Convenzione costituente: Presenti !
Postato da admin [05/05/2013 11:53]

In attesa delle elezioni tedesche d'autunno l'Europa sconta una disoccupazione di quasi 20 milioni di persone, con un tasso stabile al 12 %. Tradotto in persone: In Italia a febbraio il numero di disoccupati è pari a 2 milioni 971mila unità, in diminuzione dello 0,9% rispetto a gennaio (ovvero 28 mila unità disoccupati in meno). Mentre risulta ancora in aumento su base annua, registrando una crescita del 15,6%, corrispondente a 401mila persone in cerca di lavoro.

Nell'Europa a 27 i disoccupati sono 19.071.000. Rispetto a gennaio 2013, le persone in cerca di lavoro crescono di 76mila unità nell'Eu a 27 e di 33mila unità nell'area euro. Il livello più basso di disoccupati si ha in Austria (4,8%), Germania (5,4%), Lussemburgo (5,5%) e Olanda (6,2%). I risultati peggiori si hanno invece in Grecia (26,4% - ma il dato è di dicembre 2012), in Spagna (26,3%) e Portogallo (17,5%). A febbraio il numero di disoccupati sotto i 25 anni nell'Europa a 27 è pari a 5.694.000, di cui 3.581.000 nell'area euro. Il tasso di disoccupazione giovanile più basso si osserva in Germania (7,7%), Austria (8,9%) e Olanda (10,4%). Il più alto in Grecia (58,4% - ma il dato è di dicembre 2012), Spagna (55,7%), Portogallo (38,2%) e Italia (38,4%).

In Francia la disoccupazione ha toccato livelli record con oltre 3 milioni di persone (10,6%) e si prevede un aumento sino all'11,3 % ( tra i giovani, tra i 15 e i 24 anni,  uno su quattro è disoccupato) e in Spagna  oltre 6  milioni di disoccupati. La rabbia in Spagna, dove la disoccupazione ha raggiunto il livello record del 27,16%, é esplosa la sera del  25 aprile  a Madrid con una manifestazione in cui circa mille dimostranti hanno assediato il Parlamento.

 

Raffaele Bonanni, segretario CISL,  reclama la disponibilità immediata di 1,7 miliardi di € indispensabili per affrontare la cassa integrazione di oltre 700.000 lavoratori che nelle prossime settimane e mesi saranno senza lavoro, con il rischio che la rabbia sociale possa finire con l'esplodere senza controllo. E' in questa situazione che il neonato governo delle larghe intese si trova a dover operare.

 

Accordo, seppur faticosamente, raggiunto sulla sua composizione e chiarezza nell'analisi dei problemi aperti nell'intervento del presidente del consiglio alle due camere. Più debole la scaletta delle priorità e la definizione di un cronoprogramma operativo, così come, sino ad ora, sono indefinite le proposte di recupero delle risorse finanziarie indispensabili per le riforme.

 

Questioni economiche e questioni istituzionali si tengono connesse e richiedono soluzioni condivise e urgenti. Quanto alle prime, molto dipenderà dai margini operativi che l'Unione Europea sarà disposta a concedere all'Italia, così come già fatto con Spagna e Francia, ferma restando l'esigenza del controllo del bilancio.

 

Per i temi della riforma delle istituzioni diventa strategica la questione dell'annunciata Convenzione costituente che dovrà ridefinire la stessa nostra organizzazione statuale.

 

Riduzione del numero dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto e creazione della Camera delle autonomie, eliminazione delle province e riorganizzazione delle stesse regioni, elezione diretta del presidente della repubblica e nuova legge elettorale sono le questioni non più rinviabili cui dare soluzione.

 

Noi DC non pentiti da qualche tempo chiediamo un'assemblea costituente, eletta direttamente dai cittadini italiani con metodo proporzionale con sbarramento al 4/5 %, ritenendola la strada migliore per una riforma partecipata e condivisa dai cittadini elettori.

 

Se, tuttavia, si intende optare per una convenzione costituente con potere redigente, lasciando intatte le prerogative dell'attuale parlamento,  che costituisce una distorta rappresentazione delle reali componenti politico culturali presenti in Italia, chiediamo che la stessa sia formata da esterni non parlamentari e reclamiamo sin d'ora una nostra diretta partecipazione in grado di offrire il contributo del pensiero democratico cristiano, scarsamente rappresentato se non totalmente escluso, almeno in termini ufficiali, nell'attuale parlamento italiano.

 

E' una richiesta che rivolgiamo al presidente del consiglio Letta e agli amici Alfano, Lupi e Mauro, questi ultimi sicuramente interessati, come tutti noi, a favorire il passaggio dalla seconda alla terza fase repubblicana e alla costruzione della sezione italiana del Partito Popolare Europeo.

 

E a tutti i  veri democratico cristiani oggi dispersi in mille rivoli e alle diverse espressioni del mondo cattolico, dopo i fallimenti delle varie Todi, rivolgiamo un forte appello ad impegnarsi nel superamento della diaspora in cui siamo caduti da oltre vent'anni, per ridare finalmente voce e ed espressione politica ai cattolici italiani in una fase cruciale della nostra storia nazionale.

 

Ettore Bonalberti

Venezia, 5 Maggio 2013

 

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 3
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Viceministri e Sottosegretari del Governo Letto
Postato da admin [03/05/2013 23:25]


L'elenco dei nuovi Viceministri e Sottosegretari del Governo Letta

 

Presidenza del Consiglio
Giovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma)
Sesa Amici (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo)
Sabrina De Camillis (Rapporti con il Parlamento e coord. attività Governo)
Walter Ferrazza (Affari Regionali e Autonomie)
Micaela Biancofiore (Pari Opportunità)
Gianfranco Miccichè (Pubblica Amministrazione e Semplificazione)

 

Interno
Filippo Bubbico (Viceministro)
Domenico Manzione
Giampiero Bocci

 

Affari Esteri
Lapo Pistelli (Viceministro)
Bruno Archi (Viceministro)
Marta Dassù (Viceministro)
Mario Giro

 

Giustizia
Giuseppe Beretta
Cosimo Ferri

 

Difesa
Roberta Pinotti
Gioacchino Alfano

 

Economia e Finanze
Stefano Fassina (Viceministro)
Luigi Casero (Viceministro)
Pierpaolo Baretta
Alberto Giorgetti

 

Sviluppo Economico
Carlo Calenda (Viceministro)
Antonio Catricalà (Viceministro)
Simona Vicari
Claudio De Vincenti

 

Infrastrutture e Trasporti
Vincenzo De Luca (Viceministro)
Erasmo De Angelis
Rocco Girlanda

 

Politiche Agricole Forestali e Alimentari
Maurizio Martina
Giuseppe Castiglione

 

Ambiente, Tutela del territorio e del mare
Marco Flavio Cirillo

 

Lavoro e Politiche Sociali
Cecilia Guerra (Viceministro)
Jole Santelli
Carlo Dell'Aringa

 

Istruzione, Università e Ricerca
Gabriele Toccafondi
Marco Rossi Doria
Gianluca Galletti

 

Beni, Attività culturali e turismo
Simonetta Giordani
Ilaria Borletti Buitoni

 

Salute
Paolo Fadda

 

 


INSIEME per il bene dell'Italia in Europa e nella società globale
Postato da admin [29/04/2013 21:07]

Enrico Letta, nuovo Presidente del Consiglio, si è presentato in Parlamento in modo soft, ma determinato con un discorso che si può caratterizzare come di un cattolico, un democratico laico, un popolare europeo.

Non abbiamo la pretesa di fare un esame da politologo dell'ampio e articolato discorso fatto in Parlamento dal Presidente del Consiglio, ma ci ha colpito nei diversi passaggi lo spirito di verità nelle parole dette e delle convinzioni personali emerse e percepite che Enrico Letta ha voluto e saputo comunicare, con trasparenza e sincerità.

Si è avvertita tra gli ascoltatori, con i quali eravamo, la sensazione di essere ciascuno di noi coinvolto, da un richiamo fermo, ma convincente, all'assunzione di una responsabilità comune come accadde un giorno ai nostri nonni e ai nostri genitori in periodi difficilissimi per l'Italia, quando veniva prima il bene del Paese e poi le attrazioni ideologiche di ciascuno. Non l'attrazione per la propria politica, non la guerra contro l'avversario politico, ma la forza di sostenere le politiche più efficaci e rispondenti al bene della comunità nazionale, che è sofferente e stremata sia dalle contingenti situazioni economico-finanziarie, sia dalle continue  lotte politiche di venti anni di anti-berlusconismo, che non sono più rispondenti a risolvere unilateralmente i grandi problemi nazionali.

Ci siamo sentiti coinvolti nel ruolo che ognuno svolge nella società a condividere un percorso, un programma di obiettivi concreti, uno sforzo comune e sacrifici da fare "insieme" agli altri.

Il  centro-destra e coloro che hanno simpatie e condivisioni per questa area politica, ritrovano nel discorso di Enrico Letta il riconoscimento di una piena e paritetica legittimità e rappresentatività, anche per il suo leader, il cui nome Silvio Berlusconi è stato declamato chiaramente in Parlamento, mentre fino a pochi giorni fa era "l'innominato di Veltroni", "l'impresentabile dell'Annunziata", "il clown del partito socialista di Schultz e dei sorrisi ironici di Merkel e Sarkozy".

Il centro-sinistra e coloro che hanno simpatie e condivisioni per questa area politica, in larga maggioranza, ritrovano nel discorso di Enrico Letta la possibilità di una "liberazione" attesa dal vivere rinchiusi in un odio accecato contro milioni d'italiani a causa dell'anti-berlusconismo, una nuova "liberazione da un passato ideologico" opprimente che non avevano il coraggio di dichiarare, ma che è ormai irreale e legato a ideologie stataliste e comuniste sconfitte dalla storia e respinte negli altri Paesi europei e occidentali, tranne che in Italia. Un passato che costringe i sindacalisti estremisti di sinistra a considerare, ancora oggi, l'imprenditore come il nemico e sfruttatore dei lavoratori e non come invece Enrico Letta ha affermato essere gli attori che collaborano "insieme" per la crescita dell'impresa; un passato ideologico di sinistra che considera come evasori: il tecnico, l'artigiano, il libero professionista che hanno raggiunto un discreto benessere con l'esercizio lecito e meritevole della loro attività, acquistando anche una casa in città e una per le vacanze, pagando regolarmente le tasse ed eventuali mutui, anche per i loro figli. Enrico Letta, come aveva fatto il Presidente Giorgio Napolitano, nel giorno del suo secondo insediamento, ha invitato gli Italiani, noi tutti, a liberarci dei pregiudizi incrostati contro gli avversari politici,  a liberarci delle attrazioni fatali verso le ideologie tramontate e basate sulla "rivoluzione permanente: arancione, viola e antisistema".

Enrico Letta si è dato un orizzonte temporale di 18 mesi per rilanciare l'Italia da subito in Europa e nell'economia e in questo periodo di tempo per realizzare ovvero avviare concretamente le riforme strutturali: abolizione delle Province, eliminazione del Senato ai fini della rimodulazione delle leggi che saranno invece approvate soltanto dalla Camera, riduzione dei costi della politica, con l'eliminazione di molti privilegi e membri del parlamento. Enrico Letta ha affermato solennemente che l'impegno prioritario sarà rivolto ai giovani per creare condizioni di concrete speranze per il lavoro di oggi e per realizzare possibili sogni per il futuro che oggi i giovani non sanno nemmeno più formulare, per la sfiducia che li opprime. Inoltre, ma Enrico Letta ha anche affermato che con la fiducia devono tornare a crescere i figli nelle famiglie di oggi e in quelle che i giovani vorranno formare per dare un senso all'amore che unisce in modo naturale l'uomo alla donna.

Le riforme strutturali saranno realizzate attraverso una Convenzione aperta a tutti i partiti presenti in Parlamento e ai movimenti esterni, impegnati positivamente nella società e nelle azioni di solidarietà e di volontariato.

Enrico Letta ha precisato che si dimetterà entro 18 mesi se non riuscirà a vedere concretizzarsi questi obiettivi, a causa (aggiungiamo noi esplicitamente quello che ha lasciato intendere), delle resistenze insormontabili dei corporativismi, delle caste potenti, dei parassiti etc.

Pertanto ci attendono 18 mesi di impegno e di fiducia verso il Governo che farà quanto è stato annunciato, grazie al sostegno convinto dei partiti: PdL, PD, Lista Civica; ci attendono 18 mesi di fiducia nel lavoro che facciamo. I giovani senza lavoro attendono con fiducia di trovare da subito nuove forme d'inserimento: dall'apprendistato, al salario minimo garantito specie per i più bisognosi (quelli con una famiglia e hanno perso il lavoro di recente); i giovani talenti attendono con fiducia di non doversi recare all'estero per esprimersi professionalmente nella società.

Le famiglie non pagheranno l'odiosa tassa dell'IMU a giugno in attesa della riformulazione di una legge più equa e sostenibile per un bene: la casa  che unisce la famiglia e che aiuta a farne nascere.

Dobbiamo riscoprire il senso di un'appartenenza alla comunità, al territorio dove viviamo "insieme" agli altri come fecero i nostri nonni e i nostri genitori che risposero all'appello dei Liberi e Forti di Don Luigi Sturzo quando fondò il Partito Popolare e successivamente quando con la grande maggioranza degli italiani si ricostruì l'Italia con la guida De Gasperi e della Democrazia Cristiana che oggi si ripropone come sezione italiana del Partito Popolare Europeo, quello fondato sui popoli e sulla democrazia e non sui poteri finanziari e dei banchieri e di altre caste non democratiche e non liberali.

Antonino Giannone Vice Presidente ALEF (Associazione Liberi e Forti)

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Ecco il Governo di Enrico Letta
Postato da admin [28/04/2013 18:03]


Ecco la lista dei ministri appena presentati:

Interni e Vicepremier - Angelino Alfano,

Difesa - Mario Mauro,

Esteri - Emma Bonino,

Giustizia - Anna Maria Cancellieri,

Economia - Fabrizio Saccomanni,

Riforme istituzionali - Gaetano Quagliariello,

Sviluppo - Flavio Zanonato,

Infrastrutture - Maurizio Lupi,

Poliche Agricole - Nunzia Di Girolamo,

Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza,

Salute - Beatrice Lorenzin,

Lavoro e Politiche sociali - Enrico Giovannini,

Ambiente - Andrea Orlando,

Beni culturali e Turismo - Massimo Brai,

Coesione territoriale - Carlo Trigilia,

Politiche comunitarie - Anna Maria Bernini,

Affari regionali, sport e turismo - Graziano Delrio,

Pari opportunità, sport, politiche giovanili - Iosefa Idem

Rapporti con il Parlamento - Dario Franceschini,

Integrazione - Cecile Kyenge,

Pubblica Amministrazione - Giampiero D'Alia,

Affari Ue - Enzo Moavero Milanesi

 

 


Elezioni amministrative maggio 2013
Postato da admin [26/04/2013 20:25]


La redazione del BLOG INSIEME apre una sezione dedicata agli amici DC candidati alle prossime elezioni amministrative del Veneto per i rinnovi dei consigli comunali alle elezioni del prossimo maggio.

 

Preghiamo gli amici delle diverse realtà interessate a sostenere con il proprio voto i candidati della DC che ci auguriamo possano rappresentare i cittadini dei loro comuni sulla base dei valori e dei principi ispiratori della Democrazia Cristiana.

 

Treviso: candidato nella lista civica ARCA è l'amico Bepi Bisetto

 

Vicenza: candidati nella lista civica Dal Lago sono gli amici Giorgia Bottazzi, Maurizio Marcheluzzo e Cristiano Zetti

 

Altri candidati DC in altri comuni del Veneto in liste civiche possono farci pervenire la loro adesione e provvederemo a inserirli nella sezione dedicata.
 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Lettera aperta ai "DC non pentiti"
Postato da admin [22/04/2013 20:49]

Lo tsunami che ha investito il PD è l'ultima e più grave espressione della crisi politica italiana.

E' tempo di concorrere alla riorganizzazione dei partiti che, al di là delle infantili e  farneticanti manifestazioni verbali dei grillini, restano i cardini della nostra democrazia. Per tale obiettivo da molto  tempo siamo impegnati a parteciparvi da democratici cristiani non pentiti.

 

Una serie di ragioni non tutte riconducibili a elementi esterni, hanno sin qui impedito la rimessa in gioco della DC storica, partito giuridicamente mai sciolto, così come sancito dalla sentenza n.25999 del 23 dicembre 2010 delle sezioni civili riunite della Corte di Cassazione.  Anche l'ultimo tentativo da me individuato con l'amico Fiori e sostenuto con grande impegno da Silvio Lega, dell'autoconvocazione dei consiglieri nazionali eletti dal XVIII e ultimo congresso della DC (1989) è stato dichiarato illegittimo dall'ordinanza del tribunale di Roma del 10 Gennaio, così come gli atti conseguenti della convocazione e celebrazione del XIX Congresso ( 20-21 Novembre 2012) e successivo CN di dicembre 2012.

 

Gravi responsabilità competono a molti di noi per gli errori e gli ostacoli che, con motivazioni diverse e  non sempre commendevoli,  abbiamo introdotti nello svolgersi di tale ambizioso progetto. Errori e responsabilità che dovremmo tutti insieme cercare adesso di superare per offrire, come sempre è avvenuto nella storia della repubblica, il contributo indispensabile dei democratici cristiani.

 

Resta sempre aperta, come abbiamo previsto nel documento votato all'unanimità sabato 6 aprile scorso a Roma, in una riunione di quadri e dirigenti della DC, la possibilità di riconvocare il vecchio Consiglio nazionale della DC, quello del 1989, nei modi indicati dallo statuto. Siamo tutti consapevoli, tuttavia, che trattasi di una strada lunga e non funzionale rispetto ai tempi dettati dalla politica in una fase di forte scollamento delle residue componenti politiche della seconda repubblica: PD,Pdl,Lega, squassate dal fenomeno M5S.

 

Prendiamo atto, come peraltro lo stesso autore ha fatto alcuni giorni fa sul Corsera, del fallimento del tentativo maldestro dell'On Casini di ricostruire il centro con lui e Monti. Unico risultato? La scomparsa quasi definitiva di una rappresentanza politica di parlamentari ispirati ai valori del cattolicesimo democratico o cristiano sociale e l'aver favorito il risultato elettorale del PD, partito che "è giunto primo senza aver vinto".

 

E' acclarato, dopo i tentativi fallimentari di Martinazzoli nel 1993 e di Casini nel 2013, che, senza la proporzionale, un partito di centro in grado di dettare la linea non esiste più nella realtà, resa orfana dalla scomparsa delle culture politiche che hanno caratterizzato la storia democratica dell'Italia.

 

Non sappiamo al momento in cui scrivo, se e quale governo il confermato presidente Napolitano riuscirà a nominare, nella lacerante crisi emersa dopo il voto del Febbraio scorso e con lo sfascio del PD, uno dei pilastri su cui si era sin qui retta la lunga stagione della cosiddetta "seconda repubblica".

 

Tuttavia, qualunque sarà il governo e la sua durata, se non sopravvivrà "il porcellum" credo che, con l'attuale rappresentanza parlamentare, è più facile che si vada verso il sistema francese a doppio turno con elezione diretta del presidente ( semipresidenzialismo alla francese) che a quello da molti di noi sempre desiderato, ossia il sistema proporzionale alla tedesca. In tale contesto gli schieramenti non potranno che ridursi al sistema duale in atto in tutti i Paesi a prevalente sistema maggioritario.

Lo scenario europeo ( gruppo socialdemocratico/gruppo popolare) è quello che verosimilmente finirà con  il rappresentarsi anche in Italia.

 

Ecco perchè, convinti della necessità di riportare in auge la cultura politica dei democratici cristiani, fondata sui valori del solidarismo e sussidiarietà propri della dottrina sociale cristiana, prima operazione da compiere è la ricomposizione dell'area dei democratici cristiani italiani, i quali concorreranno senza mediazioni di tipo liberal- socialista ( che è la matrice alla base del berlusconismo) alla costruzione della sezione italiana del PPE. Un PPE che tanto più forte sarà la presenza al suo interno della componente democratico cristiana, tanto più ritornerà ai valori originari dei padri fondatori, oggi largamente dimenticati.

 

Dopo le ordinanze del tribunale di Roma del 10 gennaio e 28 marzo, mentre abbiamo il dovere di perseguire tutte le vie giurisdizionali ancora aperte e dai tempi incontrollati/bili per ricollegarci alla DC storica, partito giuridicamente mai sciolto, è urgente dotarci di uno strumento che ci permetta almeno di favorire la ricomposizione dell'area democratico cristiana italiana. E' quanto abbiamo pensato nel documento votato all'unanimità sabato scorso a Roma.

 

Ora si tratta di evitare la nascita di molte e diverse associazioni, gruppi e movimenti; semmai di riportare a unità quanto esiste ( UDC, reduci del XIX Congresso nazionale di Novembre 2012,  DC di Sandri e Senaldi,  Rinascita Popolare di Fiori, DC di Pizza, Popolari italiani per l'Europa di Gargani, Mastella e altri,  ecc,, compresi gli amici del Pdl e del PD che sentono forte la nostra stessa esigenza) aperti all'adesione di quanti sono interessati al progetto della costruzione della sezione italiana del PPE.

 

Ciò che sta avvenendo nella Lega al Nord, e, in particolare, il tentativo di Maroni e Tosi di puntare a un partito vicino alle posizioni della CSU bavarese ( antico sogno di molti DC veneti alla fine degli '80 con Toni Bisaglia tra i più convinti assertori) andrebbe, altresì, favorito.

 

Ecco perché condividendo la proposta lanciata dall'On Gianni Fontana, segretario della DC eletto dal XIX Congresso nazionale dagli iscritti  DC del 1992 che hanno riconfermato l'adesione al partito,  troverei molto opportuno che il nuovo strumento ( associazione politico culturale che si richiama alla storia e ai valori fondativi della DC italiana) da costruire con atto notarile, potesse vedere insieme sin dalla sua costituzione i principali attori del processo di ricomposizione di cui sopra.

 

Spero che questo appello alla ricerca di un ubi consistam di tutti i democratici cristiani italiani non pentiti venga raccolto da tutti gli amici che sentono, come molti di noi, la responsabilità di tale impegno , tanto più urgente in una fase drammatica di anomia politico culturale e economico sociale sfociata in una crisi istituzionale tra le più gravi della storia repubblicana.

 

Ettore Bonalberti

Venezia, 22 aprile 2013

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 2  Commenti: 1
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Nominati i coordinatori provinciali e regionale della DC del Veneto
Postato da admin [09/04/2013 18:56]

Il gruppo dirigente veneto dei democratici cristiani riunitosi ieri a Grisignano di Zocco (Vicenza) sotto la presidenza di Ettore Bonalberti, ha proceduto ad affidare gli incarichi di coordinamento regionale del partito al dr Luciano Finesso di Treviso e quelli provinciali di Rovigo al prof  Roberto Berveglieri, di Verona al Dr Luigi Grigoletti, di Padova al Sig Mauro De Fecondo, di Vicenza al Dr Giuseppe Pesericco e di Venezia al Prof Antonio Colabraro. Per la provincia di Belluno si attende la convocazione di una riunione ad hoc degli amici democratici cristiani bellunesi interessati al progetto di ricomposizione dell'area democratico cristiana del Veneto, superando la diaspora ventennale con l'obiettivo di concorrere  alla costruzione della sezione italiana del Partito Popolare Europeo da riportare ai valori ispiratori dei padri fondatori: De Gasperi, Adenauer, Schuman.

Erano presenti all'incontro, tra gli altri, gli amici On Zanforlin e Malvestio, Aldo  Bottin, Fulgenzio Bontorin e Silvio Fregonese,  Giuliano Visentin e Giuliano Ferraccioli,  Amedeo Portacci.

Cordiali saluti.

La segreteria regionale della DC del Veneto

 


Se non ora quando ?
Postato da admin [08/04/2013 19:23]

Il fallimento del velleitario tentativo di Casini di costruire attorno alla candidatura di Mario Monti il nuovo centro politico italiano, ripropone in maniera non più rinviabile la questione della partecipazione di un movimento di ispirazione democratico cristiana alla vita politica dell'Italia. Una presenza che, con le ultime elezioni politiche, si è ridotta al lumicino.

 

Sono oltre due anni che, con oltre un terzo degli amici membri dell'ultimo consiglio nazionale della DC eletti dal XVIII Congresso nazionale del partito ( 1989), stiamo tentando di dare pratica esecuzione alla sentenza della Cassazione n.25999 del 23.12.2010. Una sentenza a  sezioni civile riunite, che ha definitivamente sancito non essere mai stato sciolto giuridicamente il partito dei democratici cristiani italiani. Essa avrebbe dovuto troncare ogni residua velleità dei diversi gruppi e gruppuscoli che hanno caratterizzato il ventennio della diaspora democristiana dal 1993 ad oggi.

 

Anacronistici "ultimi combattenti giapponesi", qualcuno, forse,  motivato da egoistiche ragioni di natura patrimoniale alla ricerca dei beni perduti e di alcune rivincite sulle responsabilità anche di natura penale assunte da amici di antica data, altri sollecitati da miserevoli funzioni servili in chiave pre elettorale, hanno sollecitato con i loro ricorsi, due  ambigue ordinanze del tribunale di Roma avverse al percorso difficilissimo da noi avviato per  la ricostruzione su basi legittime della DC storica. Pensavano di averci battuti e, invece, siamo ancora qui convinti, ora più che mai, della necessità di por fine alla diaspora democristiana e di offrire al Paese una nuova speranza.

 

Se non ora quando?

 

Un primo fatto è intervenuto nella giornata di sabato 6 aprile in una riunione di amici della DC a Roma, nella quale una seria e appassionata relazione dell'On Gianni Fontana è stata accolta con forte e unanime consenso da tutti i presenti. Una relazione che ha confermato la volontà di far riprendere il cammino della DC rincuorati dai nuovi segni dei tempi rappresentati, da un lato, dall'elezione del nuovo Papa con la dirompente carica di novità e, dall'altro, dalla consapevolezza dell'insufficienza ed estrema variabilità del quadro politico emerso dopo il voto di Febbraio.

 

Mai come in questo momento urge la necessità di riportare in campo una cultura politica e un partito di ispirazione democratico cristiana, ispirato dai valori fondamentali della solidarietà e sussidiarietà.  Quelli propri della dottrina sociale della Chiesa,  assunti da una rinnovata DC in grado di stipulare un credibile patto di fedeltà con il popolo italiano.

 

In assenza di una legge elettorale di tipo proporzionale alla tedesca, sarebbe vano  ogni tentativo di dar vita a un centro, viste le esperienze di Martinazzoli nel 1993 e di Monti-Casini nel 2013. L'unica concreta possibilità, se non si intendono percorrere velleitarie strade senza sbocco,  è quella di concorrere da democratici cristiani alla costruzione della sezione italiana del PPE. Un PPE che, proprio rafforzato dalla presenza di forti componenti democratico cristiane, deve essere ricondotto ai principi ispiratori dei padri fondatori dai quali da tempo lo stesso PPE si è fortemente allontanato.

 

Premessa indispensabile per tutto ciò: il definitivo superamento della diaspora democristiana italiana attraverso l'unificazione in un unico soggetto di quanti condividono tale progetto politico.

Un primo tassello è stato posto proprio Sabato 6 aprile,  con l'annunciato impegno a riunire tutti gli amici che hanno partecipato al tentativo di rifondazione della DC storica con il XIX Congresso nazionale del Novembre 2012 a Roma con gli amici che da anni si battono per lo stesso obiettivo guidati dall'amico Angelo Sandri. L'appello del documento finale votato all'unanimità dagli oltre cento DC intervenuti a Roma è rivolto a tutti gli amici, gruppi, associazioni e partiti che hanno caratterizzato la diaspora democratico cristiana degli ultimi vent'anni e alle molteplici realtà del mondo cattolico affinché si superino le divisioni e si concorra tutti insieme alla costruzione della sezione italiana del Partito Popolare.

 

A Gianni Fontana è stato affidato il compito di  incontrare tutte le altre componenti che a diverso titolo si rifanno alla democrazia cristiana per ricomporre l'unità dei democratici cristiani italiani.

 

Ettore Bonalberti

Venezia, 7 aprile 2013

 

 

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Il Prof. Antonio Colabraro coordinatore provinciale dei democratici cristiani veneziani
Postato da admin [05/04/2013 19:58]

Si sono riuniti a Mestre, Giovedì 4 aprile, i soci della Democrazia Cristiana della provincia di Venezia, che hanno deciso di rinnovare l'adesione al partito mai sciolto, così come definitivamente sancito dalla sentenza n.25999 del 23 dicembre 2010 della suprema Corte di Cassazione a sezioni civile riunite.

L'assemblea, presieduta da Ettore Bonalberti, componente della direzione nazionale del partito, all'unanimità ha deciso di  affidato l'incarico di coordinatore provinciale del partito al prof.Antonio Colabraro di Jesolo.

Già assessore alla cultura e al turismo e V.Sindaco dell'importante comune,  Antonio Colabraro, dirigente scolastico in pensione, è una personalità di altissima cultura formatasi alla scuola dei maestri dell'università di Urbino, Carlo Bo e Giorgio La Pira.

Primo impegno:  le prossime elezioni amministrative nei quattro comuni  veneziani interessati al voto di Maggio: San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Martellago e Pianiga con i democristiani locali dei quali si definiranno gli opportuni contatti per le necessarie alleanze politico amministrative.

Sabato 5 aprile si riunirà a Roma, sotto la presidenza dell'On Gianni Fontana, l'assemblea degli amici DC eletti al consiglio nazionale dal XIX Congresso del partito, per formulare la piattaforma politico-programmatica e organizzativa in una fase di grande trasformazione degli assetti politici nazionali.

Obiettivo strategico resta quello di concorrere da democratici cristiani alla costruzione della sezione italiana del Partito Popolare Europeo, da ricondurre ai valori originari dei padri fondatori: Adenauer, De Gasperi, Schuman.

Un appello a tutti i democratici cristiani sarà rivolto ai cittadini che sentono la necessità di impegnarsi a tradurre nella città dell'uomo, in coerenza con la migliore  tradizione democratico cristiana, gli orientamenti pastorali della dottrina sociale della Chiesa, con specifico riferimento all'ultima enciclica pontificia, Caritas in veritate.

 

 

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Informateurs o badanti della democrazia ?
Postato da admin [02/04/2013 21:16]

In attesa delle indicazioni che saranno fornite dalla commissione dei dieci saggi nominati da Napolitano registriamo le reazioni stizzite dei tre dei quattro gruppi attualmente presenti in Parlamento.

 

Se si eccettua il giudizio positivo della componente montiana che, con la soluzione tampone del Presidente, vede concesso al presidente del consiglio uscente, l'ennesimo giro obbligato alla guida di un governo, che pure " non vedeva l'ora che finisse il suo tempo, tanto il Pdl che il PD e il Movimento cinque stelle, con toni e atteggiamenti diversi, hanno prese le distanze dalla decisione di Napolitano.

 

Il Pdl, preoccupato dalla sopravvivenza  di un governo tecnico prevedibilmente a  trazione di sinistra e, soprattutto, dalla prospettiva di una terza caduta nella scelta del nuovo presidente della repubblica, dopo il KO subito nelle elezioni dei presidenti di Camera e del Senato. Un autentico "golpe blanco" se accadesse, magari con l'elezione dell'odiato Prodi.  Una soluzione che, il porcellum per primo,  e  quel 10 % risicato alle elezioni della lista di Monti, hanno sin qui permesso  e potrebbero ancora permettere al partito di Bersani. Un partito che, primo nella storia della Repubblica, con meno del 30% dei voti acquisiti, finirebbe col  fare l'en-plein delle cariche istituzionali.

 

Il PD, "partito che è arrivato primo, ma non ha vinto", diviso al suo interno tra coloro che avevano sperato nel tentativo di Bersani contro il Cavaliere, e quelli che, come i renziani e i vecchi leader alla D'Alema e Veltroni, con lo stesso Enrico Letta, erano più favorevoli ad assecondare l'idea del Presidente  Napolitano per un governo di larghe intese.

 

Diversa come sempre, la posizione dei grillini, per i quali, pur apprezzando la decisione di Napolitano, quelli che in gergo nordico di derivazione olandese vengono definiti gli "informateurs", sono sbrigativamente connotati come le "badanti" di cui non avrebbe alcun bisogno la democrazia italiana, peraltro, considerata alla Chomsky " una scatola vuota" dal leader di quel movimento sul suo blog.

 

Quanto stiamo vivendo è stato necessitato, da un lato, dalla precaria situazione economico-finanziaria italiana ed europea, confermata dalla telefonata tra Napolitano e Draghi per impedire sfracelli sul piano della credibilità internazionale dell'Italia; e dall'altra dalla situazione di drammatico surplace della politica europea ferma in attesa delle elezioni in Germania. E non è un caso che Mrs Le Pen annunci la disponibilità a incontrare Grillo per dare vita a un rassemblement di tutti gli euroscettici, con la speranza di favorire un referendum in Italia contro l'Europa, anticamera del  certo fallimento della mal realizzata costruzione europea.

 

 Quanto sta accadendo, con tutta l'intrinseca fortissima pericolosità, è in larga parte dovuto alla ventennale guerra di trincea tra due poli non comunicanti e dalla perdurante volontà espressa e sostenuta dai peggiori ambienti manettari antiberlusconiani, con in testa i pensatori della solida corazzata debenedettiana de "La Repubblica", i quali da tempo auspicano la fine politica del Cavaliere.

 

Ad essa va aggiunta la decisione improvvida, sostenuta da vasti ambienti ecclesiastici italiani dopo il fallimento delle diverse riunioni di Todi, di una lista neocentrista con a capo Mario Monti, il cui unico risultato è stata la fine del partito di Fini e di Casini, e la consegna del pallino per tutte le scelte istituzionali al partito di Bersani.

 

Pensavano, come Martinazzoli nel 1994, di risultare determinanti negli equilibri di governo post elettorali, mentre si ritrovano con il solo fedifrago Mario Mauro nella schiera degli "informateurs", con un Monti ridotto alla mera funzione supplente, e una piccola ciurma di fedelissimi sopravvissuti UDC, che solo la ben nota astuzia dorotea di Casini ha salvato dal naufragio totale.

 

Spiace che l'ultima paradossale ordinanza del tribunale di Roma impedisca agli organi usciti dal XIX Congresso della DC di sviluppare compiutamente la propria azione, specie in un momento delicato e grave come quello che stiamo vivendo e  che reclamerebbe una forza di forte ispirazione ideale come quella che fu la DC.

 

Ce ne faremo una ragione e perseguiremo gli stessi obiettivi, con nuove modalità organizzative e la stessa ferma determinazione con cui abbiamo sin qui cercato di dare pratica esecuzione alla sentenza della Cassazione che ha stabilito non essere mai stata chiusa giuridicamente la vicenda della Democrazia Cristiana.

 

A quanti, con i loro egoistici ricorsi, hanno sin qui impedito la ripresa di una nostra forte iniziativa politica vorremmo sommessamente ricordare la lezione di Carlo Cipolla sulla stupidità. La loro azione ha finito per determinare semplicemente un danno per gli altri senza creare alcun vantaggio per se stessi.

 

Passi per chi, da cameriere servente si è reso disponibile a questo servizio per l'On Casini, opportuno, forse,  nella fase pre elettorale, assolutamente ininfluente, se non inutile e dannoso in quella odierna. Assai meno commendevole l'azione di coloro che semplicemente speravano e sperano di ottenere qualcosa in termini di speculativa rivalsa su coloro che dell'eredità patrimoniale della DC avevano fatto scempio, rendendosi responsabili di gravi reati e comportamenti illegittimi, tanto più infamanti, in quanto compiuti in spregio a una storia di  uomini, di comunità territoriali  e di un partito che hanno reso grande l'Italia.

 

Ettore Bonalberti

Venezia, 2 Aprile 2013

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 1
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Roma, 22.03.2013 - convocazione Direzione Nazionale DC
Postato da admin [18/03/2013 20:51]

                                             Componenti  la

                                              Direzione Nazionale D.C.

 

                                               Loro Sedi

 

 

Cari amici,

 

 

Vi comunico che è convocata la Direzione Nazionale del Partito  per  venerdì  22 marzo 2013  alle ore 09,0 in prima convocazione e alle ore 11,30 in seconda convocazione,  presso i locali di "Vernissage" in Piazza dei Caprettari n.56 (adiacente sede partito) con il seguente ordine del giorno :

 

1) Comunicazioni  del Segretario Politico

  

2)                Esame della situazione politica

 

3)                 Varie ed eventuali

 

 

 

 

Cordiali  saluti.

 

                                                                                Il Segretario Politico

                                                                                    Gianni Fontana

 

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 2  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Primi scricchiolii in casa M5S? Anche loro tengono famiglia....
Postato da admin [13/03/2013 20:57]

"Allineato alla media degli stipendi nazionali". Questo riporta il programma del Movimento 5 Stelle in merito alla questione di quanto avrebbero dovuto guadagnare i parlamentari grillini una volta al potere. Una questione che si era risolta con un compromesso: al posto di ricevere 1.400 euro al mese - che secondo l'Istat è lo stipendio netto di un lavoratore italiano - la cifra accordata era di 2500 euro mensili.

Eppure, una volta varcata la soglia del Parlamento, sono cominciati i primi dissidi interni. Perchè oggi si ritrovano con uno stipendio di circa 11mila euro al mese. E mentre qualcuno ha subito pensato di restituirli per mantenere la parola data, qualcun altro ci ha pensato un po'su.

Come mai si è arrivati a questa cifra? Semplice, aggiungendo i vari rimborsi spese - tra cui la diaria, le spese per l'esercizio del mandato, benefit sui trasporti e spese telefoniche -  la somma sale a 11mila euro, contro i 14 mila attuali. La differenza sta nell'indennità, che secondo il settimanale L'Espresso "attualmente è di 10.435 lordi al mese e passerebbe a 5mila euro".

Una situazione che a molti dei nuovi parlamentari M5S non piace: "Siamo arrivati in Parlamento dicendo che avremmo preso 2500 euro al mese e invece ora stiamo discutendo se tra rimborsi e tutto il resto prenderne 11mila". La coerenza prima di tutto, così molti sostengono che sia necessario "rendicontare tutte le spese e metterle on line". C'è però qualcuno che non la pensa così e riporta l'esempio siciliano, dove - secondo una parlamentare "hanno fatto un errore e restituito più di quello che dovevano e ora ci stanno rimettendo". Mentre un'altra deputata è convinta che va bene prendere il giusto, ma "non fare i francescani, non vivere come universitari fuori sede nelle case tutti insieme". Se rinunciare al ristorante o alla buvette è stato facile, la decisione di rispettare uno dei punti principali della loro vittoriosa campagna elettorale sembrerebbe non essere unanime.

Se da una parte c'è chi pensa di dimezzarsi lo stipendio, dall'altra c'è qualcuno a cui lo hanno già dimezzato. Si tratta di Silvio Berlusconi, che - come riportato da Libero - quest'anno per la prima volta riceverà solo lo stipendio da parlamentare, senza incassare nulla dalle sue holding che controllano il gruppo Fininvest. Perchè i bilanci 2012 segnano rosso e hanno lasciato a secco gli azionisti, non distribuendo alcun dividendo. Un' annata peggiore di quella precedente, quando il Cavaliere incassò "solo" 13,4 milioni di euro, spiccioli rispetto al 2011 quando ha prelevato dalle sue holding quasi 128 milioni di euro.
Il 2013 quindi prevede per Berlusconi solo lo stipendio da parlamentare anche perchè, per evitare il conflitto di interessi, ha abbandonato tutte le cariche societarie delle sue aziende.

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Un commento alla riunione dei DC del triveneto
Postato da admin [11/03/2013 21:40]

Per quanto mi riguarda, penso, sostanzialmente, ci siano due necessità, e quindi due piattaforme su cui agire:
La prima è contingente e concreta.
La seconda a lungo termine, un processo "pluri-generazionale".
La situazione contingente ed immediata è presto detta: riguarda l'attuale che non è né "contemporaneo" né "modernità":  semplicemente il quotidiano ed il necessario della gente comune, della gente che non
si pone problemi filosofici, e che non ha strumenti per guardare oltre, a ciò che sarà un/il futuro dell'Europa, o dei macrosistemi....
La gestione dell'attuale, vuol dire, secondo me, cominciare a muoversi sul territorio, in mezzo alla gente, cercare di dare risposte, e, ove non sia possibile, tentare di seminare speranza e fiducia nel futuro.
La seconda vola molto più in alto e, sostanzialmente, non interessa la maggioranza dell'elettorato, che ragiona essenzialmente su quanti  soldi si pagano di tasse, su quanto guadagnano e/o rubano i politici,
o se vogliamo più semplicemente e genuinamente su come arrivare a fine mese.
Qui però, si gioca l'avvenire delle nostre genti e delle future generazioni.
Secondo me si tratta di un processo che coinvolgerà più di una generazione. Abbiamo un'idea giusta di Europa, ma la stiamo realizzando, per vie sbagliate.
Viviamo in un'Europa sempre più secolarizzata. Da qui l'idea di basare l'unione europea sulla moneta unica, in un certo qual modo, sul profitto (molto anglosassone, - preferisco scrivere Anglo-Sassone - come idea e base di partenza).
Ma l'Europa dimentica le proprie origini: l'Europa nasce e poggia su "basi spirituali".
Abbiamo barattato l'Identità con l'Euro. Stiamo quindi subendo, e vivendo le conseguenze. E' in atto un processo di cambiamento che purtroppo subiamo e non siamo invece in grado di gestire.
Di fronte alla storia, noi siamo dei "nulla" o poco più, e quel poco più si chiama "essere umano"; disconoscendo il nostro passato, sarà la Storia stessa che ci riporterà sul giusto cammino, facendoci, per
forza di cose, e in modo sempre più pressante, tornare alle origini.
Ma questo, questa via, comporterà molto più tempo.
Sono un musicista e mi viene facile ricordare che Igor Strawinski cominciò una serie di conferenze ad Harvard, citando Giuseppe Verdi:
"Torniamo all'antico e sarà un progresso". Vorrei quindi proporre una piccola riflessione sul presente/passato, o meglio, su ciò che del nostro passato, avulso da ogni contesto, è rimasto e parlare ancora per poco di musica, che a me insegna sempre molto. Da musicista non inseguo il profitto, bensì la vita, che è la musica, o viceversa la musica che è la vita (l'equazione, pur cambiando i fattori, non cambia il prodotto).
Una seconda citazione "musicale":
nel periodo di Quaresima, in molti centri europei ci sono continue esecuzioni delle Passioni di Bach. Mi sono sempre chiesto perché la musica di questo compositore, di ispirazione profondamente cristiana,
possa in un'epoca secolarizzata come quella che viviamo, trovare così tanti "adepti" (si perché la musica di Bach, per qualcuno il quinto evangelista, è una sorta di religione).
Dalle Passioni di Bach, per esempio, impariamo che anche i popoli sbagliano! Sbagliano spesso perché hanno dei cattivi governanti, e/o dei sobillatori (Sommi Sacerdoti, Barabba & C.). Vedo quindi che il
risultato delle elezioni in Italia, era già scritto ….!
Impariamo inoltre che la Verità è solo una, non "interpretabile". Bach alla richiesta di Pilato "cos'è la verità" lascia una pausa, un silenzio, ovvero nessun suono: questo perché qualsiasi suono sarebbe stato interpretato. E anche il silenzio di Cristo è terribilmente assordante, poiché non ci dice cos'è, ma ci sprona a cercare la Verità.
L'Europa per essere unita non deve avere identità di seria "A" (Anglosassone) e di serie "B" (Greco/Latino/Mediterranea).
Ai nostri amici europei abbiamo insegnato cosa sia il bello (alla fine un gesto d'amore), abbiamo "codificato" il bello. Abbiamo insegnato tutto, perfino dove si deve fare la pipì…! Loro in cambio ci
vorrebbero insegnare cosa e per chi votare....! In un certo qual modo vorrebbero "Anglosassonicizzarci".
Ora siamo uniti nell'euro, ma divisi nel resto. Non so come possiamo fare squadra se non abbiamo un obbiettivo comune, che smuove da uno spirito o una base comune.
Abbiamo inoltre confuso "tradizione" con "tradizionalismo" (la nostra Lega in questo ha contribuito molto): tradizionalismo è stagnazione.
Tradizione vuole dire invece non accontentarsi del fatto che "è sempre stato così", ma chiedersene il "Perché". Ora il discorso si farebbe lungo … ma per chiudere, vorrei porre l'accento che se si considerano
le basi quali radici, si può riconoscere il frutto che può arrivare dalla pianta. E la pianta europea (piena di problemi al proprio interno…), non può che essere un frutto che guarda all'uomo e non al
profitto.
Bisogna che all'identità del "FARE" (del produrre, del crescere economicamente, del profitto) si torni all'identità dell'"ESSERE"! E questa è una peculiarità tutta greco/latina. L'Europa deve ascoltarci
di più!!!
Roberto Zampellon

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 5  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Riunione dei DC del Triveneto
Postato da admin [10/03/2013 00:26]

Grande partecipazione all'incontro degli amici DC del triveneto riunitisi a Grisignano di Zocco, Hotel Magnolia, sabato 9 Marzo.  Presente anche una delegazione DC dell'Emilia Romagna guidata dall'On Barbieri e dal prof Luciani.

I lavori sono stati introdotti da Ettore Bonalberti, componente della direzione nazionale della DC, con un'analisi dei recenti risultati elettorali. Si è riflettuto  sulla crisi italiana che, a detta del relatore,  non è solo economica, ma crisi dello Stato e può diventare esplosiva anche a causa dei precari equilibri internazionali: politici (per le difficoltà della seconda amministrazione Obama e per la fragilità del governo Merkel, in surplace sino al voto di autunno) e finanziari (manca una rotta precisa e condivisa per far fronte ai guasti enormi del turbocapitalismo finanziario, dalla guerra in atto delle valute e dalla difficile ricerca di  regole condivise sulla finanza) mentre permane un'assurda governance a livello europeo fortemente carente sul piano della rappresentatività democratica e  con una Banca centrale impedita nella possibilità di emissione di moneta, causa principale dei fenomeni speculativi che determinano le fluttuazioni permanente dello spread a tutto vantaggio della Germania.

Bonalberti ha rilevato come alla crisi politica e finanziaria, va aggiunto un malessere sociale, economico, culturale e morale aggravato dalle politiche di austerità del "governo tecnico", che hanno fatto ingrossare il consenso sul M5S di Grillo. Un movimento che assume il carattere di espressione sovrastrutturale di tale disgregazione sociale e ricettacolo del malessere diffuso, fortunatamente ancora non esploso a livello violento.

Si aggiunga l'inadeguatezza di un centro-destra, nonostante l'indubbia riverificata capacità del Cavaliere di recuperare il consenso. Tre sono le esigenze che si impongono prioritariamente:

1)     sopravvivere all'emergenza

2)     ricostruire lo Stato

3)     consolidare un centro-destra che sia comunità politica e non solo moltitudine intorno a una propaganda

Tutto ciò, ha rilevato Bonalberti,  impone una ricostruzione delle forze politiche a partire da quelle di centro-destra che può essere fatta a condizione di offrire alle forze sociali, oggi disorientate e anomiche, un serio orizzonte, una speranza e la loro partecipazione alla conduzione della casa comune.

Particolare attenzione va posta al "codicillo" inserito da Bersani ai suoi otto punti del cosiddetto programma del "governo di combattimento"; quello in cui si cita il sistema elettorale "a doppio turno", che alla fine potrebbe rivelarsi il punto centrale di un percorso politico e di intese del tutto diverse da quelle proposte e che sembrano più in sintonia con la costante pressione del Quirinale.

Su tale obiettivo la convergenza tra PD e Pdl e la stessa Scelta civica di Monti potrebbe realizzarsi. Una cosa è certa ha concluso Bonalberti:

a)     l'UDC è scomparsa o quasi e Casini, come Martinazzoli, il quale dopo la batosta della DC nel 1994 non si presentò al CN limitandosi ad inviare un telegramma alla presidente Rosa Russo Jervolino, ha disertato la direzione dell'UDC di Giovedì 7 Marzo, limitandosi ad inviare una lettera con cui  ha dichiarato esaurita un'intera fase politica e forse ( ma ne dubitiamo) la sua stessa storia politica personale;

b)     pensare, come forse qualcuno anche in casa nostra ha fatto, che la bussola del nostro orientamento potesse mirare fuori dell'area del centro-destra con occhi languidi a Monti o all'UDC è profondamente sbagliato. Se resta il porcellum bisogna recuperare spazio nell'area alternativa al centro-sinistra. Se passasse il doppio turno alla francese con la scelta della Repubblica presidenziale, ancor più forte si porrebbe tale necessità

Conclusioni di Bonalberti:  dobbiamo riprendere il nostro ruolo di forza in grado di concorrere alla riorganizzazione dei moderati italiani, attraverso  un  progetto di costruzione della  sezione italiana del PPE e dobbiamo farlo da democristiani, con una proposta politica ispirata ai valori della dottrina sociale della Chiesa,  aperta alla partecipazione dei cittadini e capace di offrire una speranza. Essenziale,  in questa fase, sarà  tenere vigili le antenne, pronte a recepire quanto sta accadendo al Nord nella Lega, che ha espresso con Maroni e Tosi interesse  verso la formazione di un partito del territorio sulla forma della CSU e puntare a federare la nuova CSU con la sezione italiana del PPE. Il tema della macroregione (vedi ultima DGR di Regione Lombardia per la costituzione della macroregione del Nord a costituzione invariata) andrà approfondito in un gruppo di lavoro ad hoc e dovrebbe diventare oggetto di un convegno con la Lega veneta di Tosi

Il segretario nazionale della DC, On Gianni Fontana, prima dell'apertura del dibattito e al fine di offrire un contributo specifico al profilo programmatico del partito,  ha svolto un'approfondita riflessione sui temi dell'uguaglianza tributaria considerati come quelli primari della politica, specie nella nuova complessa fase che si sta vivendo in Italia, in Europa e nella crisi del mondo occidentale. Ha sostenuto con forza la necessità di ritornare a un sistema di governance statuale e comunitario in grado di garantire quell'indispensabile ruolo riequilibratore tra salvaguardia del principio di proprietà e il diritto di cittadinanza.

Indispensabile il passaggio dal welfare state non più sostenibile al welfare society, secondo il principio della sussidiarietà,  con un potere tributario sostenuto da politiche della spesa capaci di svolgere quella funzione di redistribuzione e di garanzia dei servizi sociali ai cittadini con un bilanciamento effettivo tra i diritti di proprietà e i diritti sociali.

Sono intervenuti  nella discussione molti amici delle diverse province del Veneto e del Trentino, tra i quali, gli Onn.Malvestio. Zanforlin  D'Agrò, Gubert; diversi amministratori locali,  il sindaco di Gaiba, Berveglieri, presidente dell'associazione Michea, Pagliarusco, Terranova, De Fecondo, Bison, Colabraro, Lincetto, Fregonese, Luciani e Visentin.

Conclusioni del segretario nazionale Gianni Fontana il quale ha annunciato che nei prossimi giorni convocherà la direzione nazionale e con la Presidente, On Ombretta  Fumagalli Carulli, il Consiglio nazionale del partito, per aprire il tesseramento 2013 e avviare una serie di incontri in tutte le città italiane per ricostruire dal basso la partecipazione dei movimenti, gruppi, associazioni laiche e cattoliche, interessati a confrontarsi con la nuova DC su un progetto politico ispirato ai valori della dottrina sociale cristiana.

I convegni, ha confermato Fontana, sono già preparati e al prossimo CN cercherò di definire il nostro profilo, la nostra identità oggi. "Noi non siamo sulla scia di nessuno. Abbiamo un nostro percorso un nostro cammino, cercheremo di non sbandare. Né sulla scia di Berlusconi,  né su quella di Bersani o di Monti, ma ponendoci con umiltà e forte determinazione alla ricerca di una sintesi politica per la postmodernità".

La prossima settimana si riuniranno i consiglieri nazionale DC del Veneto per decidere la partecipazione del partito alle imminenti elezioni amministrative di Maggio che interesseranno una cinquantina di comuni nel Veneto, Trentino e Friuli  V.Giulia oltre al rinnovo del consiglio regionale friulano.

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 1
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Sabato 9 marzo 2013 incontro dei DC del triveneto
Postato da admin [07/03/2013 20:38]

Alla vigilia della Direzione e del Consiglio nazionale della DC convocati a Roma per la prossima settimana, si riuniscono a Grisignano di Zocco (Vicenza) presso l'Hotel Magnolia gli amici DC del Triveneto, Sabato 9 Marzo alle ore 10.

I lavori saranno presieduti dall'On Gianni Fontana, segretario nazionale della DC e verteranno sui seguenti temi:

1.  analisi dei risultati elettorali delle elezioni politiche

2.  progetto della DC nella nuova fase politica per la costruzione della sezione italiana del PPE

3.  organizzazione del partito a livello regionale e provinciale

4.  modalità per la partecipazione della DC alle elezioni amministrative di Maggio ( comunali e regionali del Friuli V.,Giulia)

Particolare interesse assume l'incontro alla luce delle aperture intervenute dai DC veneti nei confronti del sindaco di Verona e segretario della Lega Veneta, Flavio Tosi.

Si discuterà, in particolare, del progetto di Macroregione oggetto di una delle ultime delibere della Giunta regionale della Lombardia a guida Formigoni, che contiene una serie di proposte operative, a costituzione invariata, per procedere sulla strada a suo tempo indicata dal Prof Miglio.

Le grandi questioni legate alla crisi economica e  occupazionale che colpisce anche l'area del Triveneto e il cambiamento delle politiche europee e nazionali per facilitare la crescita e l'occupazione, accanto alle questioni organizzative relative alla nuova forma partito per la partecipazione dei democratici cristiani alle prossime elezioni che interesseranno, 45 comuni del Veneto e il rinnovo del Consiglio regionale del Friuli V.Giulia saranno al centro delle riflessioni dei Democratici cristiani.

 

 

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Avviato il confronto tra DC e Lega nel Veneto
Postato da admin [17/02/2013 09:15]

Si sono riuniti ieri oltre cinquanta rappresentanti della DC delle diverse province venete a Grisignano di Zocco ( Vicenza) con il segretario nazionale, On Gianni Fontana, per fare il punto della situazione dopo la direzione nazionale del partito del 14 febbraio scorso e per incontrare il segretario regionale della Lega e Sindaco di Verona, Flavio Tosi.

 

Un  incontro per molti versi straordinario perche' era la prima volta che avveniva un franco scambio di opinioni  tra gli eredi della balena bianca veneta e il rappresentante del movimento che di quella tradizione, almeno sul piano elettorale, in molte province venete aveva ereditato parte non indifferente di quel consenso.

 

Qualche amico ci aveva rimproverato la tempistica di programmazione dell'incontro immediatamente alla vigilia del voto di Febbraio. Gianni Fontana con estrema chiarezza ha ricordato che non si era deciso di incontrare Tosi con l'obiettivo di "offrire vasi a Samo".

 

Ricordando cosa scrisse Dossetti in ricordo di Lazzati nel giugno del 1994, citando il salmo 21 di Isaia: " sentinella quanto resta della notte?", Fontana ha evidenziato che la DC, impedita di partecipare alle prossime elezioni da chi illegittimamente da anni utilizza il simbolo del partito che fu e appartiene alla DC storica,  partito mai sciolto, sta assistendo con preoccupazione e vigilante attenzione  alla terribile notte in cui sembra caduta la politica, la società italiana e la stessa Chiesa, dopo il gesto di straordinaria carita' e speranza della rinuncia di Papa Benedetto XVI.

 

La notte della politica, ha ricordato Fontana, al tramonto avanzato della seconda repubblica  porta con se' i segni  degli ultimi fuochi di traballanti leadership:  quella di Bersani, sopravvissuto grazie alla persistente egemonia dell'apparato sulla novita' di Renzi, e dello stesso Berlusconi costretto all'ultimo giro di valzer per assenza di un'alternativa forte e credibile nel suo schieramento.

 

Siamo percio' interessati, ha aggiunto Fontana,  a scrutare cio' che annuncia l'aurora. " Scrutiamo il cielo e rivolgiamo lo sguardo a Oriente per intravedere i bagliori dell'alba e per ritrovare la speranza. Qualche segnale di novita' lo abbiamo colto proprio nell'esperienza nuova e diversa che  nella Lega ha rappresentato e rappresenta Flavio Tosi. Si tratta di prefigurare qualcosa di nuovo sotto il cielo dopo che, il voto di febbraio, avra' reso definitivamente morta e sepolta l'esperienza della seconda repubblica".

 

Certo, ha continuato il segretario nazionale della DC, permangono molti e forti distinguo  tra la DC e la Lega, ma siamo interessati al confronto e ad aprire un dialogo serio gia' a partire dalle prossime elezioni amministrative e in prospettiva regionale ed europea.

 

Flavio Tosi e' intervenuto evidenziando come siano molti i principi e i valori di fondo che la Lega condivide con la storia e la tradizione migliore della Democrazia cristiana, anch' egli convinto della necessita', gia' da lui sperimentata con non poche difficolta' all'interno della Lega, di una fase nuova della politica italiana che sta vivendo forse il momento piu' difficile di tutta la storia del dopoguerra.

 

" Temo che più che un vincitore le prossime elezioni si concluderanno con molti perdenti" ha ricordato il leader leghista, che ha poi affermato : "e' viva e sentita l'esigenza, a partire dal Veneto, di un contenitore in grado di raccogliere le nostre diverse esperienze per ricostruire il modo di fare politica credendo in qualche cosa che riconosciamo come il "bene comune" e motivati dalla passione civile"

 

Tosi era giunto all'incontro con la DC dopo che era stato firmato  proprio ieri, 16 febbraio,  a Sirmione il "patto" per la macroregione del nord. A sottoscriverlo, al Grand Hotel Terme in una sala affollata di militanti leghisti, il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Roberto Maroni e i governatori del Piemonte, Roberto Cota, del Veneto, Luca Zaia e del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo.

 

Si tratta di un patto per il "coordinamento del territorio in tutti i suoi aspetti e l'agricoltura e' uno dei primi punti". Inoltre, "poiche' le politiche agricole sono in gran parte di competenza europea, il ruolo della macroregione in questo settore e' fondamentale". La scelta di Sirmione, poi, e' presto spiegata: "La macroregione va da Torino a Trieste e Sirmione e' a meta' a strada". "Sono un po' emozionato, il problema è che adesso mi tocca vincere in Lombardia" ha scherzato il segretario federale delle Lega subito dopo la firma. L'ex ministro dell'Interno ha fatto di questo progetto un punto centrale del proprio programma per la corsa alla presidenza della Lombardia.

 

Un fatto e un patto di forte significato politico e istituzionale come ho avuto modo di rilevare nell'incontro con Tosi, giunto da Sirmione qualche ora dopo la firma di quel patto, ricordando che il tema della macroregione e delle macroregioni italiane, e' da tempo nell'agenda dei democratici cristiani, da sempre fautori della centralita' delle autonomie locali e non insensibili a quanto il compianto prof. Miglio alla fine degli anni'80 teorizzo' con lucida analisi politico istituzionale sul tema.

 

Un tema tanto piu' attuale e rilevante nel momento in cui e' venuto meno il ruolo dello stato nazionale ( perdita della funzione della moneta e, sostanzialmente, della stessa difesa e con una giustizia, spesso utilizzata come strumento di invasione impropria sul terreno della politica e  sempre piu' tributaria e subalterna a quella europea,) e con una governance europea di difficilissima funzionalita' operativa e di scarsa o nulla rappresentativita' democratica.

 

Insomma, mentre a Febbraio, la DC orientera' il suo voto sui partiti che si riconoscono nella volonta' di costruire la sezione italiana del PPE, da ricondurre agli ideali dei padri fondatori, a partire dal Veneto e dalle prossime elezioni amministrative, in cui saranno interessati 45 comuni della nostra regione, il confronto e il dialogo con la Lega di Tosi e' gia' nell'agenda del partito.

 

Ettore Bonalberti- Direzione nazionale DC

Venezia, 17 Febbraio 2013

 

 

 

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Pino Pizza perde il pelo (dei capelli) ma non il vizio
Postato da admin [01/02/2013 19:24]

 Lo conosciamo dai tempi del Movimento giovanile della DC, quando, per il volere del segretario dell'epoca Fanfani, fu imposto alla guida del Movimento giovanile della DC contro la stragrande maggioranza degli iscritti riuniti al congresso di Palermo.

Dopo la fine della DC di Martinazzoli sguazzò nella diaspora fino a farsi riconoscere un posto sicuro al governo dal Cavaliere. Non abbiamo mai compreso sulla base di quali meriti politici, culturali e/o  professionali abbia ricevuto tale riconoscimento.

Fu tra coloro che si sfidarono per vedere riconosciuto il proprio diritto a fregiarsi del nome di Democrazia Cristiana e del  simbolo dello scudocrociato, ricevendo il definitivo NO dalla sentenza n.25999 del 23 dicembre 2010 delle sezioni civile riunite della Cassazione.

Nonostante questo Pino Pizza non demorde e nel suo sito, di cui chiederemo la chiusura e i danni per l'indebito utilizzo del simbolo e del nome della DC, alla viglia delle prossime elezioni politiche si legge ancora: "La  Democrazia Cristiana è presente anche in questa importante e decisiva tornata elettorale: CON LE SUE IDEE E I SUOI UOMINI.Il Presidente On. Silvio BERLUSCONI  ed il Segretario Politico del Popolo della Libertà  On. ANGELINO ALFANO hanno voluto dare il giusto riconoscimento alla Democrazia Cristiana, per il prezioso contributo politico ed istituzionale offerto dal nostro Partito nel corso della trascorsa Legislatura".

Trattasi dell'ennesimo falso quel suo riferimento alla rappresentanza della DC, partito mai sciolto, i cui unici eredi sono e rimangono i soci DC 1992. Quelli che, rinnovata l'adesione al partito, hanno celebrato il XIX Congresso nazionale il 10 e 11 Novembre 2012 eleggendo all'unanimità Gianni Fontana a segretario nazionale. Il Cavaliere e Alfano, per ragioni a noi incomprensibili, possono anche inserire al quarto posto nelle liste della Camera di Lazio 2 l'amico Pizza, ma né loro, né quest'ultimo possono dichiarare di avere in lista il rappresentante della Democrazia Cristiana.. Pino Pizza, come sempre, al  massimo rappresenta se stesso e qualche sparuto amico di dubbia provenienza politica.

Speravamo e confidiamo ancora in un sussulto di dignità e di generosità in molti degli amici che, in buona fede, in questi vent'anni hanno tentato di tenere alta la bandiera della DC, al di là delle equivoche ultime  sentenze del tribunale di Roma e del TAR del Lazio sempre a favore del solito Casini. Ad essi vorremmo ricordare che la DC è tornata in campo con il XIX Congresso nazionale del 2012 e si appresta ad aprire il tesseramento su base popolare per l'anno in corso con l'impegno di presentare liste DC con il simbolo dello scudocrociato in tutti gli enti locali impegnati nelle prossime elezioni amministrative.

E' tempo di superare i velleitari egoistici personalismi dei Casini, Pizza, Buttiglione e C. che, dopo la sentenza della Cassazione, stanno usando illegittimamente il glorioso simbolo dello scudocrociato, e di riunirci tutti  insieme per ricostruire con metodi e regole aggiornate la partecipazione politica della DC in Italia.

Ettore Bonalberti, Direzione nazionale della DC

Roma, 1 Febbraio 2013

 

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 1  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Il TAR del Lazio si dichiara imcompetente sull'esclusione del simbolo della DC
Postato da admin [31/01/2013 18:32]

Il Tar del Lazio ha dichiarato la propria incompetenza a valutare il ricorso presentato dal Segretario della Democrazia Cristiana, Gianni Fontana, per l'esclusione del simbolo dello "scudo crociato" dalla prossima competizione elettorale del Febbraio 2013.

"E' questa la conferma che l'Italia - ha dichiarato Fontana - ha per prima cosa la necessità di ritrovare la certezza del diritto quale unica strada per assicurare le più elementari prerogative dei cittadini, al di là degli interessi di parte. Un'analoga decisione assunta quattro anni fa a favore di chi, anche allora, utilizzava il simbolo della Dc illegittimamente, fu esplicitamente criticata dagli osservatori dell'Osce delle elezioni del 2008, come è facilmente riscontrabile dalla lettura del loro rapporto all'indirizzo http://osce.org/it/node/33280

In quattro anni niente è stato fatto per colmare in maniera ragionevole un "vuoto" giurisdizionale di cui approfittano coloro che, non avendo niente da dire sul piano dei contenuti, si presentano sventolando, e magari solo parzialmente, un simbolo di cui è stato confermato l'uso strumentale ed illegittimo da parte delle sezioni riunite della Cassazione. La Democrazia Cristiana - ha aggiunto Gianni Fontana - non perde per ciò la propria serenità e la fiducia nella magistratura italiana e si rivolgerà alla Corte di Cassazione cui richiedere, eventualmente, anche un rinvio di fronte alla Corte Costituzionale della questione che sta assumendo una rilevanza di natura costituzionale perché lede diritti fondamentali.

E' nostra intenzione, comunque- ha concluso Gianni Fontana- proseguire in ogni sede, eventualmente anche di fronte alla Corte Europea, la nostra battaglia per veder riconosciuti i diritti ed il dovere di essere considerati gli unici eredi di un grande patrimonio di valori e di risultati quali quelli portati al Paese dalla Democrazia Cristiana che ha fatto grande e democratica l'Italia".

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 1  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Comunicato stampa: la DC é di nuovo in campo e riparte dalle comunità locali
Postato da admin [27/01/2013 11:53]

La DC è di nuovo in campo e riparte dalle comunità locali

 

Si è tenuto  a Roma, Sabato 26 Gennaio,  il Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana.

Obiettivi principali all'o.d.g.: ricomporre l'unità interna dopo la rottura intervenuta il 6 dicembre 2012 e valutare la situazione politica creatasi dopo la ricusazione del simbolo dello scudocrociato e la mancata partecipazione del partito alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio.

 

Dopo l'apertura dei lavori da parte dell'On Ombretta Fumagalli Carulli, Presidente del Consiglio nazionale la quale ha invitato i consiglieri a costituire gli organi previsti dallo statuto e a rilanciare un nuovo patto costituente di cui la DC dovrà assumere il ruolo di avanguardia, sulla base di una proposta politica popolare e l'organizzazione di un partito aperto ai giovani, l'On  Gianni Fontana, segretario nazionale della DC, ha svolto un'ampia relazione politica approvata all'unanimità.

 

Rifatta la storia degli accadimenti intervenuti con l'avvenuta ricusazione del simbolo dello scudocrociato e le azioni giurisdizionali e amministrative tuttora aperte, rivendicata la rappresentanza della DC storica da parte del partito uscito dal  XIX Congresso nazionale celebrato il 10 e 11 novembre scorso dagli iscritti DC 1992, unici legittimi eredi, secondo la sentenza della Cassazione, del  partito mai sciolto, Fontana ha ricordato la frase di Don Luigi Sturzo:" " La sconfitta non è di chi perde, ma di chi desiste"

 

E con questa volontà di continuare a combattere per la difesa dello storico scudocrociato a tutti i livelli  e in tutte le sedi giurisdizionali e amministrative, Fontana ha tracciato le linee su cui si muoverà la DC da subito con la premessa che per compiere la lunga attraversata è indispensabile ricomporre l'unità interna.

 

Obiettivo largamente raggiunto con il voto unanime all'ingresso dei dodici amici nella direzione del partito e nella successiva votazione di riconferma unanime della direzione composta dai trenta membri previsti dallo statuto.

 

Unanime pure la votazione per la commissione per il controllo del tesseramento e per il collegio dei probiviri di prima e seconda istanza con i quali è stata completata la composizione degli organi statutari del partito.

 

Gianni Fontana nel suo intervento ha rilevato come la partecipazione alle elezioni fosse e rimanga l'obiettivo naturale indispensabile per un partito come la DC. La forzata rinuncia, tuttavia, non costituisce di per sé un evento negativo in assoluto, avendo presente che, se il partito cresce solidalmente aumenta anche la nostra capacità di partecipazione elettorale.

 

Saltata la scadenza del voto di Febbraio, che lascerà più macerie che autentica governabilità, nostro obiettivo sarà la presentazione di  liste  alle  prossime elezioni amministrative  di Maggio, ripartendo, come nella storia migliore della DC, dalle comunità locali.

 

Sarebbe, tuttavia, un' impresa effimera se la DC si riducesse alla funzione di una  semplice lobby elettorale.  Due sono i  motori  indicati dal segretario con cui camminare: quello sociale e quello istituzionale. Per il primo ci si organizza nel cuore della società con una rete importante  di relazioni con i mondi vitali della società civile;  per quello istituzionale presentando nostri candidati ovunque si voterà per i rinnovi dei consigli comunali, provinciali e regionali.

 Nulla è tolto allo scadenziario operativo: organizzazione del partito fra la gente e partecipazione alle elezioni di Maggio. Queste le condizioni indicate da Fontana  per dare affidabilità a questo programma:

1)     partire subito sin da questo Consiglio nazionale e dalla prossima direzione nazionale con un'agenda operativa concreta;

2)     avviare il tesseramento e costituire ovunque possibile  i circoli di cultura e partecipazione politica;

3)     convocare il prossimo XX congresso nazionale su ampia base popolare  per la nuova stagione storica della DC con quanti intendono concorrere con noi a rilanciare l'azione politica dei democratici cristiani e insieme partecipare con le altre componenti alla costruzione della sezione italiana del Partito Popolare Europeo, da riportare alla coerenza con i principi e i valori dei padri fondatori: Adenauer, De Gasperi e Schuman.

Nei prossimi giorni il segretario si è impegnato a indicare alcune prime responsabilità operative sia sul piano verticale della nostra organizzazione che su quello orizzontale: per funzioni e sul territorio-

I dipartimenti, ha affermato,  oggi non siamo in grado di realizzarli, ma attiveremo unità elementari di responsabilità per singoli obiettivi, attorno cui costruire i possibili dipartimenti futuri : tesseramento- sviluppo circoli- programma e rapporti con i mass media.

Sul piano territoriale dobbiamo individuare figure di responsabili o delegati nei comuni, province e regioni. Nelle nomine dei coordinatori regionali andranno coinvolti i consiglieri nazionali per garantire una collegialità condivisa.

 

La proposta organizzativa immediata e quale base per la  partecipazione alle prossime elezioni di Maggio si svilupperà  attraverso tre incontri nazionali per lanciare il programma della DC sui temi:

1)     del lavoro e dell' economia

2)     dello stato sociale, della solidarietà e sussidiarietà

3)     delle  istituzioni e delle loro proiezioni internazionali

Alla fine, una vera e propria conferenza programmatica riassumerà le conclusioni di questi tre convegni e formulerà la proposta della DC per l'Italia.  Tutto ciò entro il mese di Maggio.

 

Al congresso si dovrà arrivare con una proposta di nuovo statuto, con nuova struttura fondata sulla scelta strategica di un partito con personalità giuridica e senza finanziamento pubblico,  studiando  organi e nuove modalità di funzionamento. Ad esso andrà collegata una carta dei valori, mentre si opererà per costituire una fondazione vicina al partito cui affidare (v.CDU) il compito di una costante elaborazione culturale e formativa.

 

Si è avviato in tal modo dal Consiglio nazionale del 26 Gennaio un periodo di straordinario impegno, con l'annuncio al Paese che le nostre ragioni ideali di lungo periodo sono intatte e le vogliamo attuare insieme agli italiani che condividono i nostri valori e concorreranno alla formazione del nostro programma .

 

Infine, Fontana ha concluso con queste parole, rimarcate da un tono fermo e sicuro:

" ho cercato l'unità e il dialogo con tutti e ho visto maturare la chiarezza del cammino che sta davanti a noi.  Noi non stiamo lavorando per un piccolo o grande successo elettorale a breve, ma per un  viaggio arduo, complesso e  dalle tappe e dai tempi lunghi. Non siamo qui per  disegnare simboli personali, ma intendiamo rilanciare  intatti i nostri ideali.

La DC per la sua storia luminosa e la sua cultura in prospettiva lunga è l'unica che potrà tornare a ridare credibilità alla politica, oggi ridotta a macerie,  restando soggetto sempre in competizione dialettica con il PD.

 

Dipende solo da noi, a cominciare da oggi. Sono qui con la responsabilità di segretario politico della DC e intendo sviluppare con voi il nostro impegno. Non sono più disponibile a farmi distruggere dalle vecchie diatribe e vecchi giochi che hanno già distrutto la DC.

 

La DC nella sua lunga storia migliore aveva una guida morale cui fare riferimento: i principi delle sue origini sturziane e rosminiane come autentica carta dei valori. Guido Gonella scrivendo il codice etico di comportamento diede luce allo statuto del partito. Si potrebbe riprendere  quelle idee per realizzare la ricongiunzione tra il lungo passato e il lungo futuro che ci attende."

 

Ritrovata l' unità, ripresa l'indispensabile dialettica democratica interna, attenti alle questioni giuridiche aperte con la volontà di tutti di non mollare, ora possiamo dire che la DC è finalmente di nuovo in campo, pronta a confrontarsi con tutti a partire dalle nostre comunità locali.

 

Ettore Bonalberti

Direzione nazionale DC

Roma, 27 Gennaio 2013

 

 

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 2  Commenti: 1
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


Convocazione Consiglio Nazionale DC, sabato 26.01.2013
Postato da admin [23/01/2013 21:15]

E' convocato il Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana per sabato, giorno 26 di gennaio p.v. alle ore 10,00 in prima convocazione e alle ore 11,30 in seconda convocazione, in Roma, presso la sala di via in Lucina n.16/a ( adiacente piazza del Parlamento) , con il seguente ordine del giorno :

 

  1. Comunicazioni del Segretario  Nazionale ed esame della situazione politica
  2. Completamento della Direzione Nazionale
  3. Elezione della Commissione Centrale per il Controllo del Tesseramento
  4. (art,11 dello Statuto)
  5. Elezione del  Collegio dei Probiviri di 1° e 2° istanza (art. 118 e 119 dello Statuto)
  6. Varie ed eventuali

Gianni Fontana                                                               Ombretta Fumagalli Carulli

 Segretario Nazionale                                                      Presidente del Cons.Nazionale

 
Vai al post    Vota l'articolo:                    Media dei voti:                  Votanti: 0  Commenti: 0
 
Aggiungi un commento
 
Email (*)

Commento



(*) L'indirizzo email è obbligatorio per gli utenti non loggati nel sistema.
L'inserimento del commento comporta l'iscrizione a questo blog ed il commento verrà pubblicato solo una volta accettate le condizioni presenti nell'email di conferma spedita automaticamente dal sistema.


 
Email:
Password:
 
            
Vuoi commentare gli articoli? Inserisci la tua email e richiedi la tua password premendo sul tasto "registrati"
 
 
    
Ritieni che la magistratura milanese coltivi un pregiudizio su Berlusconi?
 
SI
NO
 
       












Partners
 
 
 
 
 
 
 


Dir.Resp.: Ettore Bonalberti - Coordinatore Blog: Giorgio Zabeo
Redazione e amministrazione: C.so del Popolo, 29 - 30172 Mestre (Venezia) - tel. e fax 041/978232 - Email: info@insiemeweb.net
©2008 Associazione Insieme - powered by Enforma Solutions - based on en-press engine"