratori della  costruzione della comunità' europea, la sua integrità morale sono ancora oggi attuali e gli vengono riconosciuti alti meriti sia dagli intellettuali del mondo cattolico che di quello laico e di sinistra.

Trasmettiamo ai giovani che vogliono impegnarsi in politica i valori e l'Etica che ispirarono il grande statista trentino

Antonino Giannone - Vice Presidente ALEF (Associazione Liberi e Forti)

 

 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:

Papa Giovanni Paolo II, nato Karol Józef Wojtyła[?·info] (in latino: Ioannes Paulus II; Wadowice, 18 maggio 1920 - Città del Vaticano, 2 aprile 2005), è stato il 264º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (il 263º successore di Pietro) e 6º sovrano dello Stato della Città del Vaticano (accanto agli altri titoli connessi al suo ruolo). Fu eletto papa il 16 ottobre 1978. In seguito alla causa di canonizzazione, il 1º maggio 2011 è stato proclamato beato dal suo immediato successore Benedetto XVI e verrà festeggiato annualmente nel giorno del suo insediamento, il 22 ottobre.[3] Nella storia della Chiesa, non capitava da circa un millennio che un papa proclamasse beato il proprio immediato predecessore.[4]

 

 


Citazione di Marco Vitale - Lo Stato non immunizza il male nè lo tramuta in bene
Postato da admin [17/08/2012 18:31]

«Lo Stato non immunizza il male né lo tramuta in bene; fa subire ai cittadini gli effetti cattivi delle azioni disoneste dei propri amministratori, governanti e funzionari». «Ma l'immoralità pubblica non è caratterizzata solo dallo sperpero del denaro, dalle malversazioni e dai peculati. Applicare sistemi fiscali ingiusti o vessatori è immoralità; dare impieghi statali o di altri enti pubblici a persone incompetenti è immoralità; aumentare i costi di impiego senza necessità è immoralità; abusare della propria influenza nell'amministrazione delle giustizia, negli esami dei concorsi pubblici, nelle assegnazioni di appalti è immoralità». «Perché la moralizzazione della vita pubblica è il miglior servizio che si possa fare alla Patria nostra».

Marco Vitale

Fonte: E' in sostanza un problema di liberta'

Ed ESD- 2010

 

Le riflessioni di Marco Vitale sono sempre acute e scuotono il nostro torpore. Il tema dell'immoralità non riguarda solo i politici, ma anche i cittadini, la società civile e soprattutto lo Stato, che non e' piu' credibile quando non paga i propri fornitori o li paga con ritardi di 24 mesi, ma l'IVA la vuole incassare subito e le tasse pure, ma senza concedere alcuna compensazione.

Antonino Giannone

 

Marco Vitale
"Economista d'impresa, bresciano di nascita, milanese di residenza, internazionale per cultura e attività. Nato nel 1935, sposato e con due figli.
Appassionato alpinista, sciatore e viaggiatore è stato sulle o intorno alle montagne dell'Alaska (McKinley), della Cordillera Real in Bolivia (Ancohuma - Illampu), della Cina (Minya Konga nelle Alpi del Sichuan), del Karakorum (Broad Peak), delle Ande Argentine (Fitz Roy, Cerro Torre); ha camminato e sciato in Islanda, Patagonia, Pakistan, India; ha percorso gran parte dell'Italia in bicicletta, un ottimo metodo per osservare lo sviluppo dell'economia per come è e non per come si dice che essa sia. Professore universitario, ha pubblicato numerosi libri in materia di economia e management

 

 

 


Citazione di Angelo Bagnasco - L'impegno dei cattolici in politica
Postato da admin [17/08/2012 18:25]

Impegno dei cattolici in politica

 

«I cristiani com'è loro dovere, sono stati e continueranno ad essere lievito nella società con fiducia e spirito di servizio, consapevoli di aver ricevuto un giacimento inesauribile di visione e di valori religiosi, umani e culturali».

«La loro presenza non è codificata in formule specifiche, fatta salva la consapevolezza che sui principi di fondo non si può mercanteggiare, che i valori non sono tutti uguali, ma esiste una gerarchia; che l'etica della vita e della famiglia non sono la conseguenza ma il fondamento della giustizia e della solidarietà sociale».

Angelo Bagnasco - Presidente CEI - 10 Agosto 2012

 

Una pacata riflessione per tutti coloro che si dichiarano Cattolici e

sono impegnati in politica: non possono ignorare i valori della vita e

della famiglia che sono fondamenti di giustizia e solidarietà sociale.

Nel frattempo questi numerosi cattolici si comportano come "cani

servili" dei politici radical chic della sinistra per soddisfare la

sete del potere personale nelle amministrazioni pubbliche e forse nel

2013 anche nel Governo dell'Italia

Antonino Giannone

 

 


Papa Benedetto XVI si rivolge ai bambini
Postato da admin [26/03/2012 21:52]

Papa Benedetto XVI si rivolge ai bambini nella sua visita in Messico:
"Gesù vuole scrivere in ognuna delle vostre vite una storia di amicizia abbiatelo allora, come il migliore dei vostri amici. Egli non si stancherà di dirvi di amare sempre tutti e di fare il bene. Voi lo ascolterete, se avrete sempre un rapporto assiduo con Lui, che vi aiuterà anche nelle situazioni più difficili". Ai bambini di Gunajauto il Santo padre ha ricordato l'esempio dei beati Cristobal, Antonio e Giovanni, "i piccoli martiri di Tlaxcala, che conoscendo Gesù, al tempo della prima evangelizzazione del Messico, scoprirono che non esiste tesoro più grande di Lui". "Erano piccoli come voi, e da loro possiamo imparare che non esiste età per amare e servire". Vi invito, allora, a pregare sempre, anche a casa; così sperimenterete la gioia di parlare con Dio in famiglia così come a tutti gli altri che vi sono cari". "Che la Vergine vi accompagni molte grazie, miei piccoli amici".
Benedetto XVI (25/03/2012)


Parole di fiducia e di sostegno ai bambini per riscoprire ogni giorno il valore della preghiera, parlando con Dio. Noi adulti siamo ormai molto influenzati dal relativismo e nichilismo che mirano a cancellare
la presenza di DIO nel mondo. E' ora che noi cattolici ci risvegliamo per testimoniare la Parola di Gesù Cristo non solo nella vita privata, ma soprattutto in pubblico e nelle Istituzioni
Antonino Giannone

 


Riflessione di Benedetto XVI
Postato da admin [01/03/2012 20:18]

....una mentalità che e' andata diffondendosi nel nostro tempo, rinunciando ad ogni riferimento al trascendente, si e' dimostrata incapace di comprendere e preservare l'umano. La diffusione di questa mentalità ha generato la crisi che viviamo oggi, che e' crisi di significato e di valori, prima che crisi economica e sociale. L'uomo che cerca di esistere soltanto positivisticamente, nel calcolabile e nel misurabile alla fine rimane soffocato
Benedetto XVI - 25 Nov 2011

Consiglio dei Laici
Questa riflessione di Benedetto XVI e' rivolta a tutti i laici, in particolare ai cattolici che si sono intiepiditi sui valori e sulla propria identità. La società globalizzata vuole rimuovere l'idea stessa di Dio, ancor più quella di Gesu' Cristo. Oggi pou' che mai serve alla società della globalizzazione l'impegno di tanti giovani nelle istituzioni per ridare  all'umanità più fiducia e speranza in un futuro migliore.
Antonino Giannone


 


Citazione di Benedetto XVI in Germania
Postato da admin [06/12/2011 19:33]

Non sono i nostri sforzi umani o il progresso tecnico del nostro tempo a portare luce in questo mondo. Sempre di nuovo facciamo l'esperienza che il nostro impegno per un ordine migliore e più giusto incontra i suoi limiti ... Il mondo in cui viviamo, nonostante il progresso tecnico, in ultima analisi, a quanto pare, non diventa più buono ... anche quelli che nella storia si sono ritenuti "portatori di luce", senza però essere stati illuminati da Cristo, l'unica vera luce, non hanno creato alcun paradiso terrestre, bensì hanno instaurato dittature e sistemi totalitari, in cui anche la più piccola scintilla di umanesimo è stata soffocata.
Benedetto XVI - Germania 24.09.2011

Non c'e alcun dubbio che l'innovazione tecnologica abbia portato e continuerà a portare grandi cambiamenti nei sistemi organizzativi e sociali, offrendo prodotti di consumo, beni di vario genere, farmaci risolutivi, applicazioni e servizi utili all'uomo che ne consentono un miglioramento della qualità della vita, anche di sconfiggere malattie prima considerate incurabili e di sfamare milioni di persone in più con coltivazioni con più elevata produttività. Accanto alle frequenti innovazioni tecnologiche si e' andato estendendo
il fenomeno della globalizzazione; si è andata intensificando la scelta della delocalizzazione: una serie di beni che in Europa avevano un prezzo, fatti in Asia costano la metà. Ma questa scelta che dovrebbe fare aumentare il potere d'acquisto, ha determinato il paradosso che bisogna consumare sempre di più in Occidente e produrre sempre di meno, mentre in Asia aumentano la produzione e non consumano!  In pratica, in un mondo occidentale a bassissimo tasso di crescita; il "sistema occidentale" ha fatto consumare di più alla persona per aumentare il PIL, facendole spendere di più, ma non facendola guadagnare di più;  ha alimentato e alimenta una falsa crescita e inoltre si sono create condizioni per fare meno risparmio. In conclusione, senza correttivi, riteniamo che aumenterà la tendenza di negare: la vita e uno sviluppo integrale della persona. L'Occidente potrebbe restare solo spettatore del suo declino; spetta a tutti coloro che sono coerenti con la cultura e i valori fondanti dell'uomo, della dottrina sociale della Chiesa e di Caritas in Veritate,  cercare "insieme", a tutti i costi, di contribuire ad evitare questo declino dell'uomo verso una società globalizzata, senza speranza e senza Dio.
Antonino Giannone

 


Citazione di Benedetto XVI - dopo aver messo da parte Dio
Postato da admin [25/10/2011 22:00]

"Dopo aver messo da parte Dio, o averlo tollerato come una scelta privata che non deve interferire con la vita pubblica, certe ideologie hanno puntato a organizzare la società con la forza del potere dell'economia. La storia ci dimostra, drammaticamente, come l'obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace, prescindendo da Dio e dalla Sua rivelazione, si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane"

Benedetto XVI (da www.totustuus.it 22/10/2011)

 

Le crisi finanziarie internazionali della prima decade degli anni duemila hanno rivelato comportamenti di egoismo e cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala, mentre oltre un miliardo di persone vivono con poco più di un dollaro al giorno e sono aumentate enormemente le diseguaglianze nel mondo, generando tensioni e imponenti movimenti migratori. Per la Santa Sede serve la costituzione di un'Autorità pubblica mondiale al servizio del bene comune. Serve con urgenza una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un'Autorità pubblica a competenza universale.

Ma riteniamo che serva altresì e "in primis" un rispetto dell'Etica in tutte le professioni e attività. Serve formare i giovani con i valori fondanti dell'uomo e i principi dell'Etica, partendo dall'insegnamento dei grandi filosofi greci e latini, per fare recuperare alla società globalizzata un degrado che sta distruggendo le relazioni sociali ed economiche attraverso il prevalere di una spietata logica del più forte e dell'assenza di un minimo senso di solidarietà e comprensione nei confronti della situazione specifica e spesso critica degli interlocutori.

Antonino Giannone

 

 


Citazione di Steve Jobs
Postato da admin [08/10/2011 08:58]

 

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.

Steve Jobs

 

Una breve riflessione, doverosa sulla scomparsa di Steve Jobs, forse il più grande innovatore della storia dell'uomo.

Ambienti creativi stimolano la creatività e altrettanto vero che ambienti distruttivi stimolano la distruttività.

Quindi dobbiamo proteggerci da questi ambienti e cercare sempre di contattare persone e ambienti creativi, per poterci illuminare alla luce della creatività di chi ci circonda.

Steve Jobs ha avuto talenti naturali per essere un grande innovatore, deve aver sognato di fare e inventare cose nuove sin da bambino. Infatti si dice che se vogliamo essere creativi dobbiamo rimanere in parte bambini, con la creatività e la fantasia che contraddistingue i bambini prima che siano deformati dalla società degli adulti. A nostro avviso, se non abbiamo entusiasmo, passione, non possiamo impostare una relazione autentica, positiva, creativa con la natura. Con l'entusiasmo, la passione per le cose semplici, banali, possiamo scoprire un mondo meraviglioso, una bellezza stupenda, emozioni profonde e intense in ogni elemento, in ogni aspetto della natura. Steve Jobs in assoluto ha avuto fiducia in se stesso e come ha scritto e detto ha vissuto ogni giorno come se fosse l'ultimo, facendo ogni cosa al meglio delle sue possibilità. Sembra essere un super eroe della narrazione di Tolkien della sub creatività, che avvicina l'uomo al suo Creatore. La vita e l'esperienza umana di Steve Jobs, sarà di grande riferimento per i giovani e per tutti coloro che s'impegnano nella ricerca e negli studi e si confrontano con l'innovazione e a volte saranno loro stessi gli innovatori nell'era del III° millennio

Antonino Giannone

 

 


Milioni di non nati nel XX secoloe chissà quanti milioni negli anni 2000
Postato da admin [03/09/2011 15:46]

Un giorno Papa Giovanni Paolo II aveva parlato di tutti gli orrori del XX secolo che volgeva al termine e che sarebbe stato ricordato "per una interminabile serie di guerre e per un massacro permanente di vite umane innocenti", parlò anche dell'aborto che egli giudicava un grande peccato, ma mai aveva avuto parole di condanna o di disprezzo per la madre che sacrificava suo figlio, in quella circostanza ebbe a dire: " A questo cimitero di vittime della crudeltà umana del nostro secolo, si aggiunge anche un altro grande cimitero: il cimitero dei non nati, cimitero di indifesi di cui perfino la propria madre non conobbe il volto, acconsentendo oppure cedendo alla pressione, perché venisse loro tolta la vita prima ancora di nascere"
Giovanni Paolo II (da Il Frutteto di Dio- Vita e Pensiero 1998)

L'uomo occidentale, in particolare i cristiani, fanno finta di non sapere che tutte le centinaia di migliaia di non nati, a causa di aborti volontari e non volontari, non hanno sepoltura e vengono o buttati via o venduti come materia prima, specie per le industrie di cosmesi. La cultura cristiana concepisce l'uomo come persona e riconosce, perciò, al corpo e all'anima la stessa identica dignità che fa distinguere l'uomo come superiore ad ogni altro essere, siano "astri nei cieli" che esseri più semplici in Terra. Da 10 anni opera in Italia l'ADVM (Associazione Difendere la Vita con Maria) che cerca di fare deliberare dalle Regioni con il benestare delle ASL e del Comune interessato, l'autorizzazione a recuperare i non nati, a deporli in appositi contenitori e poi a dare loro una regolare sepoltura.  Solo qualche Regione ha deliberato in tal senso, la Lombardia e' una di queste Regioni.
Purtroppo l'opposizione ideologica della sinistra e dei radicali e' fortissima perché, come e' noto, non considera vita l'embrione, anche se l'aborto si pratica a feti di alcuni mesi!  Speriamo che Dio ci condannerà per questa ecatombe di non nati, inviati e trattati come semplici rifiuti, alla quale assistiamo con l'indifferenza di chi non ha più fede e sensibilità umana. Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita.
Antonino Giannone

 


Citazioni di Giovanni Paolo II - Il mistero della sofferenza umana
Postato da admin [31/08/2011 19:56]

"Nella debolezza dei malati vidi sempre più chiaramente emergere la forza, la forza della misericordia. In un certo qual modo, essi "provocano" la misericordia. Mediante la loro preghiera e la loro offerta, non soltanto impetrano misericordia, ma costituiscono lo "spazio della misericordia" o, meglio, "aprono spazi" alla misericordia. Con la loro infermità e con la loro sofferenza, infatti, suscitano atti di misericordia e creano la possibilità di compierli."
Giovanni Paolo II (da Alzatevi, Andiamo)

"La sofferenza e' in se stessa, un provare il male. Ma Cristo ne ha fatto la più solida base del bene definitivo, cioè del bene della salvezza eterna. Con la sua sofferenza sulla croce Cristo ha raggiunto le radici stesse del male, del peccato e della morte. Egli ha vinto l'artefice del male, che e' Satana, e la sua permanente ribellione contro il Creatore."
Giovanni Paolo II (da Salvifici doloris, n. 26)


Questa difficile riflessione del Beato Giovanni Paolo II e' piena di Fede e di comprensione umana, ma soprattutto di condivisione della sofferenza altrui. Queste intuizioni e sensibilità si potevano manifestare in Giovanni Paolo II, non solo in quanto Papa, ma ancor più in quanto Egli stesso malato e grande sofferente
Antonino Giannone

 


Citazione di John Henry Newman (Sermone1)
Postato da admin [28/08/2011 09:55]

"La perfetta vita cristiana e' quella in cui il dovere e il piacere coincidono, in cui quello che e' giusto e vero ci viene naturale e il servizio di Dio e' perfetta libertà. Ed e' questa la condizione verso la quale tendono tutti i veri cristiani, la condizione in cui si trovano gli angeli, per i quali la felicità' consiste in una totale sottomissione a Dio nel pensiero e nell'azione, e la pienezza della gioia, come pure la vita eterna, sta nel completo e assoluto asservimento della loro volontà alla sua."
John Henry Newman (Sermone1)


Il commento che viene spontaneo, leggendo i Sermoni di Newman e' che sa parlare con franchezza a tutti, presentando il cristianesimo senza enfasi o retorica. Possiede il linguaggio della verità e lo sa comunicare e trasferire al cuore di chi legge, come se lo stesse ascoltando.
Antonino Giannone


John Henry Newman ( 1801-1890), autorevole apologeta della fede, sacerdote anglicano divenuto cattolico nel 1845 e cardinale nel 1879. Convertito della tempra di Paolo e di Agostino. Nei suoi scritti. nei suoi sermoni ci presenta il cristianesimo in un modo fresco, persuasivo e vivace, penetrando a fondo nelle pieghe delle verità e dei grandi temi che si propone di indagare: l'obbedienza alla Legge di Dio, l'autenticità della professione di fede, l'importanza dell'amore e della carità.
Proclamato Beato nel 2010 da Benedetto XVI. Un   Papa che dopo secoli ha fatto di nuovo visita all'Inghilterra.

 


L'Uomo e l'Amicizia: citazioni di antichi e moderni per i nostri confusi e complessi giorni
Postato da admin [20/08/2011 19:59]

"La vita senza l'amicizia è nulla"

Verae amicitiae sempiternae sunt: Le vere amicizie sono eterne.

"Abbiamo bisogno dell'amicizia sempre, proprio come abbiamo bisogno dei proverbiali fondamenti della vita, il fuoco e l'acqua"

Cicerone

"Non è tanto l'aiuto degli amici a giovarci, quanto la fiduciosa certezza che essi ci aiuteranno"

Epicuro

"La prova dell'amicizia è il sostegno nell'avversità, e sto parlando di assistenza condizionata"

Mahatma Gandhi

"Quando il tuo amico ti apre il suo cuore, nel profondo del tuo non temere il no e non lesinare il sì"

K. Gibran

"Ogni amico costituisce un mondo dentro di noi, un mondo mai nato fino al suo arrivo, ed è solo tramite questo incontro che nasce un nuovo mondo"

Andrés Nin

 "Gli amici sono pazienti e gentili, non sono vana gloriosi, non sono arroganti o rudi"

Prima lettera ai Corinzi

Abbiamo riportato alcune sintetiche citazioni di personaggi dell'antichità e dell'era moderna sull'amicizia, un sentimento, un rapporto umano che è antico come l'uomo, ma che è sempre più raro se ne accertassimo l'autenticità e il disinteresse. Riteniamo che tali citazioni siano sempre di attualità nell'era del terzo millennio, caratterizzata dalla ricerca spasmodica dell'"amicizia virtuale" su Internet e sui social network. Saremmo lieti che si potrà  registrare per le nuove generazioni che in questa nuova forma di "amicizia virtuale" il tutto non si riduca ad un effetto di immagine, di effimero, di superficiale; se così sarà, in pratica rimarrà accresciuto e non diminuito il sentimento dell'uomo e della sua natura positiva nel ritrovare nell'amicizia, specie in quella di natura politica per la ricerca del bene comune, una fratellanza, un impegno e una solidarietà per l'affermazione dei valori umani universali e  noi aggiungiamo di valori cristiani.

Antonino Giannone

Marco Tullio Cicerone, i riferimenti sono stati riportati in precedenti citazioni  

Epicuro,  nato a Samo da genitori ateniesi nel 341 a.C. Nel 306 a.C. si vide sorgere in Atene, oltre all' Accademia e al Liceo, un'altra scuola filosofica, il Giardino ( in Greco KhpoV ), fondatore di essa fu Epicuro. La sua morte, avvenne nel 271 a.C. Il latino Lucrezio scrisse di Epicuro: "genus humanum ingenio superavit , et omnis restinxit, stellas exortus ut aetherius sol" ( grazie al suo ingegno superò il genere umano e tutti privò di luce, come al suo sorgere il sole nell'etere spegne le stelle ).

Mohandas Karamchand Gandhi, noto come Mahatma Gandhi,  i riferimenti sono stati riportati in precedenti citazioni  

Kahlil Gibran, (Bsharri, 6 Gennaio 1883- New York, 10 Aprile 1931 fu un poeta, scrittore,pittore e  filosofo libanese. Scrisse principalmente in arabo fino al 1920 circa. I suoi testi hanno una nascita un pò controversa. Molti di essi furono destinati quotidiani e riviste, sia arabi che inglesi. Molte delle informazioni e dei pensieri su K. Gibran ci pervengono dagli epistolari (lettere che scrisse a due amiche) e dai Diari di Mary Haskell. A seguito del successo del Profeta, e soprattutto dopo la sua morte, gli scritti di diversa natura, editi e inediti, vennero recuperati e tradotti e apparvero in raccolte il cui rigore è a volte discutibile in quanto spesso non viene nemmeno citata la fonte, altre invece vennero realizzate da amici stretti dell'autore e hanno maggiore attendibilità.

Andrés Nin, (in catalano Andreu Nin; El Vendrell, 4 Febbraio 1892- Madrid, 20 Giugno 1937) è stato un politico e antifascista spagnolo)

Prima lettera ai Corinzi,  dal Nuovo Testamento: Lettere di San Paolo.

 


Citazione di Giovanni Paolo II sulla globalizzazione
Postato da admin [16/08/2011 09:15]

"Il rapido avanzare verso la globalizzazione dei sistemi economici e finanziari mostra la necessità
urgente di stabilire di chi è la responsabilità di garantire il bene comune mondiale e l'esercizio dei diritti economici e sociali. Il libero mercato da sè non può fare questo, perché in effetti ci sono molti bisogni umani che non hanno posto nel mercato."

 Giovanni Paolo II nel messaggio per la Giornata della Pace, 1° gennaio 1999

"La globalizzazione non è questione di mercato. E' questione di potere e controllo. E' il rimodellamento del mondo in uno senza confini regolato da una dittatura delle banche centrali più potenti del mondo, delle banche commerciali e delle aziende multinazionali. E' un tentativo di cancellare un secolo di progresso sociale e di modificare la ripartizione del reddito da ingiusto a inumano."
Paul Hellyer, già primo ministro del Canada
"La globalizzazione sta distruggendo milioni di vite. Per noi l'unica alternativa e' combattere per la nostra sopravvivenza"
Sarath Fernando, Movimento nazionale per la terra e la riforma agricola per lo Sri Lanka
La globalizzazione e' stata all'inizio una grande speranza per molti Paesi per una grande  espansione commerciale, ma per altri in un depauperamento delle proprie risorse produttive e crescita di disoccupazione,  ha portato negli ultimi anni la finanza al potere al posto della politica, infatti con una prima grande crisi (2008-2009) la finanza ha chiesto alla politica di salvare a livello internazionale le banche. Con la crisi della prima decade di Agosto 2011, e' necessario dare agli Stati,  alla politica e alla democrazia più potere, perché la finanza se fallisce non risponde a nessuno e fa solo gli interessi di grandi poteri, dunque meglio la politica che risponde al popolo.


Antonino Giannone

 


Citazione di Eliot
Postato da admin [07/08/2011 14:47]

"Esiste solo la lotta per riconquistare ciò che si e' perduto, trovato e riperduto senza fine. Ora le condizioni non sembrano a noi favorevoli, forse non ci guadagneremo ne' ci perderemo. A noi non resta che tentare. Il resto non ci riguarda"
Eliot


Questa citazione ci spinge a riflettere sulle nostre convinzioni; aggiungiamo che quando queste convinzioni sono ancorate a valori antropologici, universali e, nel nostro caso, cristiani, allora esigono un nostro impegno continuo, senza cedimenti. Questo in sintesi sta avvenendo in tutti coloro che credono nel popolarismo sturziano e degasperiano e nella dottrina sociale della Chiesa per il rinnovamento dell'Italia. Noi di ALEF (Associazione dei Liberi e Forti) abbiamo contribuito a costituire FEDELIF verso il PPE lanciando un appello ai tantissimi italiani  Liberi e Forti: moderati, cattolici, popolari, liberali, di cultura repubblicana, socialdemocratica e riformista che condividono  con noi fondamentali valori comuni per realizzare una nuova fase politica per una società migliore nel Paese.
Ettore Bonalberti Presidente ALEF
Antonino Giannone Vice Presidente
Giorgio Zabeo Presidente Circoli Insieme

 

(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera) - Thomas Stearns Eliot (Saint Louis, 26 settembre 1888 - Londra, 4 gennaio 1965) è stato un poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo statunitense naturalizzato britannico.

Premiato nel 1948 con il Nobel per la letteratura, è stato autore di diversi poemi, alcuni dei quali destinati al teatro: Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock, La terra desolata, Gli uomini vuoti, Ash Wednesday, Quattro quartetti, Murder in the Cathedral (Assassinio nella cattedrale) e The Cocktail Party. È stato autore inoltre del saggio Tradition and the Individual Talent.

Eliot si trasferì dagli Stati Uniti d'America nel Regno Unito nel 1914 e nel 1927 divenne suddito britannico



 


 
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