Basta con i rinvii, ora serve l'unità
Postato da admin [12/03/2019 21:18]

 

Assistiamo a un ben triste spettacolo messo in scena dal governo giallo-verde. Il premier Conte si è inventato la “clausola di dissolvenza”, con la quale spera di guadagnare tempo e rinviare il caso TAV a dopo il voto di Maggio, per salvare la faccia a Di Maio e al M5S suo sponsor. Matteo Salvini, terrorizzato dal prossimo voto del Senato sul caso Diciotti, da spavaldo Capitan Matamoro rincula al più accondiscendente ruolo del meneghino Tecoppa ( “ fermati che ti infilzo”). Si aggiungano le posizioni antieuropee e filo russe con disponibilità filo cinesi del governo,  già denunciate dagli USA, e le nostre storiche alleanze atlantiche e europee sono messe in discussione senza nemmeno un dibattito parlamentare.

Ci prepariamo così al voto del prossimo 26 Maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. Guai se i diversi cespugli nei quali ancora si disperde l’antica foresta democratico cristiana e popolare italiana non comprendessero la necessità inderogabile dell’unità.

 

Il 5 Dicembre scorso abbiamo condiviso il patto programmatico costituente federativo che insieme all’On Gemelli ho avuto l’onore di redigere. Ecco perché sento il dovere di rivolgere a tutti gli amici Renato Grassi, Mario Tassone, Gianfranco  Rotondi, Lorenzo Cesa, Mario Mauro, Giorgio Merlo, Ivo Tarolli e ai tanti amici rappresentanti delle diverse associazioni e movimenti dell’area cattolica, un ultimo appello all’unità .

 

Serve proporre alle elettrici e agli elettori italiani una proposta di ispirazione democratico cristiana per l’Europa con la quale ci impegniamo a mettere al centro delle politiche europee la persona, le famiglie, i corpi intermedi, le cui relazioni dovranno essere garantite dai principi della sussidiarietà e della solidarietà in un’Europa federata delle nazioni.

 

Intendiamo sottrarre l’Unione europea al condizionamento dei poteri finanziari che hanno rovesciato i principi del NOMA ( Non Overlapping Magisteria) garantendo alla finanza il primato e subordinando ad essa l’economia reale e la politica, molti esponenti della quale sono ridotti al ruolo di accoliti serventi a libro paga degli stessi poteri.

 

Intendiamo batterci per il controllo pubblico della BCE e delle banche centrali dei Paesi europei e per la separazione tra banche di prestito e banche di speculazione finanziaria, a partire dalla Banca d’Italia e al ripristino della Legge bancaria del 1936.

Senza queste due riforme fondamentali non si potranno adottare efficienti ed efficaci politiche economiche per risolvere i grandi problemi della crescita e dello sviluppo sostenibile dell’Unione europea, insieme  a quelli della disoccupazione, specie giovanile, e della povertà sempre più ampia e diffusa anche tra i ceti medi europei.

 

Serve dar vita a una lista unitaria di tutti i  democratici cristiani e popolari italiani, sotto il simbolo glorioso dello scudo crociato. Una lista di centro senza cedimenti a destra o a sinistra, con candidati ed eletti impegnati a tradurre nella “città dell’uomo” gli orientamenti pastorali della dottrina sociale cristiana e lo faremo da soci fondatori del PPE, con la volontà di riportare l’Unione europea ai principi dei padri fondatori DC: Adenauer, De Gasperi, Monnet e Schuman.

Ettore Bonalberti

Vice Segretario nazionale DC, responsabile ufficio esteri-Roma,10 Marzo 2019


 

 

 


 
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