Anno dell'anziano
Postato da admin [18/10/2012 10:39]

Provo un senso di commozione allorquando dal balconcino di casa mia al mattino e, alle volte, nelle ore pomeridiane, vedo nel parco anziani-nonni "impettoruti ed amorevoli" che conducono a scuola  o riportano a casa i nipotini. Hanno, nell'insieme, quell'aspetto paterno e di "burbero" affetto oltre che sicurezza che avvolge il piccolo, tenuto "fortemente" per mano  o guidato con gesti e/o con sguardi benevoli e severi nel procedere  lungo i viali o nei corridoi della scuola. Si, proprio fino all'uscio della classe dove, con un "caro saluto", lo lascia nelle mani istruttive dell'insegnante.

Ammiro gli anziani, o meglio: quelli della "terza età", per l'aiuto quotidiano alle loro famiglie ed agli amici e conoscenti abbisognevoli di conforto e di solidarietà, perle commissioni abituali e nelle varie vicissitudini  umane della vita "di sempre". Nelle gioie e nelle sofferenze, nelle commemorazioni, nelle opere minute condominiali, nella cura e nel  sostegno morale e talvolta anche materiale di "vicini" con evidenti difficoltà economiche, nel servizievole ed ossequioso "aiuto" alle donne in difficoltà. Al "cedere", per propria educazione, il "posto" nei mezzi pubblici a donne, disabili, altri anziani non più "marziali". La solidarietà, poi, è maggiormente palpabile e visibile alla scomparsa dell' "amico fraterno", del conoscente, dell' "istruito" che lo ha supportato nelle sue necessità burocratiche e ne fa l' "encomio" fra i presenti.

Mi sovvengono, talvolta, quelle antiche visioni vissute nel meridione d'Italia (io stesso meridionale) delle donne "piangenti e scapigliate" che venivano  "invitate" o "assoldate" per "tessere" le doti del defunto e "piantonare" con i parenti la bara dello stesso.

E che dire poi dell'anziano che "regola" il flusso viario in prossimità delle scuole e nei periodi scolastici? Ne conosco uno.

Ha l'aspetto fiero e "tosto" dell'agente di pubblica sicurezza. Alto, baffuto alla Gengis Kan, con occhiali di circostanza, giubbotto giallo e paletta segnaletica, scarpe atletiche all'ultima moda, sguardo tra il "brutto" e il "bono".  E' l'attrazione gioiosa dei piccoli e dei grandi. Saluta tutti con deferenza e signorilità, incoraggia piccoli e grandi all' attento attraversamento della strada solo sulle strisce pedonali; con cipiglio  e repentina "alzata" della paletta, divieta, per il passaggio pedonale prioritario, auto, moto, bici ed anche mezzi pubblici. Poi, con mossa e lieve inchino, a passaggi avvenuti, "concede" il libero transito e torna "saltellante" nel suo posto di "vedetta stradale".

Se talvolta manca per poco tempo, tutti si guardano con leggero smarrimento e si domandano dov'è?, perché manca?. Poi, lo si vede arrivare felice: aveva, come sempre, accompagnato a scuola un disabile in carrozzella.

Mi saluta affettuosamente e, nei brevi momenti del suo rilassamento dalla "prestazione al sociale" (così afferma con molta soddisfazione) mi racconta aneddoti, storielle, compiacimenti di persone, affetti familiari e di amici bontemponi e musicanti. Si, perché, fra le altre sue varie attività, suona e canta con amici nei vari ospizi e case per anziani.

Gli voglio tutto il bene dell'animo e lo stimo profondamente.

A voi e per Voi che leggete un suggerimento: siate fieri ed amate i vostri anziani!   

                                                                                

                                                                        Giovanni Di Turi

 

Ama l'anziano

Lascialo Parlare, perché nel suo passato ci sono tante cose vere. Lascialo Andare, tra i suoi vecchi amici, perché è li che si sente rivivere. Lascialo Raccontare, storie già ripetute, perché lui vuole vedere se stai alla sua compagnia.

Lascialo Vivere, tra le cose che ha amato, perché soffre di sentirsi spiantato della propria vita. Lascialo Salire, nell'auto di famiglia, quando vai in vacanza, perché l'anno prossimo avrai rimorso se lui non ci sarà più. Lascialo Invecchiare, con lo stesso paziente amore con cui lasci crescere i tuoi bambini perché tutto fa parte della natura.

Lascialo Morire, tra le braccia pietose, perché l'amore dei fratelli sulla terra fa meglio presentire quello del Padre nei cieli. Fa questo, o proverai vergogna di essere Uomo.

("ama l'anziano" - Alessia 77- web)

 

 
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Anziani, capitale umano, anche per malati gravi dementi
Postato da admin [11/11/2009 20:34]

 I possessori di  lunga età,  non mancano a tutt'oggi, di essere citati nelle pagine dei giornali, radio, TV,  Web, ecc, occupando spazi in ogni sapere antropologico.

Come non rimanere impressionati dello scritto autobiografico sulla vechiaia, rilasciato recentemente dal Cardinal Martini?

Ma non sempre, però, le citazioni sugli anziani riescono a fotografare il loro pianeta sempre più espanso, con consona correttezza scientifica.

Luoghi comuni, banalità, inesattezze, stereotipismi, continuano ad essere schiettamente propinati da mass media, facendo orripilare ed inorridire quanti, scientemente e professionalmente, investono il proprio quotidiano nella cura assistenza: i geriatri (cui io appartengo!)

Questo perchè, putroppo, finisce con ledere gli anziani, costretti, loro ahimè, ad assistere, passivamente, alla costruzione di una modellistica, spesso forgiata all'insegna della retorica e della vacuità, aprioristicamente negativa.

Per nostra fortuna un recente convegno a Stresa, organizzato dalla Fondazione Socialità e Ricerche e da Ambrosetti, ha rimesso in discussione la possibilità che gli anziani possano continuare ad essere produttori di ricchezza, con ricadute positive su loro stessi e sui coetanei meno fortunati.

Anziani visti quindi come "capitale umano attivo ed in crescita" (se ne è parlato anche al convegno Regionale del 15 Novembre 2008, organizzato dal Movimento Cattolico Lavoratori, a Spinea), in grado di fornire assistenza a coevi meno fortunati, quali ad esempio gli anziani affetti da demenza in fase avanzata.

Un tema di grande interesse, questo, dal punto di vista geriatrico, soprattutto nella considerazione che il miglioramento della qualità nelle cure assistenziali si traduce in un miglioramento della qualità della sopravvivenza, nelle persone ammalate di demenza e dei familiari accudenti (Mitchell e al, The Clinical Course of Advanced Dementia, NEJM 361: 1529, 2009).

Senza entrare nell'area ancora fibrillante e piena d'inquietanti interrogativi della bioetica, mi piacerebbe aprire un dibattito clinico medico, con gli amici che frequentano queste pagine web, finalizzato ad affrontare, fra l'altro, un tipo d'assistenza, moderna, per anziani dementi gravi, alla luce di un sottoutilizzato e ricco capitale umano, rappresentato per l'appunto, dagli anziani.

Buona lunga età

Dr Carmelo Sebastiano Ruggeri

Spinea 10 Novembre 2009

 

 
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Quando si pronuncia la parola "anziano"
Postato da admin [30/03/2009 20:36]

Quando si pronuncia la parola "ANZIANO" si pensa, a torto, che l'organo istituzionale di intervento sia quello sanitario,  pensando che una volta assicurato il servizio di natura sanitaria, magari anche supportato da associazioni di volontariato, si possa chiudere l'argomento.

 

 I  In realtà l'assistenza medica non basta a risolvere quel male tremendo e distruttivo che si chiama "SOLITUDINE", che interviene anche nei confronti degli autosufficienti, consapevoli che dopo anni di partecipazione alla vita sociale si può continuare a "DARE".

 

    Può essere che quando si è collocati in pensione ci si senta improvvisamente estromessi.

 

   La parola "ANZIANO" è generica, come fosse una categoria con caratteri comuni, cosa che non  è... perché permane la capacità di poter svolgere più attività e di avere più aspirazioni, ed anche ambizioni.

 

    Generalizzazioni non sono accettabili, ma si deve continuare a progettare il "FUTURO" inseriti nel contesto sociale dove si è vissuti.

 

    Un'altra prospettiva dalla quale si può osservare l'anziano è quella della società attuale, attenta più che altro  al profitto o guadagno e quindi alla possibilità di emarginare chi non è inserito nel contesto.

 

     E' importante che in molti casi dopo la pensione ci si inserisca in attività precedentemente praticate, e anche in nuove, acquisendo nuove capacità, ma è anche vero che in molti casi non si trova modo di potersi inserire e ci si chiude in una "INVOLONTARIA SOLITUDINE".

 

I problemi, per molti anziani, esistono in maniera più accentuata nella società in cui i progressi della scienza e del benessere aumentano le aspettative di vita.

 

    In altri tempi l'anziano non rappresentava un  problema nell'ambito della famiglia, coesa ed essenziale "AGENZIA DELLA COMUNITA' UMANA".

 

    Le discussioni più importanti le determinava l'anziano, riconosciuto detentore di esperienza e saggezza a cui i componenti della famiglia attingevano qualora si manifestassero le necessità.

 

    Oggi questa saggezza, pilastro della civiltà rurale, non è più ritenuta utile né adeguata ai tempi, caratterizzati da ritmi frenetici e anche travolgenti, che oggi noi   viviamo.

 

    In questo clima l'anziano si rende conto di non poter più stare dietro ai mutamenti repentini guidati da tecnologie nuove, alle quali si riesce ad avvicinarsi solo se si ha una certa preparazione che è certamente più facile per gli adolescenti.

 

    L'anziano tende a isolarsi, diventa "UN PESO", un valore negativo per le generazioni seguenti le quali non gli accreditano il merito dei sacrifici e dell' opera svolti nel passato.

 

    Queste riflessioni hanno lo scopo di alimentare un dibattito ideale sulla qualità della vita delle persone non più giovani.

 

Allora: ANZIANO, come fonte e detentore di ricordi, esperienze e fatti caratterizzanti, produttore di cultura e partecipazione di dinamica essenziale come elemento di rigenerazione sociale utile a chi, attraverso il passato, vuole costruire il proprio futuro.

 

Prof. Arch. Ferdinando Ranzato

Presidente Regionale MCL

 

 

 
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Politiche Sociali nella città di Spinea
Postato da admin [04/02/2009 00:59]

Accetto ben volentieri, con una punta d'orgoglio misto ad un riverente timore, la proposta formulatami dall'amico presidente Marco Trabucchi, di presentare una summa delle mie recenti attività  in veste di "Assessore (liste civiche) alle Politiche Sociali, Geriatra" (oltre che Psicoterapeuta con l'hobby del pianoforte).

Risiedo a Spinea, città in formazione, a 16 Km. da Venezia, con una densità abitativa di 1.634,47 abitanti per Kmq.; formata da 10.949 famiglie (2,37 componenti in media) e da 26.050 abitanti, di cui il 21,8% ultra65enni.

Devo dire che l'Amministrazione Comunale ha sempre dimostrato grande attenzione, con opportuni generosi investimenti per le politiche sociali riguardanti, soprattutto, la famiglia e l'età adulta-anziani, su mia specifica e rigorosa sottolineatura. Sovente il sindaco mi definisce "l'asessor dei veci". Attenzione a 4D, sia per la popolazione in buono stato di salute, sia per quel 10% di anziani fragili e con dipendenza psico-fisica, che appartengono alla nostra comunità competente. Recentemente il Consiglio Comunale ha approvato la convenzione per la nascita d'una RSA con 120 posti letto, ambulatori, negozi, un ristorante, un bar e 37 mini appartamenti. Un importante risultato coniugato all'impegno d'includere fra le risorse economiche (oltre all'ambiente, al capitale fisico) l'"Human capital" (insieme delle conoscenze, competenze, abilità, emozioni) acquisito durante la vita dai nostri concittadini ultra65enni, messi opportunamente in rete, per attività di trasformazione e di creazione. Catalizzati da uno dei nostri importanti servizi, il "Centro Anziani Insieme", all'insegna del mutuo auto-aiuto, stando Bene!

Bene-Essere a Spinea. Su questo specifico obiettivo ho ideato, programmato e realizzato, una complessa ed articolata manifestazione pubblica (fatta propria dall'amministrazione comunale) intitolata: Ottobre mese dell'anziano "Bene-Essere Anziano a Spinea". Manifestazione insignita di riconoscimento, con una medaglia, da parte del Capo di Stato. Ideata per Informare- Educare- Sensibilizzare- socializzando. IES, dell'amministrazione comunale e della Comunità, per i propri anziani! Manifestazione che ha avuto il suo prologo con un partecipato e sentito convegno, organizzato a settembre in occasione della XV giornata mondiale della malattia d'Alzheimer-Perusini, (vantiamo da 2 anni, fra i Servizi alla Persona, il Cafè Alzheimer, nato in collaborazione con l'Associazione Alzheimer di Venezia). Che si è continuata con la III Edizione della Festa Nazionale dei Nonni (con premiazione di elaborati, spettacolo intergenerazionale di Paul Hindemith).

Per poi affrontare il cogente problema delle "assistenti familiari", del welfare fatto in casa e della crisi della famiglia. E poi passare al progetto informativo, incentrato a delineare idonei stili di vita finalizzati alla prevenzione delle disabilità dipendenti dalle lesioni a carico dell'importante "ammortizzatore" del corpo umano, il piede (struttura anatomica spesso dimenticata!), ed a carico del principale sistema sensoriale che permette di conoscere il mondo che ci circonda, la Vista.

Con una mattinata destinata a visite mediche gratuite, da parte di colleghi primari delle aziende ASL 12 e 13, certificate ed indirizzate ai medici curanti. Oltre a far conoscere le opportunità offerte dalla moderna profilassi vaccinale nei confronti di temibili infezioni, in grado di far scadere prepotentemente la qualità di vita dell'anziano. Per poi concludersi su una tematica antropologica, ancora negata nell'immaginario collettivo: quella "dell'amore senza limiti d'età". L'obiettivo della socializzazione è stato affrontato fra l'altro da un intervento storico musicale (a mia regia e conduzione): "storia dell'Italia in canzonetta" e dal "pranzo sociale" che lo scorso anno ha registrato oltre 500 presenze.

 Risultati di questa Pubblica Manifestazione? Ai posteri l'ardua sentenza! Quello che ora mi fa piacere, è la consapevolezza d'aver lavorato e di lavorare, con impegno e passione, nella libertà ideativa, la complicità ed il sostegno della mia famiglia, il contenimento finanziario (con costi di produzione davvero irrisori, per la comunità). Si sta facendo! Esiste un'impellente necessità d'azione, nonostante il rigore della realtà contingente, tradotta nella crisi energetica ed economica. Le risorse scarseggiano, i reparti di Geriatria vengono falcidiati. Ciò nonostante siamo tutti consapevoli che gli anziani hanno bisogno d'una Geriatria moderna, efficace. Ma anche di politici sensibili ed interessati al problema che, nella sua complessità, non ammette stasi né deroghe di alcuna sorte.

 

Carmelo Sebastiano Ruggeri

Assessore

 

 
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Pianeta Anziani: uno sguardo attento su questa realtà
Postato da admin [17/12/2008 12:44]

Ho accettato, con vero piacere, spinto dalla passione per una professione, la geriatria (da me vissuta e condivisa concettualmente, fin dal lontano 1973) e dall'amicizia che mi lega al direttore del comitato di redazione Ettore Bonalberti (curatore del blog on line), di assumere la guida della sezione "anziani" della neonata associazione d'informazione politico-culturale " Insieme".

Anche perché il ragionar d'anziani non stona nell'attuale polifonia fatta da politici, mass media, gente comune ed esperti di settore, è coerente ai tempi ed alle mode, costituendo argomento di discussione e di criticità sulla bocca di tutti, mescendosi indiscriminatamente fra "sacro e profano".

Il fenomeno longevità, attributo prediletto dell'attuale pianeta anziani, fenomeno nuovo nel suo genere in quanto mai esperito prima d'oggi, si caratterizza per una prepotente numerosità di persone, presenti nelle popolazioni di tutto il mondo occidentale ed in Italia in modo particolare.

Basti pensare che nel 1901 gli ultra60enni costituivano il 5,9% di tutta la popolazione generale; oggi gli ultra 65enni rappresentano oltre il 20% di tutti gli Italiani. I centenari identificati nel 2001 erano 6313; oggi sono 11.497. Si stima ce ne saranno 26.000 entro il 2025 e 70.000 entro il 2050. Le persone con più di 110 anni nel mondo sono oggi 88 [78 donne e 10 uomini].

Moltitudine che ha finito con l'agire sull'immagine, sullo stato sociale di questa fascia di popolazione. Nei tempi antichi quando vigeva la scarsità numerica dei longevi, lo status prevalente dell'anziano era contrassegnato da rispetto ed attenzione riverenziale.

Oggi il pianeta anziani, nella sua vasta segmentarietà antropologica, vede sommariamente due grandi poli:

1.      da un lato solitudine, vedovanza di genere (netta prevalenza del sesso femminile), povertà, fragilità, malattie croniche disabilitanti, con possibile dipendenza nelle attività della normale quotidianità (IADL) e quindi necessità d'accudimento continuato nella giornata.

2.      dall'altro capitale umano; invecchiamento di successo, con autonomia nel fare le cose che si vogliono fare, il prevalere della cultura del "finalmente" invece che del "purtroppo", del dare "vita agli anni". Peraltro la moderna geriatria considera facenti parte della Successfull Aging quanti conducono una qualità di vita con assenza di malattia cronica, oppure quanti sono affetti da una malattia cronica stabilizzata e stato di salute soddisfacente; od anche quanti posseggono una capacità di orientamento spazio-temporale accettabili.

Una recente ricerca apparsa su Adnkronos Salute il 12 Nov 2008 ha rilevato che il 45 %  dei 65-74enni  ed il 26,5 % degli ultra75enni si sente in buona salute.  Il 39 % degli ultra65enni ha almeno 1 patologia cronica, (in lieve aumento rispetto al 2007); di questi il 47,5 % gode benessere.

Un recente progetto attivato a PG ed una ricerca condotta negli USA ha rilevato una compressione della morbidità, statisticamente significativa, con conseguente miglioramento della percezione della qualità di vita, prescrivendo ½ di camminata al giorno.

Orbene l'affollato pianeta anziani mostra ai giorni d'oggi, due grandi temi da affrontare con convinzioni, discernimento e lungimiranza politica:

1.      mantenere il più a lungo possibile la percezione di una buona qualità di vita, affidandosi alle innovazioni sostenibili, alla prevenzione, ad idonei stili di vita, ecc., sì da allontanare lo spettro della temibilissima dipendenza, sì da permettere oltre all'aspettativa di vita, anche anni in salute(HLY).

2.      assicurare a quanti vivono la condizione di disagio e di dipendenza specifici e personalizzati progetti d'assistenza, finalizzati ad un'equità esistenziale, che sia la più dignitosa possibile, nella sostenibilità generazionale.

 

Carmelo Sebastiano Ruggeri

Dirigente medico ospedaliero di geriatria VE -Assessore alle politiche sociali della città di Spinea

 

 
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