Crisi di sistema
Postato da admin [18/06/2019 06:23]


Dopo il potere legislativo e quello esecutivo, con quanto sta accadendo al CSM, siamo alla crisi di sistema di cui, da tempo, va enunciando Massimo Cacciari.

Il Legislativo vive la condizione malferma di un parlamento espressione di una metà dell’elettorato e risultato di una legge elettorale incapace di garantire una maggioranza stabile di governo.

L’esecutivo, come quello sorto dopo il voto del 4 Marzo 2018, figlio  della situazione di cui sopra, sostanzialmente è l’espressione di un “contratto necessitato”, che ha comportato l’avvio di un’alleanza di tipo trasformistico tra due partiti portatori di interessi e di valori diversi e per molti aspetti alternativi. Un’alleanza  resa ancor più precaria dal mutamento nei rapporti di forza e di consenso tra i due soggetti, Lega e M5S, contraenti del contratto di governo, ottenuti reciprocamente tra il voto di Marzo 2018 e quello delle recenti elezioni europee.

Lo sfascio che sta vivendo il CSM, infine, è il segnale drammatico di una crisi della giustizia con la quale appare in tutta la sua evidenza, la crisi di sistema dell’Italia. Si aggiunga (risultato delle politiche maldestre del governo giallo verde ) il più forte isolamento internazionale dell’Italia nell’Europa, della cui Unione il nostro Paese è socio fondatore con una politica estera ondivaga tra le rituali ubbidienze alle tradizionali alleanze  occidentali e le pericolose aperture verso la Russia di Putin e la Cina di Xi Jinping. Anche sul fronte degli enti locali, dopo l’infausto riforma del Titolo V° della Costituzione, si vive con forti  e diverse preoccupazioni l’irrisolta questione della  maggiore autonomia delle regioni del Nord; la crisi strutturale dei bilanci di molti comuni italiani ;  la confusa situazione della chiusura-non chiusura delle province con tutti i problemi di attribuzione delle competenze tra le stesse province, i  comuni capoluogo  e le città metropolitane nate, sin qui, solo sulla carta .

Se osserviamo anche la condizione della società civile utilizzando la nostra teoria euristica dei quattro stati: la casta, i diversamente tutelati, il terzo stato produttivo, il quarto non stato, ciò che emerge è il prevalere di una condizione di anomia morale, culturale, sociale, economica e finanziaria, caratterizzata dal prevalere di una scarsissima solidarietà di tipo meccanico funzionale, dal venir meno delle comunità, da una diffusa condizione di frustrazione premessa di possibili fenomeni di rivolta sociale, sin qui sotto traccia.

Quali sono oggi gli interessi e i valori prevalenti? Interessi “particulari” innanzi tutto e bene comune ridotto a un oggetto misterioso per lo più dimenticato. Sul piano dei valori sono più diffusi quelli di natura egoistica, di esclusione e di chiusura alla comprensione e all’ascolto. Di qui la riduzione della politica a slogans di immediata e facile comprensione, con la comunicazione prevalente e diffusa dei social media e la politica ridotta a tweet e a scambi spesso irripetibili su facebook e Instagram.

Col venir meno dei riferimenti politico culturali tradizionali, quelli che sono stati alla base della nascita della Repubblica e del patto costituzionale, nell’attuale deserto delle culture politiche, lo strumento essenziale per offrire la soluzione storico politica all’ esigenza dell’equilibrio tra interessi e valori, ossia al ruolo proprio  della politica, risulta inesistente e/o incapace di dare risposte, se non attraverso sporadici e occasionali mezzucci, più in linea con le tecniche di propaganda che con soluzioni e proposte di ampio respiro e di lungo periodo.

In questa condizione di crisi di sistema, la maggioranza giallo verde al governo, ahimè, con la crisi della sinistra e l’assenza di un centro democratico, popolare e liberale credibile, sembra non avere alternative; salvo l’alternativa di un’alleanze di estrema destra, come quella indicata da Giorgia Meloni tra Lega e Fratelli d’Italia. Una maggioranza quest’ultima che darebbe, dopo settant’anni di vita della Repubblica, la guida del Paese alla destra estrema

Noi “ DC non pentiti”, “ultimi dei mohicani” del grande partito di De Gasperi e Aldo Moro, le abbiamo tentate tutte dal 2012 in qua, e adesso dobbiamo ragionevolmente gettare la spugna, sconfortati dallo spettacolo indecoroso avviato da alcuni “sabotatori seriali”  con il sostegno di alcuni legulei interni, ai quali spetterà la responsabilità del definitivo affossamento di ogni possibilità di dare pratica attuazione alla sentenza della Cassazione secondo cui :“ la DC non è mai stata giuridicamente sciolta”. Difficile ricomporre ciò che si è frantumato sino alla spaccatura dell’atomo negli invisibili quark delle listarelle presentatesi alle ultime elezioni europee. Difficilissimo sarà uscire da quel travaglio politico del cattolicesimo politico italiano avviatosi con la fine della DC nel 1993.

Per tale ricostruzione servirebbe un profondo mutamento spirituale e culturale, prima ancora che politico e organizzativo, senza il quale temo sarebbe impossibile affrontare le tre questioni essenziali del caso italiano e  dell’evidente crisi di sistema:

  1. la questione antropologica, che attiene ai valori fondamentali della vita:

  2. la questione ambientale, su cui si gioca il destino dell’umanità e del pianeta Terra;

  3.  la questione del nostro stare insieme nell’Unione europea, collegato al tema della sovranità monetaria e della sovranità popolare da cui dipendono tutte le altre riforme per garantire lavoro, pace e sicurezza al nostro Paese.

 

Quanto al primo tema si tratta di testimoniare e tradurre sul piano istituzionale le indicazioni della dottrina sociale cristiana: dall’”Humanae Vitae” di San Papa Paolo VI a quelle di Papa Francesco. Quanto al tema ambientale, si tratta di impegnarci a tradurre sul piano politico istituzionale quanto indicato da Papa Francesco nella sua straordinaria enciclica “ Laudato Si”. Infine, per quanto riguarda il terzo punto, dopo ciò ho reiteratamente descritto sul ruolo dei poteri finanziari internazionali, in accordo con quanto indicato dall’amico Alessandro Govoni, con cui da molto tempo discutiamo di tali temi, mi permetto condividere queste concrete azioni di governo da lui espresse :



1) il  governo emetta un decreto con cui obbliga Banca Intesa, Unicredit, Carisbo, Carige, BPM,  UBI Banca e  MPS a cedere le proprie quote entro due mesi al Tesoro al prezzo di mercato, in questo modo Banca d'Italia ritorna ad essere pubblica essendo esse le sue azioniste con maggioranza di voto 

 

2) il  governo emetta un decreto con cui obbliga Telecom a cedere le proprie quote entro due mesi al Tesoro al prezzo di mercato al fine di nazionalizzare i cavi  intranet /internet da cui passano i flussi elettronici tra banche, in quanto per ragione di sicurezza statale non possono rimanere in mano privata.

 

3) il  governo emetta un decreto con cui obbliga Autostrade Spa a cedere le proprie quote entro due mesi al Tesoro al prezzo di mercato in quanto lungo le direttive autostradali passano i cavi  intranet /internet da cui passano i flussi elettronici tra banche. 

 

4)il  governo emetta un decreto con cui obbliga Assicurazioni Generali, Ina, Alleanza e Toro a investire il denaro raccolto solo in titoli di Stato e non piu nell'azionario  

 

5)il  governo emetta un decreto con cui obbliga le banche suddette a raccogliere davvero il denaro tra il pubblico e non più a creare i conti di deposito con un clic , per un importo pari al 200% dei prestiti, tramite veri certificati di deposito, premi assicurativi e obbligazioni emesse, che significa separazione bancaria  .

 

6)il  governo emetta un decreto con cui proibisce le vendite allo scoperto  

 

7)il  governo emetta un decreto con cui proibisce agli enti locali e al Tesoro di contrarre derivati sul tasso e sulla valuta 

 

8)il  governo emetta un decreto con cui conferisce l'obbligo alle Procure di smontare i derivati esistenti facendone statuire la truffa contrattuale su semplice notizia della GDF o del cittadino di esistenza di un derivato in seno all'ente locale o al Tesoro dello Stato 

 

9)il  governo emetta un decreto con cui paga di piu al quintale gli agricoltori che coltivano SORGO DOLCE ETIOPE e CANAPA

 

10) il  governo emetta un decreto con cui crea almeno un milione di metri quadri di impianti di macerazione del SORGO DOLCE ETIOPE e della CANAPA  

 

11) il  governo emetta un decreto con cui ricava dalla macerazione del  SORGO DOLCE ETIOPE  BIO- BENZINA

 

12)il  governo emetta un decreto con cui ricava dalla macerazione della CANAPA farmaci rigeneranti  delle cellule danneggiate dal benzene

 

13)il  governo emetta un decreto con cui impedisce a  compagnie aeree private e ad aerei privati di irrorare nei cieli agenti chimici,  per non far piovere da settembre a marzo. 

 

14)il  governo emetta un decreto con cui impedisce la circolazione delle auto,  salvo siano alimentate da BIO BENZINA e da BIO DIESEL

 

 

15)il  governo emetta un decreto con cui dichiara lo stato di allerta nazionale per evitare attività di destabilizzazione dell'ordine interno ad opera dei banchieri della Germania dell'Est Rotshshild e J.P. Morgan, da parte dei loro fondi speculatori (Vanguard, State Street, Northern Trust, Fidelity, Francklyn Templeton, Black Rock, Black Stone/Mc Graw Hill, Morgan Guaranty Trust Company, Bnp Paribas Trust ) e da parte delle loro banche d'affari (Morgan Stanley, Merryl Linch, Dexia Crediop, UBS, Credit Suisse, Goldman Sachs, Deutsche Bank...)   che oggi controllano le banche suddette, la Telecom, le Autostrade Spa, che seguono le vendite allo scoperto, che hanno piazzato al Tesoro e agli enti locali i derivati sul tasso e sulla valuta,  e  da parte delle loro industrie ( Unilever, Procter&Gamble, Bayer/Basf/Montsanto,..),  

 

I provvedimenti suddetti sono necessari  affinchè lo Stato italiano e non questi banchieri della Germania dell'est,  ricominci ad incassare. E  sarebbero in linea con la migliore tradizione della DC in materia di politica bancaria e finanziaria difesa sino all’infausto decreto Barucci-Amato del 1992 che determinò il superamento della legge bancaria del 1936 dalla DC sempre difesa.  Il sottosegretario al ministero del Tesoro e finanze, On Villarosa, che ben conosce questi temi, potrebbe/dovrebbe farsi carico urgentemente di queste indicazioni trascinando il M5S dalla fase delle proteste a quello delle proposte di riforma reali per il bene del Paese.

 

Ettore Bonalberti

Direzione nazionale DC

Venezia, 18 Giugno 2019

 

 

 

 

 

 

 

 


 
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