Europa, Bruxelles, UN'ALTRA PAC E' POSSIBILE: assemblea pubblica 13.03.2021
Postato da admin [14/03/2021 09:02]



Giampietro Comolli

PAC 2021-2022 e PAC 2023-2027 – Eppur qualcosa si muove. Non siamo i soli. “non ti curar di loro” sembrava avessero tutti scritto 13 marzo 2021 assemblea pubblica

Fino ad ora tutto era caduto nel dimenticatoio o addirittura nel cestino dei rifiuti. Lettere e appelli a neo Ministri così vogliosi, così attivi, così meritevoli, ma così impegnati… non hanno finora battuto ciglio alle nostre proposte scritte… nero su bianco… non verba volant. Anzi “politica verba volant” si potrebbe dire.

Sabato 13 marzo in streaming e online ci sarà una assemblea pubblica di parlamentari europei  che sembrano molto sensibili alle osservazioni, richieste, proposte, soluzioni che da qualche mese stiamo portando avanti con un gruppo di giovani e vecchi economisti agronomi enologi geodemografici.

Come abbiamo sostenuto già a settembre 2020: “ E’ allora possibile avere una altra Pac Politica Agricola Comune dell’Europa rispetto a quella confezionata di  passaggio per gli anni pandemici 2021-2022 e a quella che stanno emanando Consiglio d’Europa, Commissione Agricoltura del parlamento Europeo, Commissione Europea.

Sembrerebbe di si,  stando ad un gruppo di parlamentari europei di paesi diversi, partiti diversi, età e cultura diversa. Il comune denominatore di tutti è: “crediamo e vogliamo una PAC sana, giusta, equa, sostenibile per il bene del territorio e ambiente continentale”.

L’assemblea di sabato 13 marzo, dicono gli organizzatori, vuol ascoltare la voce dei territori in una unica ottica ben precisa: la Pac di passaggio e la bozza di PAC fino al 2027 non appare in sintonia e in linea con il dettato della tanto richiamata “transizione ecologica” del settore. Si ricorda che il Recovery Fund approvato dal Consiglio dei Capi di Stato e Governo della UE parla di riforma eco-ambientale di tutti i 27 paesi obbligatoria per ricevere i fondi di resilienza e di ripresa.

Sulla piattaforma Facebook interverranno come relatori-informatori, fra gli altri:  Thomas Waitz, eurodeputato e co-presidente del Partito Verde Europeo, Martin Häusling, eurodeputato e relatore ombra sulla riforma della PAC, Eleonora Evi europarlamentare, Don Ciotti, presidente Libera contro le mafie, Rossella Muroni.

L’obiettivo è molto chiaro: “ La attuale PAC 2021-2023-2027 ha quasi nulla di eco-ambientale: non si parla di difesa del suolo agrario e non, non premia biodiversità e risparmio di acqua, non stimola a governare e raccogliere con modelli idrogeologici sicuri gli eccessi climatici e le occasionali piogge, non aiuta le nuove imprese in aree vulnerabili,  non premia il lavoro sostenibile e le aree difficili da coltivare, non investi in transizione digitale e banda larga e coesione sociale in aree svantaggiate. Continua invece un ragionamento di sostegno del reddito e dei sistemi di coltivazione e di allevamento più intensivi con un contentino del 3% greening che in certe mega-aree monocultura sono una inezia.  Appare con il pilastro 2 sempre più premiata l’agroindustria di grandi estensioni, di tecnologia meccanica, di interventi fisico-chimici sempre al limite di sopportazione. Il tutto sembra fortemente non in linea con il tanto decantato Green Deal”. La nuova Pac è una occasione preziosa anche come “prima prova” del progetto di transizione eco-ambientale. Per chi non lo sapesse il suolo agrario e la superficie agricola utile è il “substrato” reale su cui può agire tutto il modello agro-alimentare, ambientale, sociale di tante famiglie agricole e può offrire occupazione e lavoro. La sola Italia in 5 anni può garantire 1.000.000 di posti di lavori in collina e montagna e questo, oltre che una risposta eco-ambientale, è anche un incremento del PIL nazionale. Per questo che Roma deve far arrivare un PNRR AGRICOLO-AMBIENTALE veramente di peso e sostenibile. Basta foglie di fico e pagliuzze quando occorre l’uso di travi per un vera riforma del sistema.

 


 
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